Enogastronomia - 01 marzo 2026, 08:00

Varallo a marzo porta in tavola l’Ava Coccia, la zuppa “povera” che sa di casa

Varallo a marzo porta in tavola l’Ava Coccia, la zuppa “povera” che sa di casa

Quando l’aria in Valsesia è ancora frizzante e le giornate iniziano appena ad allungarsi, in cucina tornano le ricette che scaldano davvero: poche cose, scelte bene, e quel profumo di cipolla che riempie la stanza. L’Ava Coccia è uno di quei piatti che raccontano la tradizione di Varallo senza bisogno di fronzoli: pane raffermo, toma, burro… e la pazienza di lasciar sobbollire piano.

Ingredienti (per 10 persone)

  • 1,5 litri di acqua

  • 4 cipolle ramate

  • 4 spicchi d’aglio

  • 300 g di pane raffermo

  • 300 g di toma

  • 100 g di burro

  • Sale q.b.

Preparazione

  1. Affetta finemente le cipolle. Se hanno il germoglio interno, eliminalo.

  2. In una pentola fai sciogliere il burro e lascia appassire e dorare le cipolle per pochi minuti.

  3. Unisci l’aglio (intero o leggermente schiacciato, per un aroma più delicato) e fallo insaporire senza bruciarlo.

  4. Nel frattempo metti a bagno il pane raffermo nell’acqua, poi versa tutto in pentola.

  5. Porta a bollore, regola di sale e lascia cuocere a fuoco dolce per circa mezz’ora con il coperchio.

  6. Servi ben caldo in una fondina, completando con pane raffermo e toma.

Consiglio e curiosità

Per una resa ancora più “valsesiàna”, usa una toma stagionata il giusto: si scioglie senza sparire e lascia quella nota sapida che fa venire voglia di fare il bis. E se vuoi una consistenza più cremosa, schiaccia una parte del pane in cottura con un mestolo: l’Ava Coccia diventa un abbraccio.

Redazione J.B.