ATTUALITÀ - 19 marzo 2026, 10:19

Gianfranco Astori entra nel Consiglio direttivo del Touring Club Italiano, riconoscimento di rilievo anche per la Valsesia

Gianfranco Astori entra nel Consiglio direttivo del Touring Club Italiano, riconoscimento di rilievo anche per la Valsesia

La Valsesia torna a emergere in un contesto nazionale attraverso la nomina di Gianfranco Astori nel Consiglio direttivo del Touring Club Italiano. La notizia, riportata nel numero di gennaio della rivista del TCI, assume un valore particolare anche per il territorio valsesiano, a cui Astori resta legato in modo diretto e più volte richiamato nelle sue stesse parole.

Nell’editoriale di apertura, dedicato ai “cinque nomi nuovi nel Consiglio direttivo”, il Touring Club Italiano presenta due figure definite come personalità riconosciute nei rispettivi ambiti: tra queste compare proprio Gianfranco Astori, indicato come giornalista e politico italiano, oltre che consigliere del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’informazione.

Il nuovo incarico nel Touring Club Italiano

Secondo quanto riportato dalla rivista del Touring Club, il presidente della Fondazione TCI Gian Domenico Auricchio, subentrato a Franco Iseppi, è affiancato da un gruppo di consiglieri scelti tra esponenti qualificati della società civile, chiamati a mettere gratuitamente a disposizione tempo e competenze per orientare l’attività di una realtà storica che ha recentemente superato i 131 anni di vita.

In questo quadro si inserisce la nomina di Astori, che nel testo pubblicato dal Touring richiama anche il suo legame di lunga data con l’associazione, conosciuta fin dai tempi della scuola, quando sottoscrisse la tessera di affiliazione. Un rapporto costruito nel tempo e rafforzato anche dall’amicizia con Franco Iseppi.

Il richiamo alla Valsesia e al tema delle aree interne

Tra i passaggi più significativi c’è il riferimento esplicito alla Valsesia. Nell’intervista pubblicata dal Touring Club, Astori sottolinea infatti di credere nella missione del TCI, soprattutto per quanto riguarda la valorizzazione del turismo e dei beni comuni, soffermandosi in particolare sul tema delle aree interne.

Proprio in questo contesto cita la Valsesia come luogo di riferimento personale e familiare quando non si trova a Roma. Un passaggio che rafforza il legame con il territorio e che dà alla nomina anche un significato simbolico per la valle, richiamata come esempio concreto dentro una riflessione più ampia sul futuro del Paese e sulla valorizzazione delle sue realtà meno centrali ma ricche di identità.

Un profilo che incrocia storia istituzionale e territorio

Per la Valsesia, il nome di Gianfranco Astori rimanda a un percorso lungo e articolato nelle istituzioni e nella vita pubblica locale. Il testo ricorda infatti i suoi incarichi come sindaco di Rassa nel 1970, presidente del Consiglio di Valle-Valsesia, del Comprensorio di Borgosesia e assessore provinciale a Vercelli.

Viene inoltre richiamato il suo ruolo, tra il 1971 e il 1972, alla guida del comitato organizzatore per la medaglia d’oro al Valor Militare alla Valsesia per attività partigiana, così come l’impegno nel settore turistico, con la partecipazione alla Giunta della Camera di Commercio di Vercelli negli anni Settanta e Ottanta e la fondazione, insieme a Carlo del Boca, della cooperativa degli albergatori valsesiani AVAL, nata come tentativo di organizzazione associata dell’offerta turistica in valle.

Tra i momenti più noti della sua esperienza amministrativa viene ricordato anche il 3 novembre 1984, quando da sindaco di Varallo accolse Papa Giovanni Paolo II durante la storica visita alla città del Sacro Monte.

Il ricordo recente di Varallo e il legame con le realtà culturali locali

Il legame tra Astori e il territorio valsesiano si è manifestato anche in tempi più recenti. Il 24 maggio 2025 intervenne infatti a Varallo, nella sede di IstorBiVe, in collaborazione con la Biblioteca Civica Farinone-Centa, in occasione della presentazione del volume La nostra libertà, pubblicato da Interlinea di Novara per l’ottantesimo anniversario della Liberazione.

Si tratta di un elemento che contribuisce a mantenere viva la sua presenza nella memoria culturale del territorio. Non a caso la Biblioteca, da anni Punto Touring, ha accolto con soddisfazione la notizia del suo ingresso nel Consiglio direttivo del TCI, leggendo questa nomina anche come un motivo di orgoglio per la Valsesia.

Perché questa nomina interessa il territorio

L’ingresso di Gianfranco Astori nel Consiglio direttivo del Touring Club Italiano non è solo una notizia di rilievo nazionale. Per la Valsesia rappresenta anche il riconoscimento di una figura che ha intrecciato incarichi istituzionali, promozione culturale e attenzione al turismo locale, mantenendo nel tempo un rapporto vivo con la valle.

Il richiamo alle aree interne e alla Valsesia, espresso direttamente dallo stesso Astori, dà ulteriore peso a una nomina che il territorio può leggere come una presenza autorevole all’interno di una delle istituzioni più storiche del Paese nel campo della promozione turistica e culturale.

c.s. Piera Mazzone - J.B.