EVENTI - 11 marzo 2026, 10:34

Liceo Ferrari, le quarte Scienze umane in un percorso “al buio”: esperienza sensoriale tra inclusione e territorio

Liceo Ferrari, le quarte Scienze umane in un percorso “al buio”: esperienza sensoriale tra inclusione e territorio

Le classi 4SUA e 4SB del Liceo Ferrari hanno vissuto una giornata diversa dal solito, fatta di ascolto, tatto e orientamento senza poter contare sulla vista. L’iniziativa rientra in un bando del progetto regionale “Percorsi #Possibile” della Regione Piemonte, finalizzato a promuovere attività di PCTO per alunni con disabilità: l’I.I.S. “Ferrari” è stato scelto per sviluppare un’azione sperimentale in continuità con l’esperienza di alternanza di Giacomo Colombo, studente non vedente.

Un percorso senso-culturale guidato da persone non vedenti

Grazie alla collaborazione con l’Istituto Storico per la Resistenza e la storia contemporanea di Varallo Sesia, con l’associazione “Solo 4 Sensi” di Borgo Ticino e con la Regione Piemonte, gli studenti hanno partecipato a un percorso “al buio” articolato in diverse stazioni.

In ciascun punto i ragazzi erano chiamati a esplorare materiali e sensazioni senza utilizzare la vista, affidandosi quindi agli altri sensi. Ad accompagnare i gruppi di studentesse e studenti sono state persone non vedenti, tra cui anche un’ex allieva del Liceo: un elemento che ha reso l’esperienza ancora più concreta e vicina.

Il pranzo offerto dal Comitato “Dughi” di Varallo Vecchio

A conclusione della giornata, il Comitato “Dughi” di Varallo Vecchio ha offerto il pranzo a docenti e allievi, trasformando il finale dell’incontro in un’ulteriore esperienza di condivisione e “gusto” dopo il lavoro sensoriale svolto.

Il Liceo Ferrari ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti per un’iniziativa definita arricchente.

Perché interessa il territorio

Esperienze come questa non sono solo didattica alternativa: sono un modo per rendere l’inclusione qualcosa di vissuto, non dichiarato. Mettere studenti e territorio in relazione, lavorare con associazioni e realtà locali e costruire percorsi che aiutano a comprendere la quotidianità di chi vive una disabilità visiva significa educare a empatia, rispetto e consapevolezza. Un investimento che resta anche fuori dall’aula, nelle competenze umane prima ancora che scolastiche.

Redazione J.B.