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ATTUALITÀ | 17 dicembre 2025, 09:43

Defibrillatori nei rifugi alpini: la Regione Piemonte investe sulla sicurezza in montagna

Defibrillatori nei rifugi alpini: la Regione Piemonte investe sulla sicurezza in montagna

Defibrillatori nei rifugi alpini: la Regione Piemonte investe sulla sicurezza in montagna

Un importante passo avanti per la sicurezza in quota arriva dalla Regione Piemonte, che ha deciso di assegnare 72 defibrillatori semiautomatici e automatici ai rifugi alpini ed escursionistici del territorio montano, con priorità alle strutture più isolate, lontane dai presidi sanitari e situate a quote elevate. Contestualmente è prevista anche la formazione di 61 gestori e responsabili delle strutture coinvolte.

L’intervento rientra tra i più significativi dedicati alla sicurezza in montagna ed è finanziato attraverso il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, con una dotazione complessiva di 1 milione di euro. Un investimento che guarda non solo alla prevenzione, ma anche alla valorizzazione del ruolo sociale dei rifugi.

L’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo ha sottolineato come «portare un defibrillatore in alta quota significa salvare vite», evidenziando che i rifugi non sono soltanto strutture ricettive, ma veri presìdi di comunità per gestori, escursionisti, famiglie e sportivi. La scelta della Regione è stata infatti quella di affiancare all’acquisto dei dispositivi anche un percorso formativo, rendendo gli interventi realmente efficaci.

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che ha rimarcato l’importanza di garantire condizioni di sicurezza omogenee in ogni parte del Piemonte, dalle grandi città fino alle aree montane più remote, contribuendo allo sviluppo di una diffusa cultura della prevenzione.

Un ruolo centrale è stato svolto dalle Unioni Montane, incaricate di raccogliere le candidature e di effettuare una puntuale mappatura delle strutture più esposte. Al termine della fase istruttoria sono risultate ammissibili 72 strutture, comprese quelle oltre i 2.500 metri di quota, dove i tempi di intervento in caso di emergenza cardiaca possono risultare critici.

Tra i rifugi coinvolti figurano realtà simboliche dell’arco alpino piemontese, comprese strutture storiche e rifugi strategici per l’escursionismo. Per la Valsesia è incluso anche l’Ospizio Sottile di Alagna, presidio fondamentale per la montagna e per chi la vive durante tutto l’anno.

Parallelamente alla distribuzione dei defibrillatori, la Regione attiverà – tramite l’azienda sanitaria Zero – specifici corsi di formazione rivolti ai gestori e agli operatori, affinché possano intervenire in modo tempestivo e corretto in caso di emergenza.

Oltre a rafforzare la risposta sanitaria, il progetto punta a diffondere una cultura della sicurezza e della gestione del rischio, inserendosi in una strategia più ampia che mira a garantire servizi essenziali nelle aree interne, sostenere il ruolo dei rifugi come punti di riferimento per le comunità montane e promuovere un turismo outdoor sicuro, consapevole e sostenibile.

Redazione J.B.

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