A Varallo il mese di aprile si apre con un richiamo alla convivialità, all’eleganza e al piacere di stare insieme. In un video dedicato alle proposte per la tavola, vengono presentate due mise en place realizzate da studentesse dell’Istituto Alberghiero “Pastore”, con suggerimenti pensati per i momenti di festa legati a Pasqua e Pasquetta.
Il filo conduttore è chiaro: nei periodi di festa non conta solo il ritrovarsi, ma anche il modo in cui si condivide il tempo attorno a una tavola. Nel testo della presentazione si sottolinea infatti come una mise en place elegante possa contribuire a rendere più piacevole l’atmosfera, rafforzando i rapporti e accompagnando con leggerezza i momenti trascorsi insieme.
A Varallo una tavola di Pasqua luminosa e raffinata
La prima proposta arriva da Gaia Martinoli, studentessa della terza di sala dell’Istituto Albertino Pastore di Varallo, che presenta una tavola di Pasqua pensata per accogliere gli ospiti in un clima primaverile, luminoso e curato.
La descrizione punta su toni raffinati, fiori, centrotavola delicati, uova decorative e piccoli dettagli artigianali. L’obiettivo è creare un equilibrio tra eleganza e tradizione, con una composizione capace di evocare la rinascita e la convivialità tipiche della festa pasquale. L’idea è quella di trasformare il pranzo in un’esperienza calda, accogliente e ben studiata in ogni particolare.
I consigli per la tavola di Pasquetta firmati dagli studenti dell’Alberghiero
La seconda proposta è affidata a Morgana Puselli, studentessa della Seconda B dell’Istituto Alberghiero di Varallo, che si concentra invece sulla tavola di Pasquetta, con un approccio più informale ma non meno attento allo stile.
In questo caso il racconto ruota attorno a semplicità e spontaneità, con una mise en place che richiama lo spirito delle giornate all’aria aperta. Materiali naturali, tessuti rustici e dettagli in legno diventano gli elementi principali di un allestimento pratico e accogliente, pensato per favorire condivisione, leggerezza e un’atmosfera allegra, senza eccessi di formalità.











