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CRONACA | 27 maggio 2021, 09:20

Il legale di Perocchio: "Il mio cliente ha appreso della possibile presenza dei forchettoni da una brevissima e concitata telefonata fatta da Tadini"

"Nessun operatore di impianti a fune, ha ribadito il mio cliente, sarebbe così pazzo da montare su una cabina con le pinze inserite" ha spiegato all'Ansa il legale toscano di Perocchio. Venerdì gli interrogatori di garanzia dei tre fermati

L'ingegnere valsesserino Enrico Perocchio e il secondo forchettone rinvenuto nella foto del Soccorso Alpino

L'ingegnere valsesserino Enrico Perocchio e il secondo forchettone rinvenuto nella foto del Soccorso Alpino

“L'utilizzo dei forchettoni è una pratica suicida”. Lo dichiara l'avvocato Andrea Da Prato all'Ansa. Il legale che difende l'ingegnere biellese residente in Valsessera Enrico Perocchio, in carcere a Verbania da martedì notte insieme a Luigi Nerini e Gabriele Tadini.
Perocchio, dipendente dell'altoatesina Leitner, come libero professionista è direttore d’esercizio della funivia del Mottarone e ricopre lo stesso incarico per la funivia del santuario Nostra Signora di Montallegro a Rapallo.

"Nessun operatore di impianti a fune, ha ribadito il mio cliente, sarebbe così pazzo da montare su una cabina con le pinze inserite" ha spiegato all'Ansa il legale toscano di Perocchio.

"Il mio cliente ha appreso della possibile presenza dei forchettoni da una brevissima e concitata telefonata fatta da Tadini domenica alle ore 12.09. Tadini ha detto 'Ho una fune a terra e ho i ceppi su'. L'ingegnere capisce che parla delle pinze, ma non ha neanche il tempo di rispondere che la telefonata finisce. A questo punto sale in macchina e si reca al luogo dell'incidente".

Ora si attendono gli interrogatori di garanzia di venerdì per ascoltare le dichiarazioni di Nerini, Perocchio e di Tadini.

 

Dal nostro corrispondente di Verbania - bi.me.

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