/ Benessere e Salute

Benessere e Salute | 03 marzo 2026, 09:16

Medici di famiglia, in Valsesia la scopertura pesa di più: 29 incarichi vacanti nell’Asl di Vercelli

Medici di famiglia, in Valsesia la scopertura pesa di più: 29 incarichi vacanti nell’Asl di Vercelli

Medici di famiglia, in Valsesia la scopertura pesa di più: 29 incarichi vacanti nell’Asl di Vercelli

In Valsesia trovare un medico di medicina generale sta diventando sempre più difficile: ambulatori senza titolare, pazienti costretti a “migrare” su altri comuni e un carico che finisce per ricadere sui servizi territoriali. La situazione, però, non riguarda solo la valle: secondo i dati più recenti disponibili, la criticità investe l’intero territorio dell’Asl di Vercelli, dal capoluogo alle aree periferiche.

A fotografare il quadro (dati 2025) è la Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale: nel territorio Asl risultano 29 incarichi vacanti. Un numero che, letto insieme alle difficoltà di copertura soprattutto nelle zone più decentrate, dà l’idea di un problema ormai strutturale.

Cosa succede in Valsesia con i medici di base

Nell’analisi della Fimmg, è proprio la Valsesia a presentare le maggiori difficoltà. La valle, negli ultimi anni, avrebbe perso attrattività per i nuovi professionisti: un fattore che incide in modo diretto sulla presenza capillare degli ambulatori e sulla possibilità di garantire continuità assistenziale, soprattutto nei comuni dove gli spostamenti richiedono tempi e organizzazione diversi rispetto alla pianura.

A evidenziarlo è Alessandro Alberati, segretario provinciale Fimmg, che indica la Valsesia come l’area più in sofferenza, anche per la minore capacità di richiamare nuovi medici.

Vercelli e Valsessera: una crisi che non resta in valle

Il quadro non si ferma al territorio valsesiano. A Vercelli città la carenza indicata è di quattro medici: qui, almeno in parte, la copertura può essere tamponata aumentando il numero di assistiti per professionista. Il riferimento è al massimale di 1.500 pazienti, rispetto a un livello considerato più “ottimale” attorno ai 1.200.

Questa “elasticità”, però, diventa molto più difficile da applicare nelle aree montane e collinari, dove la mancanza di medici si intreccia con distanze, viabilità e necessità di presidio. Anche la Valsessera (territorio che rientra nell’Asl di Vercelli) viene indicata tra le zone con una scopertura particolarmente pesante.

Uno scenario piemontese più ampio

La situazione dell’Asl di Vercelli si inserisce in un contesto regionale complesso: sempre secondo quanto riportato, anche altre aree del Piemonte mostrano numeri rilevanti di posti non coperti, con ricadute a catena sul territorio e sugli ospedali. Tra gli effetti più frequenti, viene segnalato l’aumento di accessi non urgenti ai Pronto soccorso, spesso legato alla difficoltà di trovare risposte tempestive nella medicina di base.

Tra le cause richiamate: pensionamenti, ricambio generazionale faticoso, professionisti che scelgono il privato o che valutano opportunità fuori dall’Italia, dove le condizioni di lavoro possono apparire più favorevoli.

Le risposte: le Aft e il lavoro “in rete”

Per fronteggiare l’emergenza, la Regione punta sulle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft): gruppi di medici di famiglia organizzati in modo strutturato, con l’obiettivo di lavorare in rete e garantire una presa in carico più continuativa, in una fascia oraria estesa dalle 8 alle 20. L’idea è anche quella di rafforzare il filtro territoriale, riducendo la pressione impropria sugli ospedali e seguendo meglio i pazienti cronici.

“L’obiettivo è rafforzare la presenza sul territorio”, è il senso della posizione espressa dalla Fimmg, con una consapevolezza di fondo: senza un numero adeguato di professionisti, ogni modello organizzativo rischia di restare una coperta corta.

Perché interessa il territorio

Per la Valsesia il tema non è solo sanitario, ma anche sociale: il medico di famiglia è spesso il primo presidio di prossimità, soprattutto per anziani e persone fragili. Quando mancano i professionisti, aumenta il peso sugli altri servizi e cresce la distanza tra cittadini e cure, in un territorio valsesiano dove la capillarità fa la differenza ogni giorno.

Redazione J.B.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore