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ATTUALITÀ | 03 marzo 2026, 11:08

Dal Lancia di Borgosesia al Kenya: docenti e studenti in missione a Tuuru tra manutenzioni e aiuto ai bambini con disabilità

Dal Lancia di Borgosesia al Kenya: docenti e studenti in missione a Tuuru tra manutenzioni e aiuto ai bambini con disabilità

Dal Lancia di Borgosesia al Kenya: docenti e studenti in missione a Tuuru tra manutenzioni e aiuto ai bambini con disabilità

Da Borgosesia al nord del Kenya, nel distretto di Meru, per un’esperienza di lavoro e volontariato che intreccia competenze tecniche e incontro umano. Da mercoledì 25 febbraio una delegazione dell’Istituto Lancia – composta da quattro docenti, quattro studenti e dal dirigente scolastico – è impegnata a Tuuru (pronuncia Toru), località a 1800 metri in un’area verde e ricca di vegetazione.

Il gruppo opera presso la missione delle Suore del Cottolengo, che si prende cura della popolazione povera della zona e, in particolare, di donne e bambini con disabilità da lieve a grave. Un complesso che ruota attorno ai servizi sanitari: ospedale, ambulatori, maternità e soprattutto la Children’s house, che ospita circa un centinaio tra bambini e adolescenti, molti con disabilità e in diversi casi abbandonati e non reintegrabili.

Lavori “sul campo”: falegnameria, officina e impianti

L’attività quotidiana è fatta di manutenzioni e riparazioni, in parte previste e in parte nate da esigenze emerse direttamente sul posto.

  • Falegnameria: il docente Roberto Multone e lo studente Gabriele Negrone stanno realizzando e sistemando arredi dove necessario: armadi, ante per i mobili della cucina oggi aperti, un mobile per la macchina da cucire e soprattutto la sistemazione delle piccole “comode” utilizzate dai bambini.

  • Meccanici-saldatori (istituto tecnico Lirelli): il docente Simone Nuzzo con gli studenti Alberto Ramaciotti e Francesco Nichele lavorano in officina su protesi e carrozzine, ma anche su tutto ciò che richiede interventi, come una delle giostrine del centro.

  • Elettrici (Ipia Magni): il professor Francesco D’Alessandro e lo studente Antonino Giacopelli intervengono dove serve, riparando prese, elettrodomestici, dispositivi elettrici e facendo manutenzione agli impianti degli edifici.

Il lavoro, raccontano, richiede anche capacità di improvvisazione: le dotazioni dei laboratori locali sono limitate rispetto agli standard italiani, in parte obsolete o non funzionanti. “Siamo entrati in officina in punta di piedi per non alterare gli equilibri – spiega il prof. Nuzzo – ma a un certo punto abbiamo dovuto renderci autonomi: abbiamo recuperato una maschera da saldatura, qui si salda con gli occhiali da sole, e rimesso in funzione un tornio dimenticato in un angolo”. Anche in falegnameria la differenza si sente: “Per fortuna siamo arrivati con i nostri utensili – sottolinea il prof. Multone – altrimenti non sarebbe stato possibile lavorare con la stessa velocità e un po’ più in sicurezza”.

“Porterò a casa l’affetto dei bambini”: l’esperienza dei ragazzi

Per gli studenti, al di là delle attività tecniche, il peso dell’esperienza è soprattutto umano. Alberto Ramaciotti parla dell’affetto ricevuto: “La cosa più bella che porterò a casa è l’amore dei bambini… nonostante la povertà che permea tutto e la mancanza di cose per noi banali”. E aggiunge: “Mi porterò a casa un occhio diverso nel valutare le persone e nuovi legami nati tra chi sta condividendo questa avventura”.

Sulla stessa linea Francesco Nichele, che sottolinea l’accoglienza: “I piccoli vengono a cercarci per giocare ma anche i grandi ci hanno accolto a braccia aperte. Tornerò a casa apprezzando di più quello che ho: qui capita di non avere luce e acqua, e di doversi lavare coi secchi”.

Il nodo energia e acqua: in progetto un impianto fotovoltaico

Proprio la discontinuità dell’elettricità e le conseguenze sulla fornitura idrica sono tra le criticità più urgenti. La delegazione si è appoggiata all’associazione Mons. Oscar Romero di Magenta, che da anni lavora con la missione e sviluppa progetti di sostegno.

Il referente Angelo Rescaldina sta progettando un impianto fotovoltaico in grado di alimentare in modo continuativo almeno la pompa dell’acqua, il frigorifero per i medicinali e i congelatori. Oggi, quando la corrente si interrompe, si ferma anche l’acqua, con difficoltà pesanti soprattutto per l’attività dell’ospedale.

Nuovi bisogni e nuovi progetti: il punto del dirigente Profetto

Il dirigente scolastico dell’Istituto Lancia, Carmelo Profetto, presente e operativo a Tuuru, racconta che l’esperienza sta facendo emergere nuovi bisogni che potrebbero trasformarsi in ulteriori progetti di aiuto e supporto. Nelle sue parole, la comunità di disabili ospitata dalla missione rappresenta “un’immagine tangibile” di chi, senza quel presidio, rischierebbe di non avere spazio e tutele, in un contesto già fragile.

Perché interessa il territorio

Per Borgosesia e la Valsesia, questa missione racconta un modo concreto di “portare fuori” la scuola: competenze tecniche che diventano utilità immediata e un’esperienza che incide sulla formazione personale dei ragazzi. È anche una storia che parla di comunità: una valle che, attraverso i suoi studenti e docenti, costruisce legami e lascia un segno in un luogo lontano, mentre torna a casa con uno sguardo più consapevole su ciò che spesso diamo per scontato.

Redazione J.B.

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