In Valsesia, nella sala conferenze di Villa Paolotti, si è tenuta una serata dedicata a un tema di cui si parla molto più di quanto si conosca davvero: le intelligenze artificiali, con un focus su rischi, opportunità e limiti reali degli strumenti che ormai entrano nella vita quotidiana.
L’incontro, introdotto dal vicesindaco Daniele Baglione, aveva un obiettivo dichiarato: fare chiarezza, con un taglio divulgativo, su un argomento che spesso viene affrontato con superficialità, anche per effetto di quella distorsione cognitiva per cui chi sa poco tende a credere di sapere abbastanza.
Il punto a Gattinara: “non esiste una sola AI”
Il titolo della serata – “Intelligenze artificiali. Rischi e opportunità” – ha aperto subito una distinzione chiave: non esiste “una” sola AI, e anche quando si invocano regole o controlli occorre capire bene di quale tecnologia si sta parlando e come viene utilizzata.
Ernesto Santini, presentato come “neo cittadino” di Gattinara e inventore di oltre 75 brevetti, ha richiamato un concetto che attraversa tutta la discussione: l’intelligenza, intesa come capacità di collegare, presuppone coscienza, volontà e astrazione. “Le macchine non hanno queste capacità. L’AI che conosciamo tutti non è quella che servirà”, ha osservato.
Le “allucinazioni” e il rischio di fidarsi della prima risposta
Uno dei passaggi più concreti ha riguardato le cosiddette allucinazioni: risposte formalmente convincenti ma false o fuorvianti. Santini ha spiegato che i modelli cercano sempre di produrre un output e per questo “la macchina non è in grado di dire: non lo so, ma cerca sempre di dare una risposta, che noi dobbiamo analizzare, non considerandola corretta a priori”.
Un punto che, in una Valsesia sempre più connessa e abituata a informarsi online, diventa anche culturale: non basta ottenere una risposta “ben scritta”, serve valutarla.
LLM e qualità formale: “che sia vero o falso non è considerato”
Nel corso della serata è stato citato il funzionamento dei Large Language Model (LLM), strumenti che generano testi molto curati dal punto di vista formale. Proprio qui sta uno dei nodi: “Sono testi perfetti dal punto di vista formale, che sia vero o falso non è considerato”. La riflessione si è allargata al problema della qualità delle informazioni e alla possibilità che, nel tempo, dati errati si accumulino e si “replichino” nei modelli successivi.
Notizie false e assistenti domestici: luci e ombre dell’innovazione
Tra gli esempi discussi, Santini ha richiamato anche fenomeni legati alla produzione automatica di contenuti: il rischio non è solo tecnico, ma sociale, perché l’informazione può essere alterata senza che chi legge se ne accorga. È stato citato anche il declino di alcuni assistenti virtuali domestici, spesso incapaci di interpretare correttamente le richieste o di agire come ci si aspetta.
Non sono mancati spunti più “quotidiani”: dal tema della memoria digitale (“custodire nel cloud significa mettere i nostri archivi nel computer di qualcun altro”) fino al consiglio pratico di preservare foto e ricordi in modo più stabile: “comperate libri di carta, stampate le vostre fotografie migliori”.
Perché interessa il territorio
Per un territorio come la Valsesia, dove imprese, scuole e famiglie stanno incrociando l’AI in modo sempre più frequente, serate come questa servono a un passaggio fondamentale: sostituire l’entusiasmo o la diffidenza “a pelle” con una consapevolezza più solida. Capire come funzionano gli strumenti, dove possono aiutare e dove invece generano rischi (informativi, economici, perfino culturali) significa proteggere il tessuto locale e usarli con più intelligenza.
Domande dal pubblico e sguardo al futuro
L’incontro, dichiaratamente accessibile, ha coinvolto cittadini, studenti e professionisti. Dal pubblico sono arrivate domande su tecnologia e società, comprese questioni legate alle strategie industriali e all’uso sociale dell’innovazione.
In chiusura, il vicesindaco Daniele Baglione ha ringraziato il relatore e ha anticipato l’intenzione di proporre dopo Pasqua un nuovo appuntamento con Santini, dedicato alle applicazioni dell’AI su edifici intelligenti, città e sistemi energetici: un tema che, anche in Valsesia, incrocia in modo diretto la qualità della vita e i servizi del territorio.