Il Comune di Rassa comunica di aver ricevuto la notifica di un ulteriore ricorso in Cassazione contro il progetto della centralina idroelettrica comunale, promosso da Enrica Busti e da Riccardo Gilardone e Marcello Gilardone, già coinvolti nei precedenti contenziosi.
Nel comunicato l’amministrazione ricorda che, secondo quanto riportato, la vicenda giudiziaria avrebbe già attraversato quattro passaggi con esito favorevole per il Comune (TAR, Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, Cassazione e nuovamente Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche), che hanno ritenuto l’opera legittima e compatibile sotto il profilo ambientale. Il nuovo ricorso viene descritto come privo di elementi sostanzialmente innovativi e interpretato come un’azione destinata a dilatare ulteriormente i tempi di realizzazione dell’impianto.
«Non possiamo più tacere – dichiara il sindaco Michele Barbaglia – che l’atteggiamento dei sigg. Busti e Gilardone (madre e figli) sta producendo un effetto concreto: ritardare un’opera pubblica strategica e costringere il Comune a sostenere ulteriori spese legali, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate a servizi, manutenzioni e investimenti per i cittadini».
Il Comune elenca inoltre le conseguenze che, a suo avviso, il protrarsi del contenzioso avrebbe già comportato: anni di ritardo nell’avvio dei lavori, mancati introiti per la comunità stimati in “diversi milioni di euro”, aumento dei costi di realizzazione rispetto al quadro economico originario e una tardata creazione di una comunità energetica.
L’amministrazione ribadisce infine che la centralina idroelettrica viene considerata un progetto pubblico e sostenibile, già valutato dagli organi giudiziari competenti, e annuncia che proseguirà nella difesa nelle sedi opportune, ritenendo doveroso informare la cittadinanza sulle ragioni dei ritardi e dei costi aggiuntivi a carico dell’ente.