I giorni sono pietre rotolanti che inesorabilmente si portano dietro tutto quello che raccolgono: il 2025 ha trascinato con sé due grandi studiosi biellesi: il Commendator Mario Coda e la Professoressa Lelia Zangrossi. Mario Coda, Cavaliere di Malta, Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e dell’OMRI, nato a Biella nel 1934, da antica nobile famiglia biellese (cui dedicò uno studio pubblicato nel 2019: “Il casato dei Coda: di origini savonesi, nel Biellese dal secolo XIV”) si è spento all’Ospedale di Biella l’11 novembre, giorno di San Martino, emblema di quella generosità della quale fu portatore ed esempio nella sua lunga vita di studioso. Dal 1970 al 1975 e dal 1980 al 1985 fu consigliere comunale di Biella e, negli anni 1980-82, Assessore alla cultura e al turismo della Comunità Montana Bassa Valle Cervo - Valle Oropa. Dedicò gran parte della sua vita al Santuario di Oropa: Amministratore di parte laica del Santuario da 1991 al 2004, Bibliotecario-archivista e, dal 1991, Vice Presidente della Commissione del Cartario, fondata nel 1936. Dal 1979 fu nominato Ispettore archivistico Onorario Emerito per il Piemonte e la Valle d'Aosta. Collezionista e bibliofilo, studioso della Santa Sindone, appassionato studioso di storia locale, vantava una sceltissima biblioteca di oltre tredicimila volumi. Profondo cultore di genealogia e araldica, pubblicò nel 1989 con Lorenzo Caratti di Valfrè: ”Araldica e Genealogia”, seguito nel 2003 da: “Il Comune di Biella: origini, sedi, simboli araldici”, nel 2009 da: “Il libro della blasoneria biellese. I consegnamenti d’armi gentilizie degli anni 1687 e 1689”, con stemmi a colori di Federico Bona, e nel 2014 dalla cronologia storica: “Biella nei secoli. Le insegne araldiche della Città di Biella”. Nel novembre 2022 accompagnò i soci del Rotary Club di Gattinara, guidati dall’allora Presidente Architetto Fulvio Caligaris, ad una visita speciale ad Oropa, il cui ricordo è impresso nel mio cuore, oltre che nella memoria: salendo la scalinata monumentale del Beltramo, dopo aver oltrepassato la Porta Regia, giungendo nel chiostro della Basilica Antica, avvolto nel silenzio di una serata in cui nel cielo si vedevano moltissime stelle, complice il fatto che l’oscurità non era contaminata da fonti luminose artificiali. Mario Coda condusse i suoi ospiti nella Biblioteca Storica del Santuario, che conta oltre 18.000 volumi e si costituì a partire dal XVII secolo, con i volumi di tema religioso utilizzati e poi lasciati a Oropa dai sacerdoti collegiali attivi nel Santuario. Salendo al secondo piano dell’edificio principale, raggiungendo la Galleria San Bernardo, il gruppo passò davanti all’osservatorio meteo-sismico fondato nel 1874 per opera del padre barnabita Francesco Denza di Napoli, che fa parte della rete meteo regionale del Piemonte e della rete sismica sia regionale che nazionale e, nel padiglione Parella, mostrò l’Archivio Storico del Santuario di Oropa, permettendo poi agli ospiti gattinaresi di ammirare la donazione dei coniugi Carlo e Angiolina Torrione: oltre cinquecento quadretti con stampe litografiche di devozione popolare dell’Ottocento, dei quali duecento esposti. Dopo la tradizionale cena con la “polenta concia”, Mario Coda parlò della secolare storia di Oropa, trasmettendo un afflato speciale di spiritualità, oltre a molte nozioni di storia, di arte e di Fede. Socio della Società Storica Vercellese partecipava attivamente alla vita del sodalizio: non mancava mai alle presentazioni e all’Assemblea annuale, intervenendo sempre per elogiare il Presidente e il Consiglio Direttivo per l’organizzazione dei numerosi eventi culturali e per il prestigioso Bollettino Storico Vercellese e le numerose pubblicazioni. Il 30 settembre 2023 Mario aveva perso la figlia Marina di soli sessant’anni: quel dolore, seppur annunciato da una lunga malattia, lo prostrò ma non lo vinse, continuò nelle sue attività di studio e di ricerca, sostenuto dalla moglie Silvia, dai figli Paola e Pierluca e dai sette nipoti in cui trovò attenzione e sostegno. Mario Coda si recò più volte in Biblioteca a Varallo, in occasione di presentazioni e portò sempre in dono le sue pubblicazioni e anche i tre volumi del prestigioso Cartario di Oropa: “Acta Reginae Montis Oropae”. Accoglieva con piacere i doni di libri, che chiedeva sempre in duplice copia perché una l’avrebbe depositata nella “sua” Biblioteca di Oropa. Quest’amore per i libri e per la nostra storia ci accomunò e certo mi mancherà quando dovrò decifrare qualche stemma: era davvero infallibile, oltre che infaticabile, prodigo di consigli e affettuoso compagno di studio. Nella notte di Capodanno è prematuramente mancata Lelia Zangrossi, Presidente dell’Associazione “Una finestra sull’Arte” che progettava numerosi ed importanti eventi culturali a Mosso. A Trivero, in Biblioteca sono ormai diventati tradizione: “I venerdì letterari”, incontri curati da Lelia e, fino a tre anni fa, da suo marito, Giancarlo Crosa, e da Franco Bianchini. Vicepresidente dell'Opera Pia Sella di Mosso (Valdilana), della quale si era occupata per tutta la sua vita di studiosa, scrivendone nel 2010 la secolare storia: “Opera Pia. Rivoluzione industriale, filantropia e istruzione nel mandamento di Mosso”, in un ponderoso volume di oltre cinquecento pagine, che ebbe la prefazione di Romano Prodi. Tra le sue opere di maggiore impegno, in collaborazione con Virginia Brayda Gozzi, pubblicò nel 2013:“Irene di Targiani Giunti - La Croce Rossa Italiana - Nei diari e nella vita”. Quest’estate con Francesca Bruson Fava Minor, presidente dell'associazione "Il Boggio" di Crevacuore e Andrea Fava Minor, e con la collaborazione dell’Oasi Zegna, aveva progettato: “A spasso tra i fiori”, una serie di eventi incentrati sull'affascinante mondo dei fiori, spaziando dai profumi, all'arte culinaria, alla medicina naturale e al fascino dei colori e delle specie. Conobbi Lelia molti anni fa, nel 2003, grazie al maggior storico della Chiesa Biellese, Monsignor Delmo Lebole, in occasione della Mostra: “B.V. Assunta, un percorso di fede e d'arte”, della quale Don Delmo e Lelia erano stati i curatori e gli autori del catalogo. A Mosso dedicò molti libri: “Album Mosso. Paesaggi, persone, avvenimenti tra '800 e '900”, in collaborazione con Luigi Spina, pubblicato nel 2004, seguito nel 2005 dalla nuova mostra: ”Nati a Mosso. Profili di uomini che hanno fatto "grande" un paese”. Nel 2008 pubblicò: “Moxum. Memoria e Immagini. La Mosso di don Bernardi e di don Motta (1913-1968). Da terra di emigranti a terra di immigrazione”, curato da Giancarlo Crosa, mentre lei si occupò della ricerca statistica, e nel 2009: “Moxum. Memoria e Immagini. Cronaca locale e associazionismo nella Mosso di Don De Bernardi e Don Motta (1916-1959)”. Con Lelia ebbi occasione di collaborare come ospite in un incontro e nacque un progetto con l’Associazione Culturale Valsesia Musica, che purtroppo non si concretizzò, ma rimasero l’Amicizia e l’affetto, cementati dal comune amore per i felini: a Mosso, nella sua casa-museo, Lelia ne accoglieva ben undici. Indipendenti e misteriosi come ambasciatori di mondi lontani, i gatti scelgono le persone e le accompagnano: così avranno fatto con lei quando nella notte di San Silvestro si è accomiatata da questo piccolo, litigioso mondo, passando sul ponte dell’Arcobaleno. Grazie Lelia, non sarai dimenticata.
Biella e dintorni - 13 gennaio 2026, 10:59
Biella saluta due studiosi: addio a Mario Coda e Lelia Zangrossi
Biella saluta due studiosi: addio a Mario Coda e Lelia Zangrossi