Un fondo di 25mila euro stanziato a bilancio per rimuovere 1/3 della tassa rifiuti per il periodo di chiusura dell'attività, lo spostamento della prima rata dell'IMU, un contributo di 400 euro a fondo perduto per pagarsi gli strumenti necessari alla ripartenza come guanti, mascherine e divisori di plexiglass.
Queste sono le misure adottate dal Comune di Prato Sesia a favore delle imprese presenti sul suo territorio dopo il primo Consiglio Comunale post lockdown di venerdì 22 maggio, che ha approvato il bilancio di previsione. In particolare queste misure si rivolgono ai ristoratori e sono frutto di un'indagine realizzata dall'Amministrazione Comunale in previsione della "fase 2 bis", come spiega il sindaco Alberto Boraso: "Prima della riapertura del 23 maggio si è posto il problema dei ristoratori, con l'idea di dare il giusto supporto a queste imprese. Abbiamo mandato un questionario a circa 75 attività produttive del paese, ad esclusione di quelle che non hanno chiuso come le farmacie, le aziende ed i negozi alimentari. Nonostante lo scetticismo dei nostri uffici sono tornati 46 questionari".
L'indagine ha rilevato una prevalenza della caduta del lavoro rispetto al ricorso agli ammortizzatori sociali. "Nonostante si potesse già chiedere a febbraio, - continua Albero Boraso - in quel mese nessuna delle nostre imprese ha chiesto la cassa integrazione, facendo ricorso alle ferie ed altri istituti. Le richieste di cassa integrazione sono partite a metà marzo arrivando ad oltre il 60% delle imprese presenti a Prato Sesia. Inoltre la ripresa di maggio è stata calma e nessuna azienda è tornata alla situazione di gennaio".
Per queste ragioni, il Comune di Prato Sesia intende puntare sulla promozione delle attività locali."Nel mese di giugno - precisa il sindaco - installeremo due megaschermi, uno all'ingresso di Prato Sesia e l'altro in paese, con comunicazioni ad hoc per incentivare i ristoranti ed i negozi locali, e per ricordare la loro importanza rispetto alla grande distribuzione, che ha ricominciato ad essere frequentata dai nostri cittadini. Il messaggio deve essere che non serve fare tanti chilometri per trovare prodotti di qualità e prodotti del territorio, che la grande distribuzione non offre". Il Comune non ha pensato soltanto alle attività economiche ma anche alle famiglie. "Sono state il nostro primo pensiero, - sottolinea il primo cittadino - con il rimborso delle quota della rata di asilo di febbraio che non è stata usufruita, e con il blocco delle rate successive".