In Valsesia tornano le Camminate Partigiane promosse da ANPI Varallo Alta Valsesia, in collaborazione con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia e con le altre sezioni valsesiane. Il primo appuntamento del calendario 2026 è fissato per sabato 11 aprile con l’Anello di Breia, un itinerario che unirà escursionismo, memoria storica e racconto del territorio.
L’iniziativa si inserisce in un anno dal significato particolare, segnato dall’80° anniversario della Repubblica e del voto alle donne, e propone una camminata al mese da aprile a novembre per rileggere la Resistenza sui sentieri e nelle montagne che ne furono teatro.
L’11 aprile il ritrovo è a Breia alle 8.30
La partenza della prima camminata è prevista a Breia alle 8.30. Il programma indica un percorso escursionistico di tipo E, su sentiero di montagna, con un dislivello positivo di circa 450 metri e una lunghezza di circa 8,5 chilometri. Gli organizzatori raccomandano abbigliamento e calzature da trekking, oltre a una giacca in caso di pioggia. Il pranzo sarà al sacco, ma l’ANPI porterà toma e vino da condividere con i partecipanti.
Nel documento si precisa anche che il percorso potrà subire modifiche se le condizioni non consentiranno la salita in sicurezza, mentre in caso di forte pioggia l’evento verrà annullato.
Breia e Cellio, territorio chiave per la Resistenza valsesiana
La scelta dell’Anello di Breia non è casuale. Il testo che accompagna la camminata ricorda come Cellio e Breia, con le loro frazioni, siano stati fin dall’inizio punti strategici per la Resistenza valsesiana, in quanto zona di passaggio tra Valsesia e Cusio. In queste aree operarono formazioni partigiane legate a Cino Moscatelli, e il territorio fu colpito duramente dai rastrellamenti nazifascisti del 1944.
Tra gli episodi richiamati compaiono la morte del partigiano Lorenzo Beltrametti nella frazione Zagro, la deportazione del civile Celso Ottone, morto poi a Gusen, l’incendio e il saccheggio delle case di Breia e le torture subite da Fedele Rosa. Il documento ricorda poi un altro violento rastrellamento nelle prime settimane di aprile 1944 e la fucilazione del partigiano Rocco Bellio contro il muro della chiesa di Breia.
Un cammino accompagnato dagli storici
Durante l’escursione i partecipanti saranno accompagnati da storici che aiuteranno a comprendere gli eventi accaduti in valle in quel periodo, ricostruendo non solo i fatti militari e repressivi, ma anche la vita quotidiana delle comunità locali in anni così drammatici.
Questo aspetto rende la camminata qualcosa di più di una semplice uscita: è un’esperienza che mette in relazione il paesaggio con la memoria, riportando le persone nei luoghi dove la storia della Resistenza ha lasciato segni concreti.
Il calendario delle altre Camminate Partigiane 2026
Dopo Breia, il calendario proseguirà con altri appuntamenti in diversi punti del territorio: 16 maggio frazioni di Borgosesia, 14 giugno Campo Ragozzi-Alpe Portile, 21 giugno Postua-Alpe Morcei, 19 luglio Camasco-Alpe Sacchi, 22 agosto Rassa-Alpe sulla Piana, 20 settembre Fobello-Selle di Baranca, 11 ottobre Monte Fenera dedicato ad Alessandro Orsi, e 15 novembre Gattinara-Madonna di Rado.
Perché questa iniziativa conta per la Valsesia
Per la Valsesia, le Camminate Partigiane rappresentano un modo concreto per tenere viva la memoria dei luoghi della Resistenza senza separarli dal territorio che oggi li custodisce. Camminare tra sentieri, frazioni e alpeggi significa infatti ritrovare una storia che non appartiene solo ai libri, ma anche ai paesi, alle famiglie e alle montagne che l’hanno attraversata.
L’appuntamento di Breia apre così un calendario che unisce memoria civile, escursionismo e conoscenza del territorio, restituendo profondità storica a paesaggi che spesso si attraversano senza sapere fino in fondo cosa vi accadde.