EVENTI - 28 marzo 2026, 15:13

Grignasco, bibliotecari a confronto: innovazione e digitale per valorizzare le collezioni FOTO

Grignasco, bibliotecari a confronto: innovazione e digitale per valorizzare le collezioni

Nelle giornate del 4 e del 25 marzo nella Biblioteca di Grignasco, si è svolto il quarto ciclo di “formazione partecipata” dedicato ai bibliotecari del territorio, organizzato dal Comune di Grignasco, Assessorato alla Cultura, e da Equipe Società Cooperativa Sociale di Gallarate, Ente di formazione accreditato da Regione Lombardia, dedicato a: “Valorizzazione delle Collezioni e dei Fondi speciali”, articolato in due incontri, che godevano del prestigioso patrocinio della Sezione Piemonte dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche).

Hanno aderito all’invito a partecipare le principali Biblioteche del territorio: Varallo, Borgosesia e Grignasco.

Le Collezioni sono composte di: libri cartacei, rari o manoscritti, risorse analogiche e digitali. In una realtà in continuo cambiamento questo insieme delle risorse bibliografiche, analogiche e digitali, locali o remote, rese disponibili nello specifico ecosistema informativo di una biblioteca pubblica, rappresentano l’elemento rimasto identitario nelle Biblioteche negli ultimi cinquant’anni. Biblioteche e Utenti si parlano attraverso le Collezioni, che sono sempre frutto di una “interpretazione” della realtà, create dai bibliotecari e legate al loro specifico utilizzo, con l’obiettivo finale di incrementarle e diversificarle, per non attrarre sempre lo stesso pubblico.

Docente del corso è stato Roberto Testa, dottorando del corso Technologies for Cultural Heritage (Tecnologie per il patrimonio culturale) presso l’Università degli Studi di Torino, il cui ambito di ricerca si concentra principalmente sull’utilizzo di strumenti digitali all’interno di istituzioni culturali quali archivi e biblioteche. Nel 2025 ha svolto un periodo di ricerca presso la Universidad Carlos III de Madrid e sta lavorando con Sara Dinotola al progetto: "Transmedia Library Shelf Experience”, focalizzato su un nuovo approccio volto alla valorizzazione e alla comunicazione delle Collezioni fisiche e digitali nelle biblioteche, che permetta di riprogettare le esperienze di lettura, trasformando la biblioteca in uno spazio interattivo, che unisca la fisicità del libro alle potenzialità del digitale.

Il progetto “Transmedia Library Shelf Experience” intende sviluppare uno scaffale arricchito in maniera transmediale e una serie di interfacce per la fruizione di contenuti digitali, con il duplice scopo di favorire la serendipità all’interno della biblioteca, cioè la capacità di fare per caso inattese e felici scoperte, e di agevolare un più efficace raggiungimento dell’informazione da parte del pubblico. Al progetto collaborano professionisti e aspiranti professionisti di diverse aree, che principalmente ruotano intorno a quella delle biblioteche: studiosi di biblioteconomia e scienze storiche, informatici ed esperti di intelligenza artificiale, designer e architetti.

Lo scaffale narrativo e transmediale è un concetto innovativo che trasforma le collezioni librarie tradizionali in ecosistemi ibridi, integrando risorse fisiche e digitali (e-book, audiolibri, risorse web) e interfacce digitali interattive (utilizzo di totem, QR code o app per accedere a materiali aggiuntivi direttamente dallo scaffale fisico).

Talvolta le biblioteche sono utilizzate come aule studio: le Collezioni sono mute, non vengono valorizzate, non sono conosciute: farle conoscere e valorizzarle significa valorizzare la Biblioteca, cioè migliorare la percezione delle persone nei suoi confronti. Gli Utenti della Biblioteca adottano le loro modalità di esplorazione dello scaffale: quindi è necessario garantire la pluralità dei punti di vista.

Il relatore ha mostrato come le Collezioni negli spazi delle Biblioteche siano collocate in luoghi fisici o “reali”: storici, come la Biblioteca Malatestiana di Cesena, moderni come la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, contemporanei, come la Stadtbibliotek di Stuttgart, o la Deichman di Oslo, nuovi modelli di Biblioteca, sviluppati soprattutto nel Nord Europa, che vorrebbero rendere la biblioteca una sorta di “casa” con servizi e attività.

Utenti e scaffale si interfacciano in modi diversi: Testa ha spiegato che esistono interfacce convergenti (basate sul modello biblioteconomico classico, che si propone di aiutare gli utenti nella ricerca finalizzata e predefinita attraverso gli scaffali tradizionali: OPAC e banche dati specialistiche) e interfacce divergenti (che supportano le attività di browsing, ricerche esplorative, curiosità, emotività: alphabetica che permette di esplorare le risorse delle biblioteche e banche dati anche attraverso mappe concettuali, Whichbook che invece fornisce suggerimenti di lettura sulla base di alcuni parametri modificabili dall’utente).

Dopo le premesse teoriche si è passati al cuore dell’incontro: come valorizzare le Collezioni, rendendole visibili, facilitandone l’accesso e la scoperta delle risorse, facendole dialogare con i bisogni della Comunità, trasformando il patrimonio in una esperienza culturale coinvolgente e arricchente.

Per promuovere e comunicare le Collezioni si possono allestire vetrine tematiche, proporre consigli di lettura, organizzare eventi, presentazioni, creare gruppi di lettura, allestire scaffali tematici con segnaletica chiara e intuitiva, creare newsletter, blog, percorsi tematici.

Testa, che si occupa primariamente di pratiche di valorizzazione delle collezioni, ha presentato Transmedia Library, promosso dall’Università di Torino, con l’obiettivo di creare un nuovo modello di scaffale per la comunicazione e promozione delle collezioni fisiche e digitali, arricchendo l’esperienza di lettura in biblioteca, attraverso l’integrazione di interfacce fisiche e digitali. Questa nuova proposta integra i diversi paradigmi della biblioteconomia, superando i confini disciplinari. Il progetto affianca ai tradizionali strumenti di mediazione bibliografica nuove interfacce che consentano un maggiore livello di interazione e di coinvolgimento emotivo nella scoperta, per far incontrare le biblioteche e i diversi pubblici che le utilizzano, sfruttando il potenziale del digitale e dell’Intelligenza Artificiale per rendere il processo di scoperta delle nuove letture più facile, divertente e serendipico, trasformando le Biblioteche in luoghi dove sia piacevole trascorrere il tempo. Per attivare questi contenuti si cercherà di migliorare la varietà e la qualità delle Collezioni, di rinnovarne la configurazione spaziale e le modalità di comunicazione.

Nell’ultimo incontro, partendo dall’esperienza dei bibliotecari del territorio, nell’ottica di uno scambio reciproco tra conoscenze ed esperienze professionali sul campo, si è cercato di ragionare sul progetto di valorizzazione delle diverse Collezioni delle singole Biblioteche che partecipavano all’incontro: Grignasco, Borgosesia e Varallo. Nei Laboratori sono stati creati due “grafi” (percorsi narrativi digitali per presentare le risorse e renderle accessibili agli Utenti), individuando a titolo esemplificativo due temi: “Conoscere l’Oriente” e “Le lingue del territorio in poesia”.

Al termine, dopo aver fatto un bilancio dei due incontri - in cui i partecipanti hanno messo in evidenza la “qualità” della formazione fatta dal docente, ma anche la “relazione umana”, valorizzata individuando dei momenti di pausa e di dialogo libero, sorseggiando un caffè e gustando dei dolcetti - i responsabili della Cooperativa, Marco Masci, Direttore e Valentina De Ponti, Coordinatrice dei servizi di formazione educativa e socio-assistenziale, che hanno organizzato gli incontri formativi, hanno consegnato gli Attestati di partecipazione con l’indicazione del programma didattico svolto.


Piera Mazzone