ATTUALITÀ - 01 aprile 2026, 10:31

Da Torino a Villa Caccia, nasce la Rete Antonelliana: Romagnano Sesia entra in un nuovo itinerario culturale piemontese

Da Torino a Villa Caccia, nasce la Rete Antonelliana: Romagnano Sesia entra in un nuovo itinerario culturale piemontese

Da Torino a Romagnano Sesia, passando per i luoghi che conservano l’eredità di Alessandro Antonelli, prende forma un nuovo progetto che punta a trasformare il patrimonio architettonico in una leva di sviluppo culturale e turistico. È stata presentata al Grattacielo Piemonte la “Rete Antonelliana. Cultura che unisce”, iniziativa che mette in collegamento le opere dell’architetto piemontese dentro un unico percorso di valorizzazione.

Per il territorio, e in particolare per Romagnano Sesia con Villa Caccia e il MAV, si tratta di un passaggio significativo, perché inserisce una realtà locale in un disegno più ampio che guarda alla promozione culturale, alla partecipazione e alla capacità di attrarre nuovi visitatori.

Romagnano Sesia protagonista nella nuova Rete Antonelliana

Alla presentazione del progetto hanno preso parte il Sindaco di Romagnano Sesia, il Consigliere con delega alla Cultura Paolo Feccia e i vertici del MAV, il museo ospitato a Villa Caccia.

Nel suo intervento, l’Assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli ha definito il patrimonio antonelliano una delle espressioni più alte dell’ingegno piemontese, spiegando che l’obiettivo è trasformare la cultura in una leva strategica di sviluppo, mettendo in rete luoghi simbolici dell’identità regionale e rafforzando la capacità di attrarre nuovi flussi turistici.

In questo quadro, la presenza di Villa Caccia dentro la rete assume un rilievo particolare anche per l’area che gravita intorno alla Valsesia, perché collega il territorio a un progetto regionale costruito attorno a un nome fortemente riconoscibile.

Il legame tra Antonelli, la Mole e Villa Caccia

Nel corso della presentazione, il Sindaco di Romagnano Sesia ha richiamato il rapporto tra il territorio e l’opera di Antonelli, soffermandosi su un collegamento simbolico tra la Mole Antonelliana e Villa Caccia.

Nel suo intervento ha ricordato infatti che forse non è un caso che proprio nella Mole abbia trovato casa il Museo del Cinema, fondato da una romagnanese, la stessa figura che ha istituito anche il museo ospitato a Villa Caccia. Un passaggio che rafforza il legame culturale tra il capoluogo piemontese e Romagnano, dando al progetto una profondità storica che va oltre la semplice promozione turistica.

Il Primo Cittadino ha inoltre sottolineato come il Piemonte abbia finalmente individuato un simbolo identitario forte, evidenziando che Antonelli può diventare un vero e proprio marchio piemontese, riconoscibile anche a livello europeo. Il progetto, ha aggiunto, mira a valorizzare non solo Torino, ma anche i centri minori, ricchi di eccellenze culturali, paesaggistiche e culinarie.

Un progetto che punta anche sui giovani e sulla partecipazione

Tra i punti messi in evidenza durante la presentazione c’è anche il tema della divulgazione. Il Sindaco di Romagnano ha osservato che spesso la conoscenza di Alessandro Antonelli resta confinata alla sola Mole Antonelliana, mentre sarebbe importante far riscoprire, soprattutto ai giovani, anche le altre opere che hanno contribuito a plasmare il territorio.

Sulla stessa linea si colloca l’intervento di Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei, che ha definito la Rete Antonelliana un progetto nato per mettere in relazione comunità che custodiscono l’eredità di Antonelli, costruendo una narrazione condivisa e favorendo nuove forme di partecipazione culturale.

Oltre 30 appuntamenti tra visite, podcast e mostre

Il programma annunciato prevede, grazie alla collaborazione tra Abbonamento Musei, Fondazione TRG e Piemonte dal Vivo, oltre 30 appuntamenti tra visite guidate, podcast e mostre.

Accanto a questi contenuti, il progetto offrirà anche un itinerario esperienziale tra architettura, paesaggio e tradizioni, oltre a un programma fedeltà e a incontri divulgativi pensati per coinvolgere nuovi pubblici.

L’idea di fondo è quella di costruire un invito concreto a riscoprire la storia e il patrimonio antonelliano lungo un asse che parte da Torino e arriva fino a Villa Caccia, mettendo in rete luoghi diversi ma legati dalla stessa matrice culturale.

Perché interessa il territorio

Per Romagnano Sesia e per l’area più vicina alla Valsesia, l’ingresso in una rete di questo tipo può rappresentare un’opportunità importante. Significa infatti portare un luogo simbolico come Villa Caccia dentro una progettualità regionale strutturata, capace di unire promozione culturale, identità territoriale e potenziale attrattività turistica.

Il valore dell’iniziativa sta proprio qui: non limitarsi a celebrare Antonelli come grande nome dell’architettura piemontese, ma usare la sua eredità per rafforzare il ruolo dei territori, anche quelli meno centrali, dentro una visione culturale più ampia e condivisa.

Redazione J.B.