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COSTUME E SOCIETÀ | 12 luglio 2019, 13:00

Valduggia, studio accurato per l'Orologio della chiesa S.Andrea e S.Gaudenzio di Zuccaro

Valduggia, studio accurato per l'Orologio della chiesa S.Andrea e S.Gaudenzio di Zuccaro

Sabato 29 giugno si è completata la traslazione dell'orologio a pendolo dalla cella della torre, fino al piano terra della chiesa dei S.S. Andrea e Gaudenzio di Zuccaro, Valduggia.

L'impresa è stata svolta in modo del tutto gratuito dai volontari Giacomo Cora, Presidente dell'Associazione Italiana Studiosi di Orologeria, Alberto Debernardi, Doriano Cottarelli e Giovanni Rigamonti, tutti appassionati di orologeria e di storia del territorio.

L'orologio è stato posizionato all'ingresso della chiesa di Zuccaro, dove è iniziato subito lo studio e l'analisi delle componenti da parte dell'Associazione. Dalle ricerche effettuate da AISOR, fin dalla sua scoperta, l'orologio venne alloggiato nella cella dedicata, posta sotto la cella campanaria della torre, verso il 1652, alla fine dell'importante intervento che trasformò la chiesa alle odierne proporzioni.

Il meccanismo presenta una struttura a gabbia di origine seicentesca, ma sono altresì presenti diverse modifiche di epoche successive, soprattutto nella parte dello scappamento (l'organo regolatore dell'orologio stesso). Proprio questa modifica è risultata da subito interessante, tanto da spingere l'AISOR stessa a occuparsi dell'analisi storico-meccanica dell'orologio. Al momento, infatti, non sono conosciuti agli studi esemplari con un analogo sistema di scappamento.

All'esame del Presidente dell'AISOR, l'orologio si svela come un esemplare di grandi dimensioni, composto da due treni separati, e dotato di suoneria a rastrello che permette la suoneria delle ore, la "ribotta" dopo 2 minuti e la suoneria delle mezze ore su una unica campana.

Il meccanismo è composto in tutto da 652 parti, per un peso complessivo di 206 kg, pesi esclusi. L'elemento più complesso del sistema risulta essere la ruota scappamento con il suo record di 157 pezzi.

Un ringraziamento particolare è dovuto a Don Ezio Caretti e al Direttore Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Novara per tutta la collaborazione ed il supporto.

Comunicato AISOR - a.z.

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