La Valsesia potrà contare su 575mila euro messi a disposizione dalla Regione Piemonte attraverso il Fosmit (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane). L’Unione Montana Valsesia ha già avviato il lavoro per trasformare le risorse in interventi concreti: i sindaci si sono riuniti per individuare i progetti da presentare alla Regione e puntare su servizi capaci di incidere davvero sulla qualità della vita nei comuni montani.
La linea scelta è chiara: servizi alle famiglie e attenzione particolare a chi vive e vuole restare sul territorio con bambini tra 0 e 14 anni, con un focus specifico su scuola e prima infanzia.
“Ampia partecipazione e unità di intenti”
Nel comunicato diffuso da Varallo il 10 marzo 2026, il presidente dell’Unione Montana Valsesia Francesco Pietrasanta sottolinea la partecipazione alla riunione: presenti 20 sindaci su 26, con un confronto impostato su coesione e obiettivi comuni.
Pietrasanta ricorda anche la natura del Fosmit: finanziamenti a fondo perduto per sostenere progetti in più ambiti, dalla tutela ambientale allo sviluppo economico sostenibile, fino alla riduzione del divario digitale e al contrasto dello spopolamento.
Come saranno suddivisi i 575mila euro
I sindaci hanno deciso all’unanimità di concentrare le risorse su progetti “di comunità”. La ripartizione indicata è la seguente:
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25mila euro per innovazione tecnologica: installazione e gestione di dispositivi per la connessione in banda ultra-larga (BUL), acquisto di hardware e software per videoconferenze e strumenti per il telelavoro.
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100mila euro per il rinnovo del parco scuolabus dei comuni.
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80mila euro per arredi e attrezzature per asili nido.
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370mila euro per progetti a sostegno dei servizi scolastici nelle fasce 0–6 e 6–14 anni, includendo trasporti, servizio pre e post scuola, funzionamento degli asili nido e attività extrascolastiche.
L’asilo nido in media-alta valle: “può diventare realtà”
Pietrasanta spiega che l’obiettivo è sostenere famiglie che desiderano vivere nei comuni valsesiani, con un’attenzione particolare alla fascia 0–3 anni, ritenuta decisiva per contrastare lo spopolamento. Accanto ai nidi e ai servizi di assistenza, vengono considerati strategici anche trasporto scolastico e attività extra-didattiche.
Un punto centrale riguarda la necessità di garantire costi ridotti per i servizi, così da alleggerire le difficoltà logistiche che spesso pesano sulle scelte abitative. In quest’ottica, viene indicato come traguardo concreto l’asilo nido della media-alta valle, che “potrà diventare realtà” grazie al lavoro di squadra tra i comuni. È annunciata una nuova riunione a breve per accelerare sull’iniziativa.
Perché interessa il territorio
Per la Valsesia, 575mila euro non sono solo un capitolo di bilancio: sono una leva per rendere più vivibili i paesi, soprattutto per chi ha figli o vuole costruire qui il proprio futuro. Scuolabus, servizi 0–6, attività extrascolastiche, telelavoro e un nido in media-alta valle toccano direttamente la quotidianità delle famiglie. Ed è proprio su questa quotidianità – tempi, costi, accessibilità – che si gioca una parte importante della sfida contro lo spopolamento nei centri montani.











