A Grignasco, in provincia di Novara, la Biblioteca ha scelto di legare la Festa della donna a una figura storica che continua a parlare al presente: Margherita da Trento, compagna di Dolcino. In collaborazione con il Centro Studi, l’iniziativa è diventata un “omaggio a Margherita” attraverso la presentazione del romanzo di Mario Bonazzoli “La Tana del Diavolo”.
All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Centro Studi di Grignasco Angelo Zanolini e alcuni membri del Consiglio direttivo.
Un allestimento curato e un dialogo “messo in scena”
La serata è stata costruita con attenzione ai dettagli: dalla margherita appoggiata ai piedi del libro, esposto nelle due versioni “La Grotta del Diavolo” e “La Tana del Diavolo” (riedizioni con titolo leggermente modificato), fino al rinfresco finale offerto ai presenti.
Un momento centrale è stato il video realizzato da Marco Martinetti, referente della sezione Diaframma, che ha accompagnato la lettura di un dialogo immaginario e intenso: Paola Matteo ha interpretato Margherita e Carla Lorizzo Dolcino, entrambe volontarie impegnate in biblioteca nelle letture animate.
La presentazione: Dolcino “a Grignasco” per la prima volta
Dopo l’accoglienza e i ringraziamenti all’autore, portati dal direttore della Biblioteca Simona Sarasino, Paolo Zanolini, responsabile del Gruppo Studi Letterari, ha introdotto Bonazzoli ricordando che era la prima volta che a Grignasco si affrontava il tema Dolcino, spesso trattato in Valsesia attraverso spettacoli, convegni e presentazioni tra saggi e romanzi. Giovanni Pozzi ha contribuito a guidare il dialogo con l’autore, arricchito dalle domande del pubblico.
Il romanzo: Dolcino, Margherita e l’idea di “comunità”
Bonazzoli ha riassunto i passaggi principali del romanzo, accennando al lavoro di ricostruzione storica e al filo che attraversa la sua produzione: la Comunità. Si definisce “olivettiano”, richiamando la lezione di Adriano Olivetti.
Il libro si apre con un incontro in una grotta tra il protagonista e le anime di Dolcino e Margherita, rappresentate come due fiamme attorcigliate: il fuoco dei roghi che li ha divisi e che, simbolicamente, li unisce. “Diavolo” è l’appellativo attribuito a Dolcino dagli avversari e da chi subiva le incursioni del suo gruppo in cerca di cibo; Margherita emerge invece nella sua bellezza e nella fede incrollabile in un progetto di uguaglianza e libertà, sostenuto dal carisma di un uomo capace di attrarre seguaci e creare “comunità”.
Bonazzoli ha ricordato anche la presentazione del romanzo nell’agosto 2024 a Quare, ai piedi della Parete Calva, luogo legato al tragico epilogo della vicenda. Per l’autore, se dopo otto secoli si continua a parlare di Dolcino è perché resta vivo un ideale: “nessuno si salva da solo”.
Un invito alla lettura condivisa
Nel finale Bonazzoli ha rilanciato un’idea concreta: promuovere gruppi di lettura in biblioteca, come spazio per “pensare insieme” e riscoprire che il “noi” può valere più dell’“io”. La scrittura, ha spiegato, è il suo modo di proporre un’alternativa: creare comunità di lettori.
Perché interessa il territorio
Per Grignasco e per l’area tra Novarese e Valsesia, questa iniziativa unisce memoria storica e cultura contemporanea, riportando al centro una figura femminile spesso rimasta in ombra nel racconto dolciniano. E lo fa attraverso la biblioteca, luogo di comunità per eccellenza, dove la lettura diventa incontro, voce e dialogo.