CRONACA | domenica 25 giugno 2017 03:46

Che tempo fa

Cerca nel web

CRONACA | mercoledì 07 dicembre 2016, 11:31

Rientrati da Norcia i volontari vercellesi di Protezione Civile che hanno gestito un campo di accoglienza

Una esperienza indimenticabile nel segno della solidarietà

Si è conclusa con il ritorno a Vercelli dei volontari dopo un impegno durato una settimana, l’intervento in soccorso delle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto. Una esperienza faticosa ma esaltante che vale la pena rivivere nelle parole degli stessi volontari. Anche questa volta i cellulari avevano squillato nella notte per annunciare l’ennesima tragedia. Ancora un terremoto, purtroppo, un copione già visto, un boato nella notte e la forza della natura che si scatena nella stessa zona del centro Italia già duramente martoriata solo qualche settimana fa con un tributo di vittime terrificante. Questa volta per fortuna non ci sono vittime da piangere, ma la paura è tanta, i danni terribili, il disagio di chi deve abbandonare affetti e beni immenso. C’è bisogno di tutto, di un riparo sicuro e di un pasto caldo, di aiuti concreti, ma anche di vicinanza e conforto. Sono stati una trentina i volontari vercellesi partiti alla volta delle zone terremotate del centro Italia che per una settimana hanno gestito il campo di accoglienza di Savelli di Norcia assicurando ad un centinaio di ospiti la mensa e i servizi essenziali. “Ad ogni emergenza è legato un ricordo particolare – dice Paolo Rosso che ha coordinato la squadra di volontari – e resterà indelebile nella mente l’immagine del campanile spezzato e dello scheletro della facciata dell’Abbazia Benedettina affacciata su un cumulo di macerie; un simbolo di distruzione ma anche di rinascita per il patrimonio di storia e di spiritualità che rappresenta”. “Il futuro non crolla” è capitato di leggere su un manifesto di avviso alla popolazione, aggiunge un altro dei volontari, “in queste poche parole tutta la voglia della gente di quella terra aspra e bellissima, di reagire per superare questa drammatica prova e ritornare alla normalità”.

Una terra e un popolo di cui Norcia rappresenta tutte le caratteristiche, crocevia di cultura e di storia tra Lazio, Umbria e Marche e di spiritualità e di fede posta com’è vicinissima ad Assisi e Cascia, una collettività ancora saldamente attaccata ai valori della terra, della famiglia della civiltà contadina, valori che neanche il terremoto con le sue drammatiche conseguenze è riuscito ad appannare, e a colpire in modo particolare i volontari è stata proprio la determinazione delle persone disposte ad ogni disagio pur di non abbandonare le proprie radici e pronta ad affrontare un inverno duro come può essere un inverno tra questi monti pur di non allontanarsi dai propri animali, dai propri campi dalle proprie attività artigianali o commerciali su cui si basa da sempre l’economia di queste zone.

Dopo una lunga serie di scosse che hanno rischiato di fiaccare la resistenza e il coraggio anche dei più forti, cominciano ad esserci i primi segnali di ripresa, a partire dalla riapertura delle scuole, e, commenta concludendo un altro volontario, “...vedere i bambini con i loro zainetti multicolori in spalla sciamare dalle tende e dalle roulottes verso la grande struttura provvisoria che ospita le aule dell’asilo e della scuola, allarga il cuore alla speranza di un ritorno ad una quotidianità che la forza della natura ha piegato ma non spezzato”.

c.s. Protezione Civile

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore