Benessere e Salute - 02 aprile 2026, 09:57

Cardiologia di Vercelli in diretta mondiale da India Live 2026: il Sant’Andrea tra i tre ospedali italiani invitati

Cardiologia di Vercelli in diretta mondiale da India Live 2026: il Sant’Andrea tra i tre ospedali italiani invitati

Dall’ospedale Sant’Andrea di Vercelli a una delle più importanti convention internazionali del settore cardiologico. La Cardiologia di Vercelli ha eseguito un intervento chirurgico in diretta mondiale durante l’edizione 2026 di India Live, a Nuova Delhi, entrando così tra i protagonisti di un evento che ha coinvolto circa un migliaio di specialisti da tutto il mondo.

Il Sant’Andrea è stato uno dei tre ospedali italiani invitati a partecipare, accanto al San Raffaele di Milano e al Gemelli di Roma. Un riconoscimento che colloca la struttura vercellese in un contesto di alto profilo scientifico e che conferma il livello raggiunto dalla cardiologia interventistica locale.

Un intervento complesso al cuore eseguito in live streaming da Vercelli

L’équipe chirurgica, diretta dal dottor Francesco Rametta, ha eseguito un intervento di disostruzione di lesioni complesse per la riapertura di coronarie gravemente compromesse. L’operazione è stata trasmessa in live streaming durante la convention, diventando così anche un’opportunità formativa per centinaia di specialisti collegati da tutto il mondo.

L’aspetto formativo è uno dei punti centrali dell’iniziativa: la procedura eseguita al Sant’Andrea non è stata soltanto una prova clinica di alto livello, ma anche un caso condiviso in tempo reale con una platea internazionale di professionisti del settore.

Il riconoscimento al livello raggiunto dalla Cardiologia del Sant’Andrea

Nel comunicato diffuso dall’ASL VC, il Direttore generale Marco Ricci sottolinea che la partecipazione del Sant’Andrea a un evento scientifico di rilievo internazionale rappresenta un motivo di orgoglio per l’azienda sanitaria, evidenziando come la scelta di Vercelli accanto a due centri d’eccellenza testimoni il livello di competenza clinica e tecnologica raggiunto negli ultimi anni.

Ricci osserva inoltre che interventi complessi come quello eseguito in diretta non solo garantiscono cure avanzate ai pazienti, ma contribuiscono anche alla crescita del sapere medico a livello globale, rafforzando il ruolo della Cardiologia di Vercelli come punto di riferimento nell’ambito interventistico.

Rametta: “Un centro riconosciuto a livello internazionale”

Nel documento interviene anche il dottor Francesco Rametta, Direttore della Struttura complessa di Cardiologia, che definisce Vercelli un centro riconosciuto a livello internazionale nel trattamento delle lesioni coronariche complesse. Rametta lega questo risultato alla sinergia tra alta tecnologia e alta professionalità di medici, infermieri e tecnici, capaci di superare i limiti della cardiologia tradizionale.

Secondo quanto spiegato, un tempo un esito di questo tipo sarebbe stato possibile solo attraverso la chirurgia toracica, esponendo il paziente a un rischio operatorio molto più alto.

Una quindicina di interventi l’anno in diretta per finalità formative

La Cardiologia di Vercelli opera con una certa frequenza in live streaming per finalità formative. Il comunicato indica una media di circa quindici interventi l’anno condotti con questa modalità, resa possibile da un’apposita apparecchiatura audio-video presente in sala operatoria.

A questo si aggiunge un altro recente riconoscimento: il premio come “Best clinical case” assegnato dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica, che sarà ritirato dalla dottoressa Ludovica Maltese, in rappresentanza della Struttura complessa di Cardiologia, durante un importante summit internazionale in programma a fine aprile in Canada.

Perché la notizia interessa anche il territorio

Anche se il fatto riguarda direttamente Vercelli, la notizia ha un peso più ampio per tutto il territorio provinciale, compresa la Valsesia, perché racconta il livello raggiunto da una struttura sanitaria pubblica di riferimento. Avere un reparto capace di entrare in una rete internazionale di confronto e formazione significa infatti poter contare su competenze avanzate e su una sanità che sa misurarsi con i contesti più qualificati.

In questo senso, il risultato del Sant’Andrea non è solo un successo medico, ma anche un segnale importante per il territorio: dimostra che anche fuori dai grandi poli metropolitani possono svilupparsi competenze di alto profilo, riconosciute a livello mondiale.

Redazione J.B.