EVENTI - 16 aprile 2026, 10:32

Varallo, al Sacro Monte il libro di Lorenzo Fecchio riaccende lo sguardo sul progetto di Galeazzo Alessi

Varallo, al Sacro Monte il libro di Lorenzo Fecchio riaccende lo sguardo sul progetto di Galeazzo Alessi

A Varallo il Sacro Monte è tornato al centro di una riflessione importante sulla propria storia architettonica e culturale. Sabato 11 aprile, nella sala conferenze della Casina d’Adda, è stato presentato il volume di Lorenzo Fecchio Il Libro dei Misteri di Galeazzo Alessi. Il progetto per la Nuova Gerusalemme al Sacro Monte di Varallo, pubblicato da Officina Libraria.

L’incontro ha messo in luce non solo il valore del nuovo studio, ma anche la ricchezza di un tema che tocca da vicino l’identità del Sacro Monte di Varallo e, più in generale, della Valsesia. Il lavoro di Fecchio si inserisce infatti nel solco della precedente pubblicazione del 2019, dedicata al “miglior nuovo ordine” del complesso varallese.

Un volume che rilegge il Sacro Monte partendo dal “Libro dei Misteri”

Ad aprire la presentazione è stata Marina Feroggio, Direttrice dell’Ente di gestione dei Sacri Monti, che ha portato anche il saluto della Presidente Francesca Giordano. A dialogare con l’autore è stato il professor Edoardo Piccoli, docente di storia dell’architettura al Politecnico di Torino, che ha sottolineato come il libro non sia un semplice esercizio erudito, ma il risultato di domande, ricerche e approfondimenti nati nel corso degli anni attorno a un oggetto tanto prezioso quanto complesso.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, il Libro dei Misteri non va letto soltanto come raccolta di disegni, ma come un vero strumento di progetto, pensato per affascinare il committente, orientare il lavoro delle maestranze e costruire una visione complessiva della “Nuova Gerusalemme” immaginata al Sacro Monte.

Chi erano Galeazzo Alessi e Giacomo D’Adda nel progetto per Varallo

Il volume si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce la storia del manoscritto, composto da 320 fogli e attribuito a Galeazzo Alessi, uno dei maggiori architetti del Cinquecento italiano ed europeo. Fu lui a tradurre in architettura le ambizioni di Giacomo D’Adda, legato alla Valsesia anche attraverso il matrimonio con Francesca Scarognini, erede di una delle famiglie più importanti di Varallo.

Il secondo capitolo affronta più direttamente il Sacro Monte di Galeazzo Alessi, mettendo ordine nel suo pensiero e nella struttura spaziale e tematica del progetto. Il terzo, dedicato all’idea di una nuova Gerusalemme, amplia lo sguardo e mostra quanto il progetto varallese fosse immerso negli immaginari religiosi, politici e culturali del suo tempo.

Un libro nato da quasi dieci anni di ricerca

Durante la presentazione, Lorenzo Fecchio ha raccontato di essersi avvicinato al Libro dei Misteri già ai tempi degli studi universitari a Firenze, restando colpito dalla ricchezza di temi che quel manoscritto apriva. Da allora la ricerca è andata avanti per quasi dieci anni, anche grazie al supporto del personale della Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo, dove il volume è conservato.

Fecchio ha spiegato che il manoscritto contiene oltre trecento disegni concatenati tra loro e relativi a circa quaranta progetti per le cappelle del Sacro Monte. Ciò che lo rende speciale è anche il modo in cui Alessi pensò il libro: non come un semplice contenitore tecnico, ma come un oggetto raffinato, quasi un manoscritto miniato, costruito per offrire ai lettori una sorta di visita virtuale a edifici che ancora non esistevano.

La Gerusalemme immaginata al Sacro Monte e il progetto mai realizzato dell’Inferno

Uno dei passaggi più affascinanti emersi durante l’incontro riguarda il modo in cui Alessi immaginava di far vivere al visitatore l’esperienza del Sacro Monte: l’idea era quella di accompagnarlo all’interno di una copia della Città Santa, facendo coincidere percorso devozionale, architettura e racconto.

In questo quadro si inserisce anche il progetto, mai realizzato, delle ultime tre cappelle alessiane, tra cui quella dell’Inferno, scelta da Fecchio per la copertina del volume. L’area in cui avrebbe dovuto sorgere continua ancora oggi a essere chiamata “vallone dell’Inferno”, ma fu poi trasformata in epoca successiva in un parco all’inglese. Secondo quanto illustrato, il progetto non vide mai la luce anche per difficoltà costruttive, legate alla scarsa illuminazione e ai problemi di umidità che avrebbero potuto danneggiare le statue.

Più edifici realizzati di quanto si pensasse

Tra gli aspetti più interessanti del lavoro di Fecchio c’è anche una rilettura concreta dell’impatto che il progetto di Alessi ebbe davvero sul Sacro Monte di Varallo. Durante l’incontro è stato infatti spiegato che, contrariamente a interpretazioni più datate, non furono realizzati soltanto una cappella e un portale, ma più di dieci edifici, costruiti tra 1565 e 1590 e poi modificati nel tempo, ma comunque riconducibili al progetto alessiano.

Anche elementi oggi familiari ai visitatori, come le grate davanti alle cappelle, sono stati richiamati come parte di un processo di regolazione e uniformazione dell’esperienza di visita, che Alessi contribuì a sistematizzare a partire da esigenze già presenti.

Un libro che parla a chi ha a cuore il Sacro Monte di Varallo

La presentazione si è chiusa con numerose domande del pubblico e con un ringraziamento rivolto da Fecchio a Stefania Stefani Perrone, studiosa che ebbe il merito di richiamare l’attenzione del mondo accademico sull’architettura del Sacro Monte. Il volume, è stato ricordato, è pensato per tutti coloro che hanno a cuore la storia del complesso varallese e può essere consultato anche in Biblioteca.

Per Varallo e per la Valsesia, il libro rappresenta così qualcosa di più di una novità editoriale: è un nuovo strumento per leggere uno dei luoghi più identitari del territorio, restituendogli profondità storica, ambizione culturale e una rete di significati che ancora oggi continua a interrogare studiosi e visitatori.

c.s. Piera Mazzone - J.B.