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CRONACA | mercoledì 06 giugno 2018, 15:15

Celebrato il 204° Annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Vercelli

Celebrato il 204° Annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Vercelli

La celebrazione del 204° Annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri ha avuto inizio alle ore 09:00 odierne con la deposizione di una corona d’alloro in suffragio di tutti i caduti dell’Arma al monumento di piazza Amedeo IX.

Alle 10:30 successive, all’interno della caserma “Gunu Gadu” di via Salvatore Vinci n. 3, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Vercelli, si è tenuta la cerimonia militare con lo schieramento di una Compagnia di formazione, costituita da:

⦁ un plotone nella storica Uniforme da parata;

⦁ un plotone di Comandanti di Stazione;

⦁ un plotone composto da militari equipaggiati con le uniformi di specialità:

⦁ un equipaggio della Radiomobile, al fianco dell’Alfa Romeo Giulietta;

⦁ una coppia di motociclisti, al fianco delle BMW RT 850;

⦁ Carabinieri Forestali in uniforme operativa; 

⦁ militari in uniforme operativa per i servizi di ordine pubblico;

⦁ Carabinieri sciatori, impiegati nei servizi di vigilanza in montagna nelle Stazioni di Alagna Valsesia e Scopa Sesia.

Hanno presenziato alla cerimonia i labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, i gonfaloni della Provincia di Vercelli, delle città di Varallo, Vercelli, Santhià, Crescentino e di molti comuni sede di Comando Stazione, nonché le più elevate cariche della provincia, tra le quali Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli ed il Prefetto di Vercelli, Dott. Michele Tortora.

Nel corso degli ultimi 12 mesi i Carabinieri della provincia di Vercelli hanno registrato, complessivamente, un calo dei delitti consumati cha passano da 3960 (giu2016–mag2017) a 3842 (giu2017–mag2018), con decremento netto pari -3%.

Per contro si evidenzia un aumento dei delitti scoperti che passano da 1300 (giu2016–mag2017) a 1399 (giu2017–mag2018) con un incremento pari al 7.6% che fa lievitare la percentuale dei delitti scoperti, in rapporto ai consumati, dal 32.8% al 36.4%.

Un significativo calo, pari a -6.7% fanno registrare anche i furti che passano da 1626 (giu2016–mag2017) a 1517 (giu2017–mag2018). Anche in questo caso si registra un aumento dei reati scoperti dai militari dell’Arma (pari a 3.2%). La percentuale dei reati scoperti passa infatti dal 13% del periodo precedente, al 14.5% dell’attuale. Certamente di interesse il fatto che a calare siano stati, in particolare, i furti in abitazione che passano da 348 (giu2016–mag2017) a 315 (giu2017–mag2018) con una riduzione pari a -9.5%.

Un discorso a parte deve essere fatto con riguardo alle truffe. Un fenomeno che identifica un’ampia varietà di condotte che vanno dalle frodi informatiche alle truffe in danno di anziani, passando per truffe in danno di esercenti l’attività commerciale. In generale il fenomeno ha fatto registrare un lieve aumento dei reati che passano da 302 a 325. In effetti questo incremento è dovuto ad una serie di attività di indagine poste in essere dai Carabinieri della provincia che hanno permesso di individuare gli autori di diversi reati, alcuni dei quali denunciati solo a seguito della convocazione delle vittime da parte dei militari dell’Arma. Ne è prova l’aumento della percentuale delle truffe scoperte che passa dal 35.4% al 38.1%.

Nel settore delle truffe, particolarmente di interesse è stata l’attività investigativa posta in essere dai Carabinieri. Due i principali ambiti di intervento: nel settore delle truffe agli anziani (34 quelle denunciate nel periodo in esame, tra consumate e tentate) sono state avviate, con successo, una serie di indagini che hanno permesso di identificare diversi gruppi criminali operanti sul territorio nazionale che hanno anche coinvolto anziani presenti nella provincia. Nel complesso sono state denunciate 28 persone, alle quali sono stati ricondotte circa 90 truffe a persone anziane (tra quelle consumate e quelle tentate.

Sono stati inoltre identificati anche gli autori di una serie di 10 truffe ad esercenti commesse da alcuni pregiudicati (6 in tutto i denunciati) che, spacciandosi per appartenenti alla curia vercellese, hanno ottenuto beni e prestazioni, truffando i commercianti, tratti in inganno dall’idea di dialogare con la Chiesa, certamente soggetto degno della massima fiducia.

Sostanzialmente invariata l’attività di contrasto nel settore degli stupefacenti, con il deferimento di circa 70 persone.

Nel settore della prevenzione, i diversi reparti del Comando Provinciale di Vercelli hanno complessivamente assicurato 14185 servizi di pattuglia/perlustrazione (con una media di 38.8 servizi giornalieri). Nel corso dei servizi sono state controllati 47999 veicoli ed identificate 66624 persone.

Sono stati inoltre assicurati 320 servizi di ordine pubblico, con l’impiego di 685 militari. Sono inoltre stati assicurati 378 servizi di carabiniere di quartiere ne capoluogo, Ai quali devono sommarsi i 208 servizi a piedi svolti dalle restanti occasioni in occasione di mercati, fiere, ovvero in occasione di varie circostanze aggregative.

Dopo la lettura dei messaggi augurali del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha preso la parola il Ten. Col. Andrea Ronchey, di cui si riporta il testo dell’intervento:

Autorità, gentili ospiti, Carabinieri di ogni ordine e grado, fedeli al principio che onorare la tradizione non consiste nel conservare le ceneri ma nel mantenere viva una fiamma, siamo qui, oggi per celebrare il 204° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Mi piace ricordare che proprio il Comando di Vercelli fu una delle prime sedi istituzionali riportate nello Stato Dimostrativo dell’Organizzazione (una sorta di previsione iniziale sulla dislocazione dei comandi) sin dalla data di costituzione del Corpo dei Carabinieri Reali, militari, per citare testualmente il Preambolo alle Regie Patenti “… per buona condotta, e saviezza distinti […], e colle speciali prerogative, attribuzioni, ed incombenze […], per sempre più contribuire alla maggiore felicità dello Stato, che non può andare disgiunta dalla protezione, e difesa de’ buoni, e fedeli Sudditi nostri.”

Sempre più vicini al popolo che ai centri di potere, nell’Italia monarchica, prima, e repubblicana, poi, i Carabinieri hanno servito il loro Paese, partecipando con fierezza alle diverse vicende belliche che hanno interessato la nazione, nel corso delle guerre di Indipendenza, dei conflitti  Mondiali e della lotta di Liberazione, ma anche contrastando fattivamente le minacce provenienti dall’interno: il brigantaggio, il terrorismo, la criminalità organizzata ed oggi, pericolose forme di radicalismo.

Non meno importante è stata l’opera di soccorso prestata in seguito a calamità naturali, inondazioni e terremoti.

Lo sviluppo tecnologico ha contribuito a raggiungere migliori obiettivi; strumenti ed apparecchiature nuove per difendere valori antichi e preziosi, che sono le colonne portanti di una società civile: la tutela dei deboli e degli indifesi, il rispetto delle diversità che costituisce la base di un consapevole processo di arricchimento individuale e sociale, la legalità come cultura del bene comune e del rispetto del prossimo.

Espressioni che non si possono ricondurre alla sterile applicazione del codice penale, ma ci impongono, un diverso modo di interpretare il nostro ruolo, anche nella Provincia di Vercelli.

L’attività complessiva di contrasto al crimine è stata efficace. Non intendo in questa sede dilungarmi in sterili statistiche. Dare l’immagine di una provincia, relativamente tranquilla, nella quale si registra un calo dei delitti consumati ed un incremento di quelli scoperti, potrebbe avere un vago sapore autocelebrativo, che non è nel nostro stile e che comunque non sarebbe di nessun giovamento per chi, invece, di un reato è stato vittima. I risultati conseguiti sono solo parte di un costante percorso migliorativo, per assicurare alla popolazione quella doverosa percezione di sicurezza che è anche fatta di numeri, ma non solo di numeri. Mi si conceda un ossimoro: il reato migliore, non è quello scoperto, è quello mai consumato.

Postulato questo principio, abbiamo ottimizzato la proiezione esterna per garantire un più efficace contrasto al fenomeno dei furti, in particolar modo dei furti in abitazione, che costituiscono uno dei reati a maggiore impatto sociale perché vissuti dalla vittima come una inaccettabile intromissione nel proprio privato, nel proprio intimo. Questo sentimento è ancora più evidente nelle realtà piccole della provincia, piuttosto calme, ove la notizia anche di un furto isolato, che si potrebbe, a torto, considerare privo di un peso statistico nel più ampio contesto nazionale o regionale, si carica, invece, giustamente, di una maggiore valenza emotiva. La volontà di salvaguardare le realtà geograficamente periferiche, i piccoli centri, le cascine isolate, ci ha indotto a valorizzare ulteriormente il contatto con i residenti perché abbiano, la concreta percezione della nostra presenza sul territorio e con noi, dello Stato.

Un altro settore di intervento è stato quello legato alle c.d. truffe agli anziani: un crimine particolarmente esecrabile perché colpisce persone deboli, sovente a ridotta capacità di difesa che subiscono questi reati come fossero la prova di una personale incapacità, quasi una inadeguatezza alla vita. Abbiamo approntato diverse e più efficaci procedure, con sinergie nuove tra Stazioni e Comando Provinciale. I risultati sono certamente lusinghieri: a fronte di 34 truffe perseguite in provincia, il Comando Carabinieri di Vercelli ne ha scoperte quasi il triplo, con la denuncia di 28 persone. Ma abbiamo fatto di più, cercando di fornire alle potenziali vittime strumenti adeguati per difendersi. Grazie ad una felice collaborazione con la Curia Arcivescovile e con le Amministrazioni Comunali siamo andati nelle parrocchie e nei centri di aggregazione, illustrando condotte criminali e precauzioni da adottare. Abbiamo realizzato degli opuscoli informativi, che sono stati distribuiti, ed un nuovo opuscolo è in corso di progettazione grazie al prezioso contributo di alcuni giovani di questa provincia attualmente iscritti al Liceo Artistico “Ambrogio Alciati” oggi presenti in mezzo al pubblico.

“La giovinezza è il momento migliore per essere ricchi, ed il momento migliore per essere poveri.” In linea con questo concetto di Euripide l’Arma dei Carabinieri ha rafforzato il legame con i giovani, rendendoli utili protagonisti di progetti nel sociale, ma anche coinvolgendoli attraverso incontri sulla legalità, organizzati presso le scuole o con visite nei nostri comandi. Momenti di confronto per comprendere il valore della convivenza sociale, il rispetto del prossimo ed i rischi che si possono celare nella incontrollata esuberanza giovanile o nelle nuove tecnologie, con un taglio che guarda più alla consapevolezza degli adolescenti che alla criminalizzazione pura e semplice delle condotte.

Questi risultati, certamente frutto dell’impegno dei Carabinieri, sono però anche il prodotto di tante altre istituzioni che hanno avuto il grande merito di fare sistema, tutte animate dalla volontà tenace di perseguire il bene dei cittadini.

Anzitutto vorrei ringraziare S.E. il Prefetto, Dott. Michele TORTORA, il Procuratore Dott. Luigi PIANTA e tutti i Sostituti Procuratori qui graditi ospiti, che hanno saputo cogliere le proposte avanzate, svolgendo nei settori della pubblica sicurezza e repressione dei reati una attenta e generosa azione di confronto e guida.

Un ringraziamento sentito rivolgo anche alla Curia,  a S.E. l’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco ARNOLFO alle Amministrazioni Comunali ed all’Ufficio Scolastico Provinciale, tutte strutture con le quali stiamo portando avanti i diversi progetti di prossimità, legalità ed informazione.

Ed ultimi, ma solo per esaltare un legame di affettuosa fratellanza, gli appartenenti alle altre FF.PP., Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, ma anche Polizie Locali. Insieme abbiamo saputo fornire risposte efficaci: la potenzialità di un sistema non sta nell’essere tutti uguali e neppure nell’operare in modo identico. La vera ricchezza sta nella capacità di beneficiare delle peculiarità di tutti per il perseguimento, questo sì, di un unico, condiviso valore etico e bene comune.

Grazie alla buona predisposizione di tutti, ed alla lungimirante interpretazione del proprio ruolo da parte del Questore, Dottoressa Rosanna Lavezzaro, si è creato un coordinamento che va ben oltre le formalità normative, basato sul rispetto reciproco, sulla condivisione degli strumenti e sulla capacità di sfruttare le diversità di ciascuno come punti di forza di un sistema coeso.

L’Arma ha due grandi punti di forza: l’essere costituita da militari in servizio di polizia, con regole che, diversamente dall’immaginario collettivo, non ingessano il sistema ma anzi lo rendono, in talune situazioni estremamente agile, dotato di grande resilienza ed in grado di coordinare efficacemente una galassia di strutture e comandi, che vanno dalle grandi unità alle circa 5000 stazioni, qui più che degnamente rappresentate da un plotone di loro comandanti.

Proprio l’essere una delle strutture statali più presenti e parcellizzate sul territorio, costituisce il secondo punto di forza. Questo fa sì che si riescano ad intercettare i bisogni e le esigenze dei cittadini, ponendo l’orecchio talmente vicino ad essi da poterne percepire anche il sussurro.

In un periodo in cui si parla dell’importanza della prossimità, non posso dimenticare e rivendicare che noi Carabinieri, abbiamo fatto proprio della prossimità la caratteristica costitutiva, certificata dallo stesso Vittorio Emanuele che, nell’atto di fondazione dichiara l’intento di “avere, con una forza ben distribuita, i mezzi più pronti, ed adatti, a garantire la sicurezza dei cittadini”. 

La parcellizzazione sul territorio, impone di mantenere efficienti questi presidi anche, talvolta con risorse scarse: un prezzo che viene pagato dai nostri militari che si fanno carico di assicurare una risposta costante ed efficace, ma un prezzo che pagano anche le loro famiglie costrette a continue rinunce, in nome di un bene comune, non sempre così semplice da accettare.

Nel celebrare la ricorrenza vorrei portare all’attenzione di tutti il valore di quei tanti Carabinieri che, senza divenire mai famosi, nella grande città e più ancora nello sperduto paesino di montagna, prestano la loro opera a tutela della sicurezza dei cittadini, garantendo, ogni giorno e tutti i giorni, un servizio fatto di rigore verso il criminale, ma anche di pietà per il misero e generosità nei confronti del bisognoso. 

Questa schiera silenziosa si unisce a quei militari, la cui memoria è stata celebrata, che hanno sacrificato il loro bene più prezioso, la vita, portando a compimento il proprio dovere, con azioni, non sempre adeguatamente ricordate dalla storia.

Custode storico di queste tradizioni è, al fianco dei militari in servizio, l’Associazione Nazionale Carabinieri e l’Associazione Nazionale Forestali, una moltitudine di donne e uomini che, cessato il servizio attivo, mantiene salda la propria vocazione al sociale partecipando a gruppi di protezione civile o semplicemente collaborando con le amministrazioni comunali in occasioni di cerimonie o manifestazioni. Questo attaccamento è il segno più evidente che non è l’uniforme a muovere gli uomini ma un sentimento che neppure gli anni riescono a fiaccare.

Carabinieri, non posso concludere questo mio discorso senza rivolgermi direttamente a voi che siete la vera ricchezza dell’Arma, consapevole del compito, oggi più che mai difficile, che ci si chiede di assolvere. Noi che siamo a diretto contatto con i cittadini, noi che siamo punti di riferimento della popolazione, noi che abbiamo giurato di difendere e proteggere i più deboli, ricordiamo sempre a noi stessi che la professionalità è nulla se non si è in grado di vivere il proprio ruolo, il proprio compito, come una missione di umanità della quale c’è grande bisogno. Essere vicini, nell’animo, ai cittadini, significa comprenderne le necessità e cercare di dare sempre risposte consapevoli: gli Italiani questo ci chiedono. 

Sono certo delle vostre qualità e dell’impegno che già ponete nell’assolvimento dei vostri compiti. Ne ho prova diretta per avere condiviso con voi tutti gli sforzi che insieme abbiamo portato avanti, con sereno e serio confronto, grazie anche al prezioso contributo fornito dalla rappresentanza miliare, nell’intento di garantire migliori risposte con mezzi scarsi. I risultati non sono mancati, alcuni dei quali forse neppure balzati adeguatamente agli onori della cronaca per quella antica ritrosia ad apparire, che ci contraddistingue, e per la quale mi scuso con gli organi di informazione. La consapevolezza del vostro impegno, dei vostri sacrifici, degli obiettivi da voi raggiunti, mi rende particolarmente orgoglioso di essere il vostro comandante.

I traguardi raggiunti non devono però essere mete, ma tappe di una continua ricerca al meglio, che ci attenda già da domani.

Possiamo, dobbiamo, vogliamo fare di più ed essere nella semplicità, nella quotidianità, quei punti di riferimento che i cittadini si aspettano di trovare nelle nostre caserme. Tutti vorremmo compiere gesta eroiche, ma dobbiamo mantenere la consapevolezza, che proprio sulle cose apparentemente piccole riposano grandi sentimenti e valori. Questo concetto tanto semplice quanto difficile da mettere in pratica, si sintetizza nel pensiero di Gandhi, che vi affido: “Non importa quanto insignificante possa essere la cosa che dovete fare, fatela meglio che potete, prestatele tutta l’attenzione che prestereste alla cosa che considerate più importante. Infatti sarete giudicati [proprio] da queste piccole cose.”

Viva L’Arma dei Carabinieri. Viva l’Italia

Il Comandante Provinciale ha infine tributato uno speciale riconoscimento alla Stazione Carabinieri di Vercelli, particolarmente distintasi per il costante elevato rendimento dell’intero reparto mantenuto nell’anno trascorso, consegnando una targa al Comandante della Stazione, Luogotenente Pasqualino PUTZOLU.

c.s.

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