Copertina - 01 marzo 2026, 00:00

Piera Mazzone: "Attraverso i libri possiamo rivivere la vita di persone che ci hanno preceduto"

Piera Mazzone nata a Borgosesia il 30 luglio 1963, residente a Serravalle Sesia:  Chi sono? Cosa faccio? Perché?

Tre domandine che racchiudono il senso che tentiamo di cercare nelle nostre fragili esistenze, in equilibrio precario tra un “prima” misterioso e un “dopo” dal quale nessuno è mai tornato per essere intervistato. Professionalmente mi occupo di libri a 360°. Come direttore della Biblioteca Civica «Farinone-Centa» di Varallo Sesia, dispongo di un continente da scoprire, anzi mi spauro a pensarci. Come giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine dal 2004 racconto i fatti altrui per far scoprire cose che mi sembrano importanti da conoscere per proseguire il cammino arricchiti da exempla significativi.

Laureata in Lettere…e cartoline!!! All’Università degli Studi di Torino con una tesi in Filologia Romanza discussa con il Professor Giuliano Gasca Queirazza: «Glossario di latino medievale da Statuti della Valsesia», dedicata alle emergenze del volgare negli Statuti della Valsesia (Un lavoro che ha contribuito ad uno studio più generale esteso a tutto il Piemonte).

Da questi primi approfondimenti è nato il mio interesse per le lingue locali, che si è concretizzato nell’organizzazione di alcuni corsi di Piemontese attivati in Biblioteca a Varallo con la collaborazione del Centro Studi Piemontesi e nel partecipare all’organizzazione delle numerose rassegne di poesia dialettale del territorio. Sono Presidente dell’Incontro biennale di poesia dialettale valsesiana “Pinet Turlo”, nato nel 1971, e del concorso nazionale di poesia: “Il castello di Sopramonte”, organizzato dal Gruppo Alpini di Prato.

Ho sempre amato leggere per viaggiare nel tempo e nello spazio, così il periodo del lockdown non è stato così terrificante: in realtà potevo evadere senza incorrere in sanzioni. Diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Torino, mi sono procurata gli strumenti per entrare nei magazzini della storia senza perdermi. Un’innata curiosità e voglia di capire mi fanno provare interesse e curiosità per qualsiasi tipo di esperienza, quindi, da perfetta incosciente talvolta mi addentro in campi minati, sperando di non saltare per aria.

Ho una grande passione per gli animali, per i gatti in particolare: convivo con sei gatte, tutte arrivate in modo assolutamente fortuito, che si sono abituate a condividere gli spazi della casa e che mi sopportano. Amo i fiori e le piante: ho la fortuna di potermi godere un grande giardino e di avere terrazzi e balconi da arricchire con vasi nel semestre climaticamente favorevole. Negli altri sei mesi li ritiro in ambienti luminosi e protetti dove purtroppo sono “affollati”.

Sono responsabile della comunicazione dell’Associazione Culturale Valsesia Musica, della Società Storica Vercellese, dell’Orchestra Fiati Città di Borgosesia, Vice Presidente della Società Storica Vercellese, della quale sono stata Vice Direttore del Bollettino Storico Vercellese. All’attività professionale affianco un costante impegno nella ricerca e in attività di promozione culturale del territorio. Nella vita ho avuto la fortuna di incontrare Amici sinceri, che mi hanno dato la possibilità di esprimermi, mi hanno amata con tutti i miei limiti e ancora oggi camminano con me e talvolta si offrono di portare, per qualche tratto almeno, lo zaino in cui ci sono tutte le pietrine dei giorni trascorsi: sono bianche, sono nere, non importa, non stiamo neppure a contarle, perché il domani potrebbe non averne di riserva.

Lei dirige la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo: che cosa significa oggi “fare biblioteca” in una città d’arte e in un territorio come la Valsesia?

Sono Direttore della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, dal 1 luglio1997, precedentemente, dal 24 dicembre 1990 al 30 giugno 1997, ho lavorato presso il Comune di Gattinara con la qualifica di Capo Settore Cultura e Servizi Sociali; dal 15 gennaio 1986 al 23 dicembre 1990, ero impiegata presso il Comune di Serravalle Sesia, con la qualifica di Archivista-Aiuto Bibliotecario.

Fare Biblioteca” oggi significa essere al servizio della cittadinanza e diventare punto di riferimento per gli studiosi e per i Lettori. Ad essere Bibliotecari si impara giorno dopo giorno: non c’è mai nulla di acquisito. Da qualche anno si sta cercando di fare rete con le altre biblioteche del territorio e costruire dei percorsi di formazione partecipata. Mi sembra opportuno fare una breve premessa sul tipo di gestione attivato nelle Biblioteche del territorio:

Varallo (circa 7.000 abitanti): la Biblioteca è gestita da un Direttore e un Bibliotecario, personale interno all’Ente, coadiuvati da oltre una decina di Volontari: il loro apporto è indispensabile per inventariazione e catalogazione.

Campertogno: esiste una biblioteca intitolata al compianto Don Pier Cesare De Vecchi, gestita da Dina Traversaro, volontaria e amministratore, che organizza anche molte attività di divulgazione nel periodo estivo che coincide con la presenza dei “villeggianti”.

Borgosesia (circa 12.000 abitanti): la Biblioteca è gestita da personale di Cooperativa, che fa riferimento ad un Funzionario comunale responsabile dell’Ufficio Cultura, che si relaziona direttamente con l’Assessore alla Cultura.

Plello, frazione di Borgosesia: esiste una Biblioteca gestita da volontari, che non gode di alcuna sovvenzione, ma pubblica “Il gatto di Biblioteca” giornalino on line.

Quarona (meno di 4.000 abitanti): la gestione della Biblioteca è stata affidata al Terzo Settore, a volontari che garantiscono un’apertura settimanale e aperture su richiesta;

Grignasco (4.300 abitanti): c’è un Direttore interno e personale di Cooperativa per la gestione del servizio.

Prato Sesia, esisteva una biblioteca la cui gestione era affidata ad un volontario, ora se ne sta predisponendo una in nuovi spazi, che sarà gestita da volontari.

Romagnano: gestita da volontari.

Gattinara: 7.545 abitanti, personale comunale come coordinatore (che si occupa anche dell’Ufficio Stato Civile Anagrafe), biblioteca gestita da una signora dei Cantieri di lavoro (Bando over 58).

La politica non è l’arte di far andare avanti le cose reali, come credono gli ingenui: poiché le cose reali vanno avanti da sole. La politica è l’arte di dirigere i sogni degli uomini, come si dirige un’orchestra” scriveva lo scrittore novarese Sebastiano Vassalli, che, tradotto nella nostra realtà, significa che la politica regala sogni, mentre i bilanci vanno avanti da sé: “Finanziare la biblioteca in modo più o meno rilevante è una scelta politica”.

La Biblioteca è uno degli attori che creano questi “sogni”, tradotti in progetti che i politici devono sentire come propri e portarli avanti. Le biblioteche sono un punto dove convergono cose e persone interessanti, tanto per chi le frequenta, che per chi non le frequenta. Il bibliotecario ha ben chiara l’immagine della biblioteca, ma deve essere in grado di presentarla e renderla “vendibile”. Ogni progetto nasce da un’idea, contestuale all’analisi del contesto sociale e culturale, si ricercano gli “stakeholders”, termine oggi molto abusato, che indica tutti i soggetti, individui od organizzazioni, attivamente coinvolti in un progetto, la creazione di una “leadership”, incentrata su chi dovrà rendicontare il progetto e quindi ne programma e segue tutte le fasi. In questo percorso molto importante è la “comunicazione” (finalmente una bella e chiara parola italiana), che non è affatto un passaggio scontato, ma rende noto al territorio e ai nostri finanziatori che cosa si sta facendo.

E’ importante comunicare in modo corretto, utilizzando linguaggi adatti ai diversi mezzi di comunicazione: giornali, newsletter, blog. Una comunicazione pubblica è la prova che ciò che è stato organizzato ha funzionato. Lo strumento del questionario è utile per monitorare i risultati delle varie attività che la Biblioteca propone ed ascoltare le proposte degli utenti, ma anche e soprattutto dei non utenti, che cercano spazi, o semplicemente ascolto. L’obiettivo finale è ottenere benefici che coinvolgano l’intero territorio e che, dopo il singolo evento, rimanga qualcosa, si creino nuove relazioni. La Biblioteca deve dare spazio agli autori locali, senza farsi imprigionare nel localismo e nel protagonismo. Occorre ripensare ai meccanismi aggregativi in modi nuovi, intuendo i bisogni e le richieste reali.

Tutto questo lavoro di raccolta dati e creazione di premesse comuni si aggiunge al qotidiano servizio agli utenti, ma è anche alimentato dalle conversazioni e dal rapporto diretto con chi sceglie di venire in biblioteca. L’ascolto attivo è molto importante, così come lo è cercare di immaginare sempre il punto di vista degli “altri”. Esistono “Nuovi linguaggi di comunicazione”: con l’intervento di Anna Zana, logopedista dell’età evolutiva, è stato trattato il tema: “Un occhio sui libri in CAA: Comunicazione Aumentativa Alternativa”.

La CAA, nata in America negli anni Settanta, arrivata in Italia nel 2000, è ancora poco conosciuta: non è qualcosa che si sostituisca alla comunicazione, ma si affianca e la integra con pittogrammi, che possono essere utili in molti ambiti della nostra società, La parola chiave è “inclusività”, sopperendo alla mancanza di parola, o di scrittura, con un approccio che faciliti e migliori la comunicazione per persone con difficoltà ad utilizzare i canali comunicativi tradizionali, come il linguaggio orale e la scrittura e anche per stranieri. In Biblioteca a Varallo erano già presenti alcuni libri in CAA, acquistati con il contributo del Lions Club Valsesia . Guido Varesano (facilitatore digitale) ha proposto “Pillole e consigli per l’uso professionale di Facebook e Instagram” spiegando come usare i social professionalmente, per far conoscere la Biblioteca, i servizi che offre, le attività e gli incontri che propone, coinvolgendo un numero sempre crescente di persone.

Qual è, secondo lei, la missione più urgente di una biblioteca pubblica nel 2026: presidio culturale, servizio sociale, spazio di comunità, o tutte queste cose insieme?

La missione principale di una Biblioteca civica è garantire il libero accesso all'informazione, alla cultura e al sapere a tutti i cittadini, promuovendo la lettura, l'educazione permanente e l'inclusione sociale. E’ necessario essere percepiti come un centro di aggregazione comunitario, valorizzando il patrimonio locale e facilitando l'apprendimento continuo in un ambiente inclusivo.

I punti chiave della missione di una biblioteca civica:

  • Accesso democratico: fornire accesso gratuito a libri, periodici, risorse multimediali e banche dati, superando barriere economiche e socioculturali.

  • Promozione della lettura e dell'alfabetizzazione: stimolare il piacere della lettura e sviluppare competenze informative per valutare criticamente le fonti.

  • Servizio comunitario e sociale: agire come uno "spazio terzo" di aggregazione, inclusione e crescita culturale e sociale per la comunità di riferimento.

  • Apprendimento permanente: supportare l'autoformazione e l'aggiornamento costante dei cittadini.

  • Documentazione locale: raccogliere, conservare e valorizzare la storia e la cultura locale.

  • Trasformazione digitale: facilitare l'accesso alle nuove tecnologie e ai servizi digitali.

In sintesi, la biblioteca civica è un pilastro fondamentale per la crescita culturale e sociale dei cittadini.

Il suo percorso unisce archivistica, paleografia e letteratura moderna: in che modo questa formazione influenza le scelte quotidiane da direttore (catalogazione, tutela, programmazione culturale)?

La mia formazione eterogenea e “aperta” mi aiuta nell’attività di gestione e valorizzazione della Biblioteca, nelle scelte librarie e nelle attività culturali (presentazioni e mostre).

La sua tesi era un “Glossario di latino medievale” dagli Statuti della Valsesia: che cosa raccontano quegli statuti della storia e dell’identità valsesiana?

Sono le basi per creare i comuni presupposti per una vita comunitaria. Gli statuti rappresentano la carta fondamentale, l'atto giuridico di base che disciplina l'organizzazione, il funzionamento e le regole di una comunità, sono la "Costituzione" locale. Definiscono le caratteristiche ed i valori della Comunità.

Tra lavoro e ricerca, come riesce a tenere vivo il doppio binario: da un lato i servizi al pubblico, dall’altro la divulgazione culturale e la ricerca?

Cerco di organizzarmi e di integrare questi due aspetti del “mestiere”: al mattino la Biblioteca è chiusa al pubblico proprio per poter fare attività di inventariazione, catalogazione e riordino delle collezioni, propedeutiche al servizio reso al pubblico quotidianamente.

Quali sono oggi le richieste più frequenti dei lettori: narrativa, saggistica, studio, servizi digitali, spazi per i ragazzi? C’è stato un cambiamento negli ultimi anni?

Le richieste sono diversificate secondo la tipologia di utenza. Bambini e ragazzi utilizzano la Biblioteca per le ricerche e come luogo di aggregazione. I prestiti sono legati sia alla scuola che alla lettura per piacere. Gli studenti utilizzano la Sala Studio e fruiscono dei servizi di Prestito Interbibliotecario e di consultazione e prestito di saggistica. Molti utenti richiedono le novità di letteratura italiana e straniera, altri preferiscono i “classici”. Poiché in Biblioteca sono disponibili postazioni individuali per gli utenti, molti le utilizzano per studio, ricerche in rete o per inviare testi, condividere ricerche.

La biblioteca è anche un luogo “fisico”: quanto conta l’esperienza di stare in biblioteca (silenzio, incontro, tempo lento) in un’epoca di contenuti sempre più digitali?

Palazzo Racchetti, storica sede della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, ha il fascino delle dimore storiche, consentendo di poter fruire di spazi diversificati: al pianterreno ci sono la Sala Conferenze utilizzata per corsi o presentazioni, la Ludoteca e la Sala Caffetteria con a disposizione un distributore di bevande e la possibilità di utilizzare un apparecchio microonde per riscaldare il cibo.

Al primo piano è stata collocata la Sala Prestito e la Sala Ragazzi, con i libri disposti a scaffale aperto, dando la possibilità al lettore di sfogliare e scegliere direttamente. Nella Sala Studio e di Consultazione, oltre ai tavoli collettivi, sono disponibili postazioni monoutente con l’attacco per i computer e con la possibilità di lasciare i libri in consultazione proseguendo le ricerche nei giorni successivi. All’ultimo piano di Palazzo Racchetti ci sono Sale dedicate a Fondi Bibliotecari particolari: Don Gaudenzio Fusi, Professor Francesco Cognasso, Giorgio Crevaroli, Graziano Pugnetti, Giovanni Mittino, Famiglia Remogna, Fondi Fotografici, Fondi Musicali e una Sala blindata dove sono conservate le Edizioni Rare e di Pregio.

Oggi il silenzio è una risorsa rara e preziosa, intesa non solo come assenza di rumore esterno, ma come spazio interiore per la riflessione, la salute mentale e la rigenerazione. In una società iper-connessa, rappresenta una pausa necessaria dal rumore, favorendo a concentrazione e i ragionamenti interiori. Qualcuno percepisce il silenzio come un’assenza imbarazzante, da riempire, mentre invece è uno spazio personale prezioso essenziale per ritrovarsi, pensare e meditare, è una necessità.

Sul fronte digitale: quali progetti state portando avanti o vorrebbe portare avanti (cataloghi online, prestito digitale, digitalizzazione di fondi locali, archivi fotografici)?

Nel 2024, dopo cinque anni di lavoro, portato avanti con l’indispensabile aiuto dei volontari operanti presso la Biblioteca, è stata ultimata l’Operazione Inventario, per verificare la consistenza del patrimonio bibliografico appartenente alla Biblioteca Civica Farinone-Centa, facendo un controllo sui Registri Cronologici d’Ingresso, registri cartacei con valore patrimoniale, dove le singole unità bibliografiche vengono elencate e descritte.

Il riscontro, o controllo, o verifica inventariale, è un’attività importante per una biblioteca: essa riguarda infatti tanto la sua gestione dal punto di vista amministrativo, quanto il miglioramento del servizio all’utenza. E’ frustrante per l’utente, ma soprattutto per il bibliotecario, dover rispondere che il libro richiesto non è rintracciabile. La conclusione di questa attività cruciale consente dunque di ottenere indubbi vantaggi per la biblioteca, sotto molti punti di vista: razionalizzazione degli spazi e del tempo investito, verifica delle collezioni, analisi dei prestiti, scelta mirata per le nuove acquisizioni.

All’inizio del 2019, si era deciso di sostituire il vecchio sistema di informatizzazione Biblios, rimasto ormai privo di un referente per l’assistenza tecnica. Valutati vari programmi di informatizzazione bibliografica, era stato acquistato il programma Erasmo, entrando nel Progetto Biblioteche della Valsesia cui aderiscono le Biblioteche di Gattinara, Grignasco e Borgosesia, che hanno già adottato questo sistema di informatizzazione delle collezioni librarie.

Nel febbraio-marzo 2019 era iniziato il trasferimento dei dati catalografici, operazione lunga e difficoltosa, perché la conversione ha comportato trascrizioni inesatte o incomplete. Paolo Garlanda, volontario con formazione informatica, nei mesi del Covid, in cui ai volontari non era più consentito accedere alla Biblioteca, ha lavorato per uniformare l’intero lavoro di conversione, controllando le singole unità bibliografiche.

Dopo queste premesse è stato possibile avviare l’Operazione Inventario vera e propria, controllando la rispondenza tra inventario e catalogo, individuando le unità bibliografiche mancanti o errate, poi nel riordino dei volumi sugli scaffali, secondo il corretto ordine di sequenza nella collocazione - che prestiti e consultazioni, spesso alterano – controllando la corrispondenza tra catalogo e scaffale, identificando i volumi smarriti, verificando le condizioni di conservazione dei libri e controllando l’utilizzo dei materiali bibliografici da parte degli utenti.

E’ stato inventariato tutto il materiale che va in prestito, e quello presente nella Sala Consultazione, inserendo in Erasmo le Sezioni di Storia, di Arte e le Enciclopedie, il materiale locale della Sezione Valsesia – Vercelli – Biella – Novara, il Fondo Musicale e i Fondi: Giovanni Mittino, Giorgio Crevaroli, Don Gaudenzio Fusi, Graziano Pugnetti, Famiglia Dott. Mario Remogna. Due preziosi volontari, Marisa Brugo e Paolo Garlanda, stanno completando il lavoro inserendo in Erasmo, i volumi dei Fondi: Professor Francesco Cognasso e il Fondo Bibliometrico,

La Biblioteca possiede preziosi anche dei preziosi Fondi Fotografici:

LASTRE

• un fondo di lastre fotografiche databili fine Ottocento/primi anni del Novecento, “Fondo Zanfa”, costituito da 2.500 lastre (delle quali si possedeva un elenco manoscritto sommario), tutte catalogate e digitalizzate.

Questo materiale fotografico valsesiano era stato utilizzato per illustrare le pubblicazioni edite dalla Tipografia “Zanfa”. La raccolta è attualmente conservata in scatole d’epoca riportanti la dicitura “Lastre a gelatina bromuro d’argento ortocromatiche”, contenenti ognuna diverse lastre. Le scatole sono conservate in cassettiere metalliche portadisegni.

•“Fondo Pizzetta”, costituito da circa 200 lastre fotografiche ascrivibili a fine Ottocento;

•“Fondo Chiara Sorini”

•“Fondo Giorgio Crevaroli”

•Lastre Ferruccio Lazzeri, donate da Virgilio Carnisio

FOTOGRAFIE (circa 500)

• Fondo fotografico “Pizzetta”: raccolta fotografica sul Sacro Monte di Varallo, e sulla Parete Gaudenziana di Santa Maria delle Grazie

• Fondo “Amministrazione Civile del Sacro Monte”, una raccolta di immagini di Varallo di fine Ottocento

• Fondo fotografico “Durio”: raccolta fotografica ascrivibile al primo Novecento, contenente immagini varallesi;

• Fondo Giorgio Crevaroli

• Fondo Fotografico Virgilio Carnisio, donato nel 2013: volti, persone in Valsesia

• Arte in Valsesia. Raccolta fotografica dello scultore Pietro Della Vedova, Torino, Stamperia Reale di G.B. Paravia e C., 22 XI 1894

L’esemplare conservato presso la Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, donato il 24 luglio 2006 dal Professor Casimiro Debiaggi, raccoglie solo 42 delle 50 tavole fotografiche elencate nel testo che accompagna la raccolta.

Sono stati pubblicati volumi che riproducono alcune delle lastre del Fondo Zanfa ed altre appartenenti a collezioni private:

Incanto Valsesiano. Le più belle immagini dai fondi fotografici della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo

Varallo. Nostalgie d’altri tempi

Bassa Valsesia. Antica operosità

La Biblioteca “Farinone-Centa” custodisce memoria del territorio: quali fondi o materiali locali sente più “identitari” e perché?

In Biblioteca a Varallo il Fondo Locale che comprende materiale bibliografico suddiviso tra Valsesia, Vercelli, Novara e Biella è molto importante e si cerca di mantenerlo costantemente aggiornato acquisendo tutte le nuove pubblicazioni.

La parte Valsesia è suddivisa tra Valsesia “antica” e “moderna”.

Il Fondo Avvocato Alberto Durio, acquistato dall’Amministrazione Comunale, è un vero e proprio tesoro bibliografico.

La Sezione dedicata alla conservazione delle tesi di laurea di argomento o di autore valsesiano conserva il frutto di ricerche spesso rimaste inedite e contiene lavori aggiornati secondo le più moderne metodologie di ricerca.

In Sala Consultazione sono consultabili le principali riviste culturali: dalla Bollettino della Società Storica Vercellese alla raffinata rivista stampata dal Centro Studi Walser di Rimella: “Remmalju”.

Nelle sezioni di Arte, Storia e Geografia ci si potrebbe perdere tra i libri più belli ed interessanti, viaggiando nel tempo e nello spazio.

In un territorio montano il tema dell’accessibilità è centrale: come si può rendere la biblioteca davvero raggiungibile e utile anche a chi vive in frazioni o comuni più distanti?

La Biblioteca offre il prestito interbibliotecario e, se si riuscisse a costituire il Sistema Valsesiano delle Biblioteche, sarebbe garantita la circolazione del materiale bibliografico all’interno del Sistema, tra le Biblioteche che aderiscono.

Lei è iscritta all’Ordine dei Giornalisti e scrive per testate locali: che rapporto c’è tra giornalismo locale e biblioteche, quando si parla di comunità e memoria?

Sono iscritta all’Ordine come Pubblicista dal 2004 e scrivo sistematicamente sui giornali locali. In questi anni ho assistito ad una contrazione degli spazi dedicarti alla “Cultura”, la “Terza pagina” si è quasi persa, gli spazi sempre più ridotti richiedono testi brevi, collegati all’attualità, non consentendo di sviluppare pensieri più ampi e non necessariamente legati al contingente.

Oggi più che mai è necessario “fare Memoria”: la celebre frase dantesca: "Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e conoscenza" (Inferno, XXVI, 118-120) è un invito di Ulisse ai compagni a non vivere come animali, ma a perseguire la sapienza. L'uomo è creato per la conoscenza e la virtù, non per una vita puramente istintiva o "bruta".

Oggi si parla molto di “linguaggio” e “informazione”: la biblioteca può avere un ruolo nel contrasto alla disinformazione e nel promuovere senso critico? Come, concretamente?

Viviamo immersi nelle informazioni. Senza informazioni non potremmo agire in nessun modo. Per definizione le informazioni ci “in-formano”, ci dànno una forma mentale e operativa, ci istruiscono, orientano e costruiscono: individualmente, ma anche collegialmente, raggruppandoci organizzativamente, per esempio in associazioni. Così l’informazione, insieme al suo complemento della comunicazione, letteralmente mettere in comune, ci aiutano ad esistere e vivere.

Il Web, la Rete, il Social networking hanno originato una rivoluzione profonda a fasi continue e successive, che ha cambiato totalmente i modelli, il paradigma all’interno del quale oggi la comunicazione si muove. Saper comunicare in modo corretto ed efficace al pubblico, ai colleghi è diventato importante tanto quanto la competenza nelle rispettive discipline. Dobbiamo riflettere sul fatto che le informazioni sono fatte di linguaggio, di parole, ma proprio le parole e il linguaggio sono i più potenti strumenti di manipolazione e condizionamento del cervello che abbiamo. È facile cadere in quelli che la psicologia chiama tunnel cognitivi, cioè il concentrarsi del pensiero solo in una direzione, senza più “ascoltare” altre informazioni o idee. La scienza ci dice che il nostro cervello è fatto in un certo modo, pensa con determinati schemi e sbaglia o “si impunta” testardamente su qualcosa quando ci sono troppe emozioni e sentimenti a riguardo.

Per ridurre questo problema è essenziale il controllo della qualità dell’informazione. Cioè rispettare dei determinati criteri dati per dare qualità all’informazione diffusa e di conseguenza filtrare quanto della massa di informazioni esistente non supera questa valutazione. Ci sono vari esempi di modelli di controllo qualità, dove ad esempio la griglia dei criteri di controllo sono: la certificazione dell’autore, della struttura informatrice, del processo di produzione dell’informazione e infine del valore per gli utenti del prodotto informativo finale.

Lei ha spesso organizzato e moderato incontri e convegni: quali criteri usa per scegliere temi e ospiti, mantenendo equilibrio tra qualità culturale e interesse del pubblico?

Essendo una Biblioteca locale, fortemente connessa con il territorio, si cercano di accogliere le proposte di autori del territorio e di presentare opere che abbiano legami con il territorio. Attraverso un dialogo con l’Autore si cerca di trovare il percorso più gradito al pubblico. Siamo aperti a proposte e suggerimenti per migliorare il nostro servizio.

C’è un evento o un progetto, tra quelli curati in questi anni, che considera una svolta per la biblioteca? E per quale motivo?

Credo che l’inaugurazione della nuova sede ristrutturata e riarredata con il contributo ministeriale e regionale, avvenuta il 6 dicembre 2007, abbia costituito un vero e proprio punto di svolta nella storia di questa Istituzione Culturale: significava il ritorno alle radici, dopo lunghi anni trascorsi in sede provvisoria, con servizi necessariamente ridotti, anche a causa del fatto che parte del materiale bibliografico era rimasto imballato nelle casse. Sull’invito era riportata una frase di Marguerite Yourcenar, tratta da “Le memorie di Adriano”:

Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.

Varallo ha attraversato iniziative legate alla sua storia millenaria: che ruolo può giocare la biblioteca nel raccontare un anniversario importante senza ridurlo a semplice celebrazione?

Il 2025 per Varallo è stato l’anno del Millennio della prima attestazione scritta del toponimo “Varade”, sono stati organizzati moltissimi eventi adatti a tutti i tipi di pubblico.

In Biblioteca è stata allestita la mostra: “1025 – 2025. Il Millennio di Varallo. Dall’antica pergamena al digitale” che raccontava mille anni di storiografia valsesiana, letti attraverso i fondi bibliografici conservati in Biblioteca: “Uno scrigno per le ricerche sul Millennio”, inaugurata il 10 giugno, a mille anni esatti dalla data della pergamena sottoscritta con il monogramma dell’imperatore Corrado II nel 1025. In quell’occasione fu anche presentato lo speciale annullo filatelico realizzato in collaborazione con Poste Italiane, apposto su cartoline create per questo avvenimento unico. A tutti i presenti era stata donata una cartolina con annullo e lo speciale “segnalibro del Millennio” realizzato dalla Biblioteca.

La mostra è stata un viaggio nella Storia con i Protagonisti: gli studiosi che hanno scoperto ed indagato i documenti, ricercando le testimonianze di mille anni di storia valsesiana, gli autori dei libri e dei manoscritti conservati in Biblioteca ed esposti in mostra. Il viaggio è iniziato con gli “Studiosi delle Carte”: Giovanni Battista Morandi, Giovanna Virgili (l’unica donna di quest’avventura), Carlo Guido Mor, lo studioso che pubblicò integralmente la pergamena regestata nel 1933 in: “Carte valsesiane fino al secolo XV, conservate negli archivi pubblici”, scelto come guida per presentare gli storici valsesiani: G.B. Feliciano Visconti Fassola, nativo di Rassa, che, dopo essere stato Reggente della Valsesia, costretto alla fuga in Francia, riuscì a farsi conoscere alla Corte di Re Sole. Il Canonico Nicolao Sottile, autore del “Quadro della Valsesia”, un’opera che ebbe ben quattro edizioni, indirizzata a Napoleone, il quale, per motivi politivi, aveva diviso la Valle in due parti separate dal corso della Sesia: Regno Italico e Repubblica Cisalpina. Il Sottile cercò di difendere un’unità territoriale nata dal basso e conquistata con il valor e la dignità di un popolo. Nel 1871 lo storico Carlo Dionisotti pubblicò: “La Vallesesia e il Comune di Romagnano Sesia”, seguita nel 1875 da: “Storia della Valsesia e dell’Alto Novarese”, del varallese Federico Tonetti, ancora oggi un testo utilizzato e studiato. Pietro Galloni con “Uomini e fatti celebri di Valle-Sesia” offre venticinque monografie, la prima delle quali riguarda proprio il castello dei conti di Biandrate e dei Barbavara in Roccapietra, quella “rocca Huberti” nominata nella pergamena del Millennio. Nel Novecento il medievista Francesco Cognasso, cittadino onorario di Varallo e donatore della sua biblioteca alla Biblioteca di Varallo, pubblicò una monumentale Storia di Novara, citando la famosa pergamena del Millennio.

Del Millennio in Biblioteca rimane il prezioso materiale bibliografico raccolto, che sarà la base per ulteriori ricerche.

Lo studio della storia medievale valsesiana continua ad affascinare gli storici ed il pubblico come dimostrano l’importante convegno tenutosi il 18 ottobre a Borgosesia: “La Valsesia in età medievale: stato dell’arte e nuove linee di ricerca”, promosso dalla Società Storica Vercellese, dall’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, i due maggiori sodalizi storici del territorio, e dall’Associazione Piemonte Medievale, la recente pubblicazione dei volumi: “Valsesia Antica & Medievale” di Giacomo Gagliardini. Le nuove scoperte archeologiche e l’ausilio offerto dalle moderne tecnologie, favoriscono nuove ricerche ed accrescono l’interesse di un pubblico non solo accademico.

La Valsesia è fatta di identità diverse (valle, borghi, tradizione walser, devozione, arte): come si “mette insieme” questa complessità in una programmazione culturale annuale?

La Valsesia ha molte potenzialità che le derivano proprio dalle diverse identità: arte, storia, natura, sport, sono altrettante occasioni di conoscenza e motivi di interesse.

Qual è, secondo lei, il modo più efficace per avvicinare adolescenti e giovani adulti alla lettura e agli spazi della biblioteca, senza forzature?

Se avessi la ricetta magica la mia Biblioteca avrebbe code all’ingresso: purtroppo non è così, ma non mi sento sconfitta, continuo a seminare, partendo dalla convinzione che leggere è un piacere, una malattia contagiosa dalla quale non si guarisce mai. Per Umberto Eco, del quale quest’anno ricorre il decennale della scomparsa, la lettura è un'"immortalità all'indietro" che permette di vivere molte vite: chi non legge vive una sola esistenza, mentre chi legge sperimenta migliaia di anni, essendo presente in epoche e storie diverse, come se fosse stato testimone di eventi passati e avventure di personaggi.

I libri sono ponti verso altre dimensioni e periodi storici, arricchendo l'esperienza umana e offrendo una profonda connessione con il passato, il futuro e altre culture. Per invogliare i bambini alla lettura occorre abituarli a leggere e ad ascoltare chi legge, invogliarli attraverso l’esempio, stimolare la loro curiosità proponendo libri, giornali, riviste, fumetti, creando un rituale quotidiano di lettura Per avvicinare adolescenti e giovani adulti alla lettura si può ricorrere a strategie mirate come l'uso di generi vari (fumetti, graphic novel, Young Adult), la creazione di gruppi di lettura tra pari (autogestiti).

Diversificare l'offerta proponendo non solo narrativa, ma anche fumetti, graphic novel, albi illustrati, libri di divulgazione e poesia, per intercettare gusti differenti. Utilizzare i Social Network e la Tecnologia per condividere recensioni e video, promuovendo il libro come un prodotto culturale attuale. Proporre un ambiente favorevole, con libri accessibili in spazi quotidiani, e mostrare la lettura come un'attività piacevole, non solo legata alla performance scolastica.

Valorizzare il romanzo Young Adult come strumento per affrontare le tematiche dell'adolescenza, la ricerca di identità e le emozioni. Le caratteristiche di questa tipologia ibrida di narrativa sono: essere esplicitamente rivolta agli adolescenti, sono raccontati di solito in prima persona, il linguaggio è mutuato dal mondo dei giovani, lo stile è snello e scorrevole, trattano tematiche ricorrenti:

— la scelta, necessaria per trovare un posto nel mondo e affermare la propria personalità;

— i rapporti spesso conflittuali con la famiglia;

— la scuola e le sue dinamiche talvolta complicate (bullismo);

— i primi amori;

— i drammi personali e sociali (malattia, droga, sesso, alcool, diversità, suicidio, i rischi del web).

Se potesse introdurre un servizio nuovo domani mattina, senza vincoli di budget o personale, quale sceglierebbe e perché?

Mi piacerebbe poter operare in un luogo che si trasformi in quello che il lettore desidera, moltiplicando le potenzialità del servizio pubblico, portando i libri al di fuori del luogo fisico biblioteca.

Che cosa rende più difficile oggi il lavoro culturale in un ente pubblico (risorse, tempi, burocrazia, comunicazione) e quali strategie funzionano davvero per non perdere energia?

L’entusiasmo, la passione, la voglia di alzare sempre il livello dell’asticella e soprattutto mantenere sempre la capacità di desiderare un mondo migliore. Il peggior nemico è l’apatia, lasciarsi travolgere dall’abitudine: “Tanto non cambia nulla”, non è vero, ciascuno può fare la sua parte. Dovrebbe essere condivisa la capacità di uscire dagli schemi, immaginare che le stesse cose quotidiane possono essere viste da sguardi diversi e imparare a leggere la realtà sedimentata con gli “occhiali” del presente.

Guardando al 2026 e oltre: che biblioteca immagina per Varallo e per la Valsesia nei prossimi cinque anni, e quali obiettivi concreti vorrebbe raggiungere?

Ragionevolmente tra cinque anni sarò in pensione, ma sono certa di affidare il servizio in ottime mani: la mia collega Valentina reggerà saldamente il timone, senza lasciarsi spaventare dalle tempeste: passano e torna il sereno.

Tutti sbagliamo, ma se ci impegniamo a svolgere il nostro compito nel modo migliore possibile, i risultati ci saranno, le Persone, gli Utenti ce lo riconoscono e questo è il nostro obiettivo, offrire un servizio adeguato alle richieste e anche ai “sogni” dell’utenza.

redazione

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