Una mattinata di lavoro, tra amministratori, tecnici e mondo della ricerca, per capire come l’idrogeno possa diventare uno strumento concreto di accumulo dell’energia pulita e aumentare l’autoconsumo nelle Comunità Energetiche Rinnovabili. È l’obiettivo del workshop dedicato a H2SCORE, in programma sabato 14 febbraio a Quarona, nella Sala del Consiglio comunale, con lavori previsti tra le 10 e le 13 e registrazione dei partecipanti dalle 9.30.
Il progetto, europeo e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito della Clean Hydrogen Partnership, mira a sperimentare soluzioni innovative per rendere più efficienti le CER, affrontando una delle sfide centrali: immagazzinare l’energia rinnovabile prodotta localmente e renderla disponibile quando serve, riducendo sprechi e dispersioni.
La Valsesia come area di dimostrazione
La scelta del territorio non è casuale. Quarona, dove è già attiva la CER Valsesia, è stata individuata come contesto adatto a ospitare un sito dimostrativo in cui testare l’integrazione dell’idrogeno in un sistema energetico reale, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente le prestazioni del teleriscaldamento e della produzione di elettricità, valutando possibili ricadute energetiche, economiche e ambientali per la comunità.
Il cuore della sperimentazione: produrre idrogeno quando c’è energia, usarlo quando serve
A chiarire il senso operativo della sperimentazione è Davide Ceretti, partner tecnico coinvolto nel progetto, che descrive H2SCORE come un percorso che si inserisce “sotto il cappello” della CER Valsesia e punta a valorizzare in modo più efficiente le risorse locali. Il punto centrale, spiega, è ragionare su uno stoccaggio stagionale: produrre idrogeno nei mesi in cui la produzione rinnovabile è più favorevole e utilizzarlo in altri periodi dell’anno, quando la disponibilità di energia è più ridotta.
Nella spiegazione del tecnico, la Valsesia è un esempio concreto di questa esigenza: in estate la componente solare può essere significativa, mentre in inverno la produzione può calare. L’idrogeno, quindi, viene indicato come vettore utile per “spostare” nel tempo l’energia rinnovabile, rendendola disponibile al bisogno e supportando l’efficienza del ciclo energetico locale. Ceretti cita, in particolare, l’interesse legato al teleriscaldamento attivo a Quarona, che renderebbe il contesto adatto a una sperimentazione di questo tipo.
Il programma della mattinata e i relatori
Dopo la registrazione (9.30-10.00), alle 10.00 è prevista l’apertura dei lavori con gli interventi introduttivi. Tra i relatori attesi anche il ministro Gilberto Pichetto Fratin, con un contributo dedicato alle opportunità dei progetti di transizione energetica per la competitività dei territori. Al tavolo anche il sindaco di Quarona e presidente dell’Unione Montana Valsesia Francesco Pietrasanta, l’assessore all’Ambiente dell’Unione Montana Luca Chiara, la coordinatrice del progetto Marta Gandiglio del Politecnico di Torino, oltre a Davide Ceretti e Stefano Barberis di Blue Energy Revolution.
Dalle 11.00 è previsto un coffee break, quindi (11.20-12.20) la parte più operativa: una sessione partecipativa in forma di workshop, articolata su tre filoni di lavoro: sistemi energetici sostenibili per il territorio; tecnologie e area del sito dimostrativo; condizioni di accettabilità. La chiusura è indicata intorno alle 12.30.
Il ruolo tecnico e i prossimi passaggi: coinvolgimento, progettazione, tempi
Ceretti inquadra anche il ruolo del proprio gruppo all’interno dell’iniziativa: “facilitatori e partner tecnici”, impegnati a supportare istituzioni e territorio nella costruzione del processo e nelle diverse fasi operative, con l’idea di portare valore nelle aree interne attraverso soluzioni non ordinarie e innovative.
Quanto alle tappe successive, il percorso viene descritto come di medio periodo: si parla di un paio d’anni per vedere il progetto arrivare a piena realizzazione, proprio perché innovativo e legato a passaggi tecnici e di condivisione. “Il primo vero passo è spiegare il progetto e coinvolgere le persone”, sottolinea Ceretti, indicando come prioritario il dialogo con popolazione e stakeholder locali. In parallelo, partirà la progettazione applicata al contesto specifico di Quarona, non più teorica ma calata sul territorio.
Un confronto tecnico, con ricadute locali
Il valore dell’appuntamento sta nel metodo: non una semplice presentazione, ma un momento di consultazione e coprogettazione per mettere sul tavolo priorità, aspettative e possibili criticità. Per Quarona e per l’intera Valsesia, la transizione energetica prova così a tradursi in un passaggio operativo, dentro un progetto pubblico e con un confronto tra istituzioni, ricerca e competenze tecniche, puntando a soluzioni misurabili e coerenti con le esigenze della comunità.












