Ultim'ora - 04 febbraio 2026, 13:36

Favo: "Fino all' 80% dei malati di tumore con malnutrizione, garantire supporto nutrizionale"

(Adnkronos) - La malnutrizione oncologica è al centro dell'evento 'Quando nutrirsi è curarsi: il valore della nutrizione medica specializzata in oncologia. Una risorsa per il sistema sanitario, un diritto per tutti', ospitato in occasione del 4 febbraio - Giornata mondiale contro il cancro nella Sala degli Atti parlamentari, Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini. L'incontro, promosso su iniziativa della senatrice Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato della Repubblica, in collaborazione con Favo Ra Odv, Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, affronta una delle sfide più urgenti e ancora sottovalutate dell'assistenza oncologica: la malnutrizione, che colpisce fino all'80% dei pazienti con tumore e incide negativamente su sopravvivenza, tolleranza alle terapie, qualità di vita e sostenibilità del sistema sanitario. La questione è stata riconosciuta di primaria rilevanza anche dall'inserimento dello screening nutrizionale oncologico nelle politiche sanitarie nazionali tramite la recente legge di Bilancio.  

In questo contesto - spiega Favo in una nota - gioca un ruolo fondamentale la nutrizione medica con gli alimenti a fini medici speciali (Afms) espressamente formulati e destinati alla gestione dietetica dei pazienti, sotto controllo medico. Sono destinati all'alimentazione completa o parziale di pazienti con capacità limitata, disturbata o alterata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o sostanze nutrienti, oppure con altre esigenze nutrizionali determinate da condizioni cliniche, la cui gestione dietetica non può essere effettuata esclusivamente con la modifica della normale dieta. Tra questi, in particolare, gli Ons (supplementi nutrizionali orali) sono una soluzione clinica efficace per contrastare la malnutrizione e apportano benefici comprovati sugli esiti clinici e sulla qualità di vita dei pazienti. 

"In Italia - afferma Francesco De Lorenzo, presidente Favo - circa il 60% dei pazienti oncologici è a rischio di malnutrizione già al momento della diagnosi. La cachessia e la sarcopenia colpiscono fino all'80% dei malati in fase avanzata, con conseguente aumento del 250% della mortalità, triplicazione delle complicanze e prolungamento significativo della durata delle degenze ospedaliere (+30%). Per questo motivo Favo già nel 2016 ha promosso, insieme ad Aiom e Sinpe, la Carta dei diritti del malato oncologico all'appropriato e tempestivo supporto nutrizionale, uno dei pilastri delle Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici del ministero della Salute, approvate in Conferenza Stato-Regioni nel 2017. Tuttavia - evidenzia De Lorenzo - a distanza di anni solo poche Regioni le hanno recepite pienamente. Più recentemente, l'approvazione dalla Camera della mozione che impegna il Governo a rendere il supporto nutrizionale parte integrante dei percorsi oncologici, e dell'emendamento alla legge di Bilancio 2026 che introduce l'obbligo di registrare in cartella clinica gli esiti dello screening nutrizionale, rendendo dunque misurabile, tracciabile e quindi esigibile la presa in carico nutrizionale, rappresentano una svolta per superare le disuguaglianze e per facilitare l'inserimento degli Afms, veri e propri presidi terapeutici, nei Lea", livelli essenziali di assistenza.  

L'incontro - riferisce la Favo - è anche l'occasione per presentare la recente revisione narrativa europea condotta dall'Italian Intersociety Working Group for Nutritional Support in Cancer Patients, che conferma il ruolo centrale degli Ons nel migliorare in modo significativo gli esiti di salute nei pazienti oncologici. "Le evidenze disponibili dimostrano che un supporto nutrizionale personalizzato nei pazienti oncologici ospedalizzati è associato a benefici clinici ben documentati a breve termine, tra cui il miglioramento della qualità di vita e una riduzione significativa della mortalità a 30 giorni - spiega Riccardo Caccialanza, direttore della Sc di Dietetica e Nutrizione clinica della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e professore ordinario del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell'università degli Studi di Milano - La prescrizione di Ons si associa a un miglioramento, in particolare, della massa muscolare, e funzionale, che è strettamente connesso alla qualità della vita. Accanto ai benefici clinici, la nostra ultima revisione mette in luce anche l'impatto positivo degli Ons in termini di sostenibilità economica", con "risparmi medi fino al 12% in ambito ospedaliero e al 9% nei contesti territoriali, grazie alla riduzione delle degenze prolungate, delle complicanze e delle riospedalizzazioni. Studi internazionali stimano che un supporto nutrizionale strutturato possa generare risparmi netti di diverse migliaia di euro per paziente, a fronte di costi di implementazione molto contenuti. Al contrario, la mancata identificazione e il trattamento della malnutrizione comportano un incremento significativo dei costi sanitari". 

Nonostante le solide evidenze, l'accesso agli Ons rimane oggi disomogeneo e frammentato in Italia, dove il rimborso è spesso limitato e demandato alle singole Regioni, generando gravi disuguaglianze nell'accesso alle cure. Un esempio virtuoso arriva dalla Regione Lombardia che, dal 2021, offre gratuitamente gli Ons ai pazienti oncologici in terapia attiva, previa prescrizione da parte dei centri identificati e afferenti alla Rete di nutrizione clinica istituita nel 2022. Inoltre, ha reso obbligatorio lo screening nutrizionale per tutti i pazienti ricoverati, introducendo sanzioni economiche per il mancato rispetto delle disposizioni. Un modello efficace, che la Favo auspica possa essere replicato su scala nazionale per ridurre le disuguaglianze e promuovere una cultura della miglior cura e accessibile a tutti. 

"Parlare di supporto nutrizionale nei pazienti oncologici malnutriti significa parlare di una dimensione fondamentale della terapia - dichiara Ronzulli, senatrice di Forza Italia - In molte Regioni d'Italia l'accesso ai supplementi nutrizionali orali prescritti sotto supervisione clinica è ancora limitato o dipende dalla capacità di spesa dei pazienti. Questo produce disuguaglianze che non sono accettabili in un Ssn che si fonda sull'universalità dei diritti. I Lea definiscono ciò che deve essere garantito a ogni cittadino, a prescindere dal territorio in cui vive. E' lì che deve trovare spazio, in modo chiaro e strutturato, il supporto nutrizionale per i pazienti oncologici malnutriti". Aggiunge l'onorevole Maria Elena Boschi (Iv): "Quando una persona affronta un tumore non può vedersi negato un pezzo fondamentale della cura solo perché vive nella Regione sbagliata. Non è accettabile. Il nostro gruppo si è fatto promotore e ha ottenuto l'approvazione in Campania dell'unica legge regionale in materia. Su questo Italia Viva porterà avanti il suo impegno in Parlamento e nei Consigli regionali perché è una battaglia di civiltà e di equità: i diritti di cura non possono dipendere dal codice di avviamento postale".  

A conferma della virtuosa sinergia tra pubblico e privato nel rispondere alle esigenze dei pazienti, Judit Gonzalez Sans, amministratrice delegata di Danone Italia e Grecia, sottolinea: "La nutrizione medica non è un supporto accessorio, ma un elemento fondamentale del percorso terapeutico. Garantire un accesso equo e tempestivo agli Ons significa migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti, aumentare l'efficacia delle cure oncologiche e rendere più efficiente l'utilizzo delle risorse pubbliche. Per Danone Nutricia, la nutrizione rappresenta necessariamente una leva strategica per la salute pubblica, capace di sostenere in modo concreto il percorso terapeutico dei pazienti, in particolare in oncologia, dove la malnutrizione può compromettere l'efficacia dei trattamenti: per questo ci impegniamo a favorire l'accesso alla nutrizione medica e in particolare agli alimenti a fini medici speciali". Nel ringraziare le istituzioni "che con lo stanziamento di fondi per l'avvio di programmi di screening nutrizionale per i pazienti oncologici hanno fatto un primo e importante passo", Gonzalez Sans ricorda che "solo attraverso un ecosistema virtuoso di attori che collaborano in modo realmente efficace - istituzioni, mondo clinico e sistema produttivo - sarà possibile promuovere la nutrizione medica come parte integrante della cura oncologica". 

Ospite speciale dell'evento, Rosanna Banfi, ha portato la sua testimonianza: "Oggi sento il dovere di raccontare questa esperienza e di ricordare quanto la nutrizione medica specializzata sia fondamentale, perché prendersi cura della nutrizione significa prendersi cura della vita. Garantire a ogni paziente un supporto nutrizionale adeguato non è un'opzione, ma un diritto, legato alla salute e alla dignità di ogni persona". Aggiunge l'attore Lino Banfi: "Ricordo chiaramente quel momento in diretta televisiva, quando parlai della malattia di mia figlia. Fu lei a chiedermelo. Oggi sento lo stesso dovere di espormi, affinché la nutrizione venga finalmente riconosciuta come parte integrante della cura. Solo così possiamo migliorare la vita dei pazienti oncologici, restituendo loro forza e speranza". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)