Tra Novara e Vercelli, la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo del 2 aprile diventa anche un’occasione per rimettere al centro un tema ancora segnato da stereotipi e luoghi comuni. ANGSA Novara Vercelli, insieme all’associazione per l’autismo Enrico Micheli ETS, ha infatti promosso la campagna social #stopfalsimitiautismo, con l’obiettivo di contrastare le narrazioni distorte che ancora oggi accompagnano le persone autistiche e le loro famiglie.
Il messaggio scelto dalle associazioni è netto: contro i falsi miti, per una società più inclusiva e capace di superare etichette, semplificazioni e pregiudizi.
Una campagna per smontare i luoghi comuni sull’autismo
Al centro dell’iniziativa ci sono alcuni stereotipi ancora molto diffusi: l’idea che le persone autistiche non provino emozioni, che non possano avere una buona qualità della vita o che siano tutte uguali. La campagna nasce proprio per decostruire questi falsi miti e proporre una visione più aderente alla realtà, fondata su esperienze concrete, rispetto e supporti adeguati.
Secondo il messaggio lanciato da ANGSA Novara Vercelli e dall’associazione Enrico Micheli ETS, la qualità della vita è possibile e si costruisce attraverso opportunità reali, servizi efficaci e contesti sociali più accessibili e comprensibili.
Le testimonianze nei video social di ANGSA e dell’associazione Enrico Micheli
La campagna si sviluppa attraverso una serie di brevi video pubblicati sui canali social delle due associazioni. Nei contenuti trovano spazio le voci delle persone autistiche, delle famiglie e degli operatori, con racconti che parlano di autonomia, relazioni, passioni, lavoro e progettualità.
L’obiettivo è mostrare la complessità e l’unicità di ogni persona, andando oltre la diagnosi e oltre l’idea che l’autismo possa esaurire l’identità di un individuo. Il messaggio che emerge è che le persone non sono etichette e che una vita piena e significativa non è un’eccezione, ma un percorso possibile quando esistono sostegni adeguati.
Il nodo dei servizi per l’età adulta
Nel comunicato, la Presidente di ANGSA Novara Vercelli Priscila Beyersdorf Pasino sottolinea che in Italia si stanno registrando progressi sul fronte della diagnosi precoce e dei percorsi di cura, ma resta aperto il tema delle difficoltà quotidiane che molte famiglie affrontano, soprattutto quando i ragazzi diventano adulti.
Il punto sollevato dall’associazione riguarda in particolare la necessità di garantire continuità nei servizi e di accompagnare le persone autistiche lungo tutto l’arco della vita, evitando vuoti assistenziali e forti differenze territoriali. Accanto ai passi avanti sul piano sanitario e normativo, resta infatti una carenza di risposte adeguate per l’età adulta.
“Non cambiare la persona, cambiamo i contesti”
Tra i concetti chiave della campagna social compaiono due messaggi molto chiari: “Le persone non sono etichette” e “Non cambiare la persona, cambiamo i contesti”. È una presa di posizione che sposta il focus dalla pretesa di adattamento individuale alla responsabilità collettiva di costruire ambienti inclusivi.
La campagna insiste infatti su un principio preciso: non devono essere le persone autistiche a conformarsi a un mondo che le esclude, ma deve essere la società a evolvere, rendendo i contesti più accessibili, comprensibili e rispettosi delle differenze.
Una realtà che riguarda molte famiglie
Nel comunicato si ricorda anche come l’autismo non sia una condizione marginale. I numeri richiamati mostrano una realtà ampia e concreta, che coinvolge un numero crescente di famiglie e che richiede risposte strutturate, continuative e diffuse sul territorio.
Per questo la campagna promossa da ANGSA Novara Vercelli e dall’associazione Enrico Micheli ETS non si limita a una sensibilizzazione simbolica legata al 2 aprile, ma prova a sollecitare un cambiamento culturale più profondo: raccontare l’autismo senza stereotipi, riconoscere diritti e dignità, e costruire qualità di vita oltre ogni etichetta.
Perché questa campagna conta sul territorio
Per il territorio tra Novara e Vercelli, iniziative come #stopfalsimitiautismo rappresentano un richiamo importante alla responsabilità collettiva. Non solo delle istituzioni e dei servizi, ma anche della comunità, della scuola, del mondo del lavoro e dei contesti quotidiani in cui inclusione e partecipazione devono diventare concrete.
La Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, in questo caso, non viene vissuta solo come ricorrenza, ma come occasione per chiedere una società più preparata, più giusta e meno prigioniera dei luoghi comuni.