Al centro della festa, una torta che è diventata un vero racconto di vita, preparata dal figlio Enrico, “Maître pâtissier”. Un dolce scenografico, costruito attorno alla grande passione di Gaudenzio: l’agricoltura. Sulla torta comparivano trattori rivestiti di cioccolato, pasta fillo per imitare il fieno, tronchi di cioccolato e persino un dettaglio ironico riprodotto con cura, il mucchio di letame realizzato con i corn flakes. Intorno, novanta candeline dorate a rendere ancora più simbolico il momento.
Una vita legata alla terra, tra caratteri forti e affetti veri
Tra i fili che hanno attraversato la serata c’è anche il rapporto – intenso e non semplice – tra padre e figlio: due personalità forti, volitive, ma antinomiche. Da una parte le radici salde, “ancorate alla terra”; dall’altra lo slancio di chi sente il bisogno di volare oltre i limiti. Un legame raccontato con l’espressione “Odi et amo”, a sintetizzare l’ambivalenza affettiva che può esistere solo dove i sentimenti sono profondi.
Il numero 90 come metafora
I novant’anni sono diventati anche un’immagine: novanta come i numeri del lotto, novanta come la tombola, metafora della vita che può concedere un ambo o una cinquina ma, alla fine, spinge a “completare la cartella”. Novanta come i minuti di una partita di calcio, con l’idea – per i più fortunati – dei “tempi supplementari”. Nelle parole condivise durante la festa è entrata anche la poesia, con i versi di Nelo Risi, a ricordare quanto la vita richieda prove, cambiamenti e rinnovamento.
Accanto a lui, Marilena
Nel momento del traguardo, al fianco di Gaudenzio c’era la sua amata Marilena, indicata come la sua forza: la persona che lo conosce di più e che gli è sempre stata accanto, nella vita e nel lavoro. Una coppia capace di discutere e dirsi le cose in faccia, ma con una certezza granitica: se uno va, l’altro lo segue.
La regia della serata e l’abbraccio della comunità
A Grignasco la serata è stata costruita con attenzione: Enrico è stato descritto come il vero “deus ex machina”, capace di creare la magia di un compleanno speciale disponendo gli ospiti come in una scenografia, con una “corona” di parenti e amici. Tra i presenti, anche don Marco, coinvolto nel momento di festa.
L’augurio condiviso da tutti è semplice e potente: continuare a scoprire giorni nuovi, custodire i ricordi senza rimpianti e andare avanti con lo stesso spirito, perché – come è emerso durante la serata – Gaudenzio ha saputo dare il meglio guardando sempre avanti.