Una giornata di festa, di profumi e di tradizione quella che si è vissuta a Doccio, dove la storica Fiera di Agnona-Doccio ha richiamato tantissime persone per celebrare l’agricoltura, l’allevamento e i sapori autentici della Valsesia.
A raccontare l’importanza di questo appuntamento è stato Francesco Pietrasanta, sindaco di Quarona e presidente dell’Unione Montana Valsesia:
«È una manifestazione importantissima – ha spiegato – perché raccoglie tutte le tradizioni del nostro territorio ed è l’ultima delle otto fiere che si tengono in Valsesia. Dimostra la genuinità e la forza dei nostri allevatori, dei nostri agricoltori e dell’artigianato locale. È davvero la fiera della genuinità, perché qui si vede ciò che il territorio produce con le proprie mani e la propria passione».
Alla fiera erano protagonisti gli allevatori con la mostra provinciale della Razza Bruna, ma anche le aziende agricole e i produttori locali, che hanno portato in primo piano la qualità e la diversità dei prodotti valsesiani.
Sul valore di questa manifestazione per il mondo zootecnico è intervenuto anche Alessandro Vanzetti, tecnico dell’Unione Montana Valsesia:
«Per gli allevatori è un ottimo strumento di promozione del loro duro lavoro estivo in alpeggio – ha spiegato – perché consente di far conoscere prodotti d’eccellenza come la Toma valsesiana e i formaggi caprini. È una vetrina che unisce tradizione e marketing, fondamentale per far crescere le aziende agricole del territorio».
Impossibile non parlare della Toma d’alpeggio, autentico simbolo della valle. Pietrasanta ha voluto sottolineare la sua unicità:
«È genuina e inimitabile. Ogni allevatore la fa a modo suo, ci mette dentro un pezzo della propria passione e della propria esperienza. Non troverai mai una Toma uguale a un’altra».
A confermare questa varietà è lo stesso Vanzetti:
«Il gusto cambia in base alle erbe dei pascoli e alle condizioni dell’alpeggio. È la natura stessa a dare sapore e consistenza differenti, ed è questo che rende il formaggio valsesiano così speciale».
La fiera di Doccio, tra animali, laboratori e stand di prodotti tipici, si conferma così un appuntamento irrinunciabile per la Valsesia e un esempio concreto di come tradizione, lavoro e comunità possano fondersi in un evento che racconta l’anima più autentica del territorio.





































