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COSTUME E SOCIETÀ | 29 giugno 2022, 07:00

L’importanza di un portfolio ampio e originale per farsi notare dalle aziende

L’importanza di un portfolio ampio e originale per farsi notare dalle aziende

Per avere delle reali possibilità di giocarsi le proprie carte nel mondo della programmazione, la scelta del percorso da utilizzare per metter su delle basi tecniche solide è di fondamentale importanza. Il mercato è pieno di alternative, tra corsi specialistici e bootcamp, e scegliere può non essere una cosa semplice. Seguendo il percorso formativo Aulab, una vera full immersion della durata di 3 mesi che permette di approfondire le tematiche salienti utili per la preparazione di un operatore di codici, si avrà la possibilità di proporsi sin da subito nel mondo del lavoro. Per aumentare le proprie chance di far colpo sulle aziende del settore, un altro passo da compiere è quello di ampliare il proprio portfolio in maniera strategica. Vediamo in che modo.

 

La vetrina per le proprie creazioni

Il portfolio non è altro che lo strumento che permette di raccogliere tutte le creazioni del programmatore, dando la possibilità al recruiter di turno di farsi un’idea rapida di quelle che sono le capacità tecniche del professionista e dell’impronta che lo stesso riesce a dare alle sue creazioni.
Ora, è giustificabile che un aspirante coder, soprattutto all’inizio del proprio percorso, inserisca qualsiasi lavoro all’interno del portfolio, anche quelli di cui non va particolarmente fiero. Ma col passare del tempo, questa scelta potrebbe rivelarsi controproducente e incidere in termini negativi su quella che è la valutazione finale delle proprie capacità.
Un lavoro generico, che per definizione non potrà mai essere originale e ricercato, difficilmente sarà in grado di attirare l’attenzione del selezionatore, e il rischio per il candidato è quello di ritrovarsi per forza di cose all’interno di una platea enorme di aspiranti sviluppatori, con scarsissime chance di mettersi in mostra.

Lavori mirati che colpiscano nel segno

Un lavoro che sia in grado di attirare l’attenzione non dovrà per forza essere complesso e tecnicamente avanzato. Soprattutto agli esordi, quella che conta è l’idea che ispira la creazione. Meglio quindi orientarsi su progetti di piccole dimensioni e gestibili in brevi periodi, ma ispirati e concettualmente inappuntabili. Chi li passi in rassegna all’interno del portfolio deve capire immediatamente la finalità del lavoro e lo spirito che lo anima. Un lavoro completabile in tempi relativamente brevi sarà inoltre utile per l’autostima del coder che si renderà conto di essere capace di produrre qualcosa di qualitativamente degno.
Un altro errore di valutazione che spesso si fa quando si deve decidere su cosa concentrarsi a livello realizzativo, è quello di optare per progetti troppo seriosi e aventi ad ogni costo un’utilità. La realtà è che queste caratteristiche valgono e vengono valutate quanto le altre e non garantiscono l’attribuzione di punti extra. Anzi, spesso un un lavoro snello, simpatico e senza una finalità ben precisa, viene addirittura apprezzato di più, facendo venire a galla altri aspetti della personalità del programmatore che potrebbero essere sfruttati in futuro dall’azienda.

Partecipazione attiva a progetti esistenti

Non è necessario che il portfolio contenga esclusivamente lavori originali e inediti. Il programmatore ha la possibilità di integrarli contribuendo alla implementazione di progetti open source particolarmente conosciuti e rilevanti nell’ottica dell’ambito operativo dell’azienda presso la quale ci si sta candidando. Si ha la possibilità in questo modo di cominciare a interagire con l’industria della programmazione e di confrontarsi con gli altri colleghi, ottenendo dei feedback preziosi per la propria crescita tecnica e professionale. Un’altra strada da percorrere può essere quella di creare delle estensioni per browser o per altri programmi particolarmente conosciuti e usati. In questo modo si metteranno in evidenza le proprie capacità con determinati linguaggi di programmazione, solitamente i più richiesti dal mercato, e la voglia di spaziare da un ambito all’altro, senza quindi fossilizzarsi sulle solite cose.

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