La centralina idroelettrica di Rassa torna al centro del confronto giudiziario. A riaprire il caso è un nuovo ricorso in Cassazione presentato – secondo quanto comunicato dall’amministrazione locale – dagli stessi soggetti che in passato avevano già contestato l’opera, rallentandone l’iter.
Il sindaco Michele Barbaglia, solo poche settimane fa, aveva annunciato che la realizzazione dell’impianto era ormai vicina, ricordando come in precedenza TAR, Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e Cassazione avessero respinto una serie di ricorsi legati a profili ambientali. Ora però, spiega il Comune, l’iter si trova nuovamente davanti alla Suprema Corte.
“Risorse sottratte ai servizi”
Nel messaggio diffuso dal primo cittadino vengono usate parole nette sull’impatto di questo ulteriore passaggio legale: «Non possiamo più tacere che l’atteggiamento dei denuncianti sta producendo un effetto concreto: ritardare un’opera pubblica strategica e costringere il Comune a sostenere ulteriori spese legali, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate a servizi, manutenzioni e investimenti per i cittadini».
Barbaglia sottolinea inoltre la differenza tra il diritto a ricorrere e l’effetto che, a suo avviso, sta producendo la ripetizione delle azioni giudiziarie: «È legittimo ricorrere alla giustizia, ma non è accettabile che, dopo ripetute sentenze favorevoli all’Ente, si continui a insistere con azioni che, di fatto, penalizzano l’intera popolazione di Rassa e bloccano un progetto pubblico di energia sostenibile riconosciuto compatibile con l’ambiente».
Pietrasanta: “Faremo tutto il necessario”
Sulla vicenda interviene anche il presidente dell’Unione Montana Valsesia, Francesco Pietrasanta, che collega la questione al tema più ampio della transizione energetica. Pietrasanta ribadisce la vicinanza dell’ente al Comune: l’iniziativa – afferma – è in linea con i progetti dell’Unione Montana, che sta lavorando da tempo alla propria Comunità Energetica, e la centralina rappresenta un progetto pubblico per produrre energia pulita con possibili ricadute economiche sul territorio.
«Come Unione Montana, siamo a fianco del Sindaco di Rassa e faremo tutto il necessario affinché anche questo ennesimo ostacolo giudiziario venga presto superato e si concretizzi quanto prima il progetto della centralina», conclude il presidente.
Ora l’attenzione si sposta dunque sull’esito del nuovo ricorso, mentre Comune e Unione Montana confermano l’intenzione di portare avanti l’opera.