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POLITICA | giovedì 26 luglio 2018, 18:05

Borgosesia: Chiusura punto nascite, sindaci protestano contro Asl Vercelli e Botta s'incatena

Borgosesia: Chiusura punto nascite, sindaci protestano contro Asl Vercelli e Botta s'incatena

Così ha detto e così ha fatto il sindaco di Varallo, Eraldo Botta, che stamattina, 26 luglio, si è “incatenato” alla porta di ingresso dell’ospedale di Borgosesia manifestando pacificamente contro il provvedimento della “chiusura per ferie” del punto nascite all’ospedale di Borgosesia, dal 1 agosto al 30 settembre. L’interruzione di un servizio molto importante per le mamme della Valle, che in questi giorni sono in procinto di partorire e che dovranno fare affidamento all’ospedale sant’Andrea di Vercelli.

La motivazione pare essere la mancanza di personale e l’impossibilità di trovare un’organizzazione alternativa per questi due mesi: “Quella di stamattina è una protesta pacifica contro un sistema sanitario che sta facendo acqua da tutte le parti - dichiara Eraldo Botta - non vogliamo farne una questione politica, ma stiamo parlando a nome di un territorio che, in questo ultimo tempo, sta vivendo un forte sviluppo economico e turistico. Siamo stufi di essere presi in giro dalla Regione: i cittadini della Valsesia dovrebbero avere gli stessi diritti dei cittadini di altre città”.

Gli fa eco l’onorevole e sindaco di Borgosesia Paolo Tiramani, che specifica: “Le risorse ci sono, ma manca il personale, questo è quello che ci è stato detto. Perché l’ASL di Vercelli non investe su questo ospedale? Questo provvedimento non è che una piccola parte di un problema più complesso; molti medici e infermiere dell’ospedale stanno valutando di andare altrove e alcuni hanno già vinto concorsi per “scappare” da Borgosesia, è necessario cercare degli specialisti che possano risolvere queste problematiche”.

Presente alla protesta anche il sindaco di Gattinara, che in linea con i suoi colleghi dichiara: “La sanità deve poter essere di tutti, al di là delle vicinanze politiche. Tutti insieme dobbiamo intervenire per dare una mano”.

Giada Dal Santo

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