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Fine settimana di eventi per il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia

Fine settimana di eventi per il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia

Venerdì sera Villa Caccia ha ospitato la conferenza “Donne padrone del proprio destino - Libertà e consenso”, con Silvana Bartoli e Monica Rivolta. Dopo il benvenuto del presidente del Museo Franco Tinelli, è intervenuto Giovanni Mantovani, con un richiamo all’attualità dei recenti scandali per molestie che hanno coinvolto Hollywood e all’articolo della giornalista inglese Laurie Penny sulla cultura del consenso.

Fra le definizioni di cultura del consenso, la giornalista spiega: «Significa considerarsi reciprocamente esseri umani complessi dotati della facoltà di agire e di provare desiderio». La storica Silvana Bartoli ha invece analizzato l’affascinante figura di Émilie du Châtelet, aristocratica francese vissuta nella prima metà del Settecento: donna straordinaria per il suo tempo, si dedicò allo studio delle scienze, a cui diede un significativo apporto. Per lei l’amore per lo studio era anche «la passione più necessaria alla nostra felicità» e «una risorsa sicura contro le disgrazie».

«La cultura del consenso non può fare a meno dello studio – osserva Bartoli – la mancanza di cultura rischia di provocare nelle donne una sorta di mutilazione cerebrale». La studiosa ha portato infatti la significativa storia di una giovane masai, fuggita dal suo villaggio per evitare l’infibulazione. La ragazza, dopo avere studiato come desiderava, si è battuta perché la pratica fosse abbandonata a favore di riti alternativi, fra cui uno che esalta l’importanza dell’istruzione per le bambine.

La ginecologa e psicoterapeuta Monica Rivolta ha dato voce a una riflessione sulle relazioni odierne: «Secondo i sociologi, il prezzo da pagare nella società liquida post-moderna è la fragilità dei rapporti umani – ha ricordato – c’è una libertà così ampia da dare euforia, ma anche ansia e l’ansia si trasforma facilmente in aggressività». A concludere la serata l’intervento del giornalista Lorenzo Del Boca, che ha messo in luce altri esempi di figure femminili capaci di rompere gli schemi della loro epoca.

Domenica pomeriggio, invece, con la conclusione dell’”Antonelli challenge”, il protagonista è stato proprio l’architetto Alessandro Antonelli. Dopo una prima introduzione alla sua storia e alle sue opere, di cui molte si trovano nel Novarese, si è tenuta una visita guidata al Museo, per poi proseguire con una sessione di fotografie da pubblicare su Instagram. La giornata si è conclusa con una degustazione di “büsaròle”, biscotti tipici romagnanesi, di grappe offerte dall’azienda Francoli e del vino del Museo.

c.s.

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