I luoghi di Alessandro Antonelli uniti da una rete culturale identitaria realizzata dalla Regione Piemonte.
Da Torino a Novara, un nuovo percorso turistico collegato dalle tracce lasciate dall’architetto neoclassico piemontese, cui si aggiungono oltre 30 iniziative tra spettacoli teatrali, visite guidate nei luoghi storici, una mostra ma anche un podcast e laboratori per i più piccoli.
Un progetto che si attiva nel 2026, a distanza di 200 da quando Antonelli ricevette il suo battesimo professionale, andando in pensionato a Roma per cinque anni e sviluppando così le conoscenze che acquisirà per i lavori successivi.
I luoghi
Nato nel 1798, autore del simbolo di Torino, la Mole, oggi sede del Museo del Cinema, fu attivo soprattutto nella sua provincia d’origine, Novara. Nella città capoluogo, portò a termine la prestigiosa Cupola di San Gaudenzio, ma anche l’Ospedale Maggiore della città, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta. A Boca, realizzò il Santuario del SS. Crocifisso, mentre a Maggiora tra le altre monumentali opere, quella dello Scurolo di Sant’Agapito. A Ghemme, oltre alla sua Casa Natale, si trova lo Scurolo Beata Panacea e infine a Romagnano Sesia, la Villa Caccia, dove oggi ha sede il Museo Etnografico della Bassa Valsesia.
Prossimi Comuni coinvolti
La rete non sarà statica, ma coinvolgerà presto i comuni di Bellinzago Novarese, Oleggio, Borgolavezzaro e Borgomanero in cui si trovano altri edifici antonelliani. La rete si pone così come volano per promuovere territori che spesso fanno difficoltà a emergere nelle proposte culturali e turistiche della regione.
Un racconto diffuso e “spettacolarizzato”, come lo definisce l'assessore regionale Marina Chiarelli, la quale lavora al progetto da quando era in Giunta a Novara: “Il patrimonio antonelliano rappresenta una delle espressioni più alte dell’ingegno e della creatività piemontese. Con questo progetto la Regione Piemonte compie una scelta chiara: trasformare la cultura in una leva strategica di sviluppo, mettendo in rete luoghi simbolo della nostra identità e rafforzando la capacità del territorio di attrarre nuovi flussi culturali e turistici. Questa è la prima stagione di un percorso destinato a crescere, coinvolgere nuovi partner e ampliare il numero di siti e di iniziative, anche attraverso la digitalizzazione del patrimonio architettonico”.