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Enogastronomia | 01 gennaio 2026, 08:00

Varallo, gennaio in cucina con la polenta concia: il piatto caldo che sa di casa

Varallo, gennaio in cucina con la polenta concia: il piatto caldo che sa di casa

Varallo, gennaio in cucina con la polenta concia: il piatto caldo che sa di casa

C’è un modo semplice per capire che l’inverno è davvero iniziato in Valsesia: basta avvicinarsi a una tavola dove fuma una polenta concia. Morbida, cremosa, filante, con quel profumo di burro e toma che “chiama” subito la prima cucchiaiata. Per il mese di gennaio, il calendario 2026 della raccolta differenziata della Città di Varallo sceglie proprio lei: un piatto che racconta tradizione, ingredienti genuini e quella convivialità tipica delle sere fredde.

La polenta concia nasce come cucina di montagna: pochi elementi, ma scelti bene, e una preparazione che richiede tempo e attenzione. È un piatto che non ha fretta, come certe domeniche d’inverno: si mescola, si aspetta, si aggiunge il formaggio al momento giusto e si porta in tavola quando è ancora “viva”, pronta a fare i fili.

Gli ingredienti (per 4 persone)

  • 200 g farina di mais fioretto

  • 200 g farina di mais bramata

  • 1,5 litri di acqua

  • 80–100 g di burro

  • 250 g di toma fresca

  • 150 g di toma più stagionata

  • 10–12 g di sale

Come si prepara

Si porta l’acqua a bollore, si aggiunge il sale e poi si versano lentamente le due farine, mescolando con cura per evitare grumi. La cottura richiede pazienza: 45–50 minuti, finché la polenta diventa liscia e ben amalgamata.

Nel frattempo si tagliano toma fresca e toma stagionata a pezzetti. Quando la polenta è pronta, si abbassa la fiamma e si aggiungono i formaggi, mescolando finché si sciolgono e la polenta diventa filante. A parte si scioglie il burro in un pentolino, con una spolverata di pepe se gradita, e si versa direttamente nella polenta, mescolando bene.

Il risultato, come vuole la tradizione, va servito caldissimo: deve restare morbido, cremoso e molto filante.

Un consiglio “da inverno valsesiano”

La doppia farina (fioretto e bramata) è il trucco per trovare equilibrio: più setosa ma con la giusta consistenza. E il burro, versato alla fine, è quel dettaglio che trasforma un piatto semplice in un vero “comfort food” di montagna.

Gennaio, insomma, parte con un invito chiaro: rallentare un attimo, accendere i fornelli e portare in tavola un pezzo di Valsesia.

Redazione J.B.

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