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CRONACA | martedì 17 luglio 2018, 11:08

Pattuglie a piedi, droni e unità cinofile alla ricerca di dispersi nei boschi della baraggia Piemontese

Conclusa con successo un'impegnativa esercitazione per i volontari dei nuclei di protezione civile e dell'associazione nazionale carabinieri

Pattuglie a piedi, droni e unità cinofile alla ricerca di dispersi nei boschi della baraggia Piemontese

Un simpatico cagnolone beagle sbuca improvvisamente dal bosco ed irrompe nella radura tra gli alberi abbaiando felice, il suo conduttore è prodigo di carezze e di piccoli, golosi "premi" davvero meritati: anche questa volta il cane da ricerca ha portato a termine il suo compito guidando i soccorritori nell'intrico della vegetazione fino alla persona dispersa permettendo di recuperarla.

E' soltanto una delle simulazioni che hanno impegnato in questa torrida giornata di luglio i volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri in una esercitazione ospitata presso la nel territorio della riserva naturale della Baraggia nel Vercellese all'interno del perimetro della Caserma di Lenta già storica sede dei Cavalleggeri di Lodi, che attualmente ospita il Parco Mezzi Corazzati e Cingolati dell’Esercito, un luogo probabilmente unico al mondo, che custodisce un pezzo importante della storia recente. Negli gli sterminati piazzali circondati dai boschi giacciono allineati in file interminabili centinaia di carri armati, cingolati e autoblindo dismessi dall’Esercito e ammassati per decenni in questo angolo del Piemonte. Trovarsi tra questi giganti d’acciaio è come sfogliare un libro di storia: questi mezzi riportano alla memoria parole ormai uscite dal lessico comune come naja, patto di Varsavia, Peace-keeping, sono stati testimoni della guerra fredda, delle tensioni alle frontiere, delle spedizioni all’estero in Bosnia, Kosovo, Iraq, dipinti di bianco hanno rappresentato i simboli delle missioni in Libano, dell’operazione “Antica Babilonia”, del dramma di Nassyria. Le scritte sulle fiancate sono ormai sbiadite, ma l'emozione e il ricordo restano sempre vivi.

L'esercitazione, organizzata dal Nucleo di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Vercelli in collaborazione con il personale dell'Esercito,

ha coinvolto una cinquantina di volontari che hanno messo in atto diverse tecniche di intervento, dalla classica "battuta" con operatori a piedi all’utilizzo di unità cinofile oltre a “droni” connessi alla centrale operativa a terra e muniti di telecamere, rilevatori termici e all’infrarosso che consentono di individuare presenze umane anche di notte o, come in questo caso, in zone coperte da fitta vegetazione e ancora sofisticati sistemi di geo-localizzazione che permettono di rilevare esattamente la posizione al suolo di quello che l’operatore vede sui monitor attraverso le telecamere in volo. “Questi moderni strumenti si rivelano utilissimi in operazioni di Protezione Civile, per attività di monitoraggio del territorio, e in tutte quelle circostanze che metterebbero a rischio l’incolumità e la sicurezza dei soccorritori- ha spiegato Roberto Massari, responsabile dell’Unità Droni - “portando letteralmente gli occhi dell’operatore dove l’operatore non potrebbe arrivare”.

In un’altra zona dello scenario dell’esercitazione, seguendo le indicazioni della centrale operativa collegata via radio, le squadre a piedi hanno dapprima seguito i sentieri per poi inoltrarsi nel fitto della vegetazione, in una ricerca “a pettine”, avanzando affiancati a pochi metri di distanza gli uni dagli altri per ispezionare efficacemente il terreno.

Spettacolari come sempre gli interventi delle unità cinofile, fiore all’occhiello dell’ANC piemontese. Una volta circoscritte le zone di ricerca e le piste da seguire i cani hanno svolto al meglio il loro compito consentendo di localizzare e recuperare i dispersi dando prova di grande abilità e capacità frutto di un lungo lavoro di addestramento svolto con volontà e passione.

Al termine dell’esercitazione il Capo Ufficio Comando della Caserma, Tenente Colonnello Gianluca Matteis e Mariano Sorani, coordinatore del Nucleo di Protezione Civile ANC di Vercelli, nel ringraziare tutti i partecipanti per l’impegno profuso, hanno espresso la loro soddisfazione per la buona riuscita dell'esercitazione. All'esercitazione hanno assistito anche Giuseppe Rizzi e Davide Gilardino, rispettivamente sindaci di Lenta e di Ronsecco, che si sono detti orgogliosi di poter contare sui volontari di Protezione Civile, risorse utilissime al servizio della collettività.

c.s.

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