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EVENTI | 23 aprile 2026, 10:08

Si chiude con “La Storia” la stagione teatrale di Varallo: sei spettacoli al Teatro Civico

Si chiude con “La Storia” la stagione teatrale di Varallo: sei spettacoli al Teatro Civico

Si chiude con “La Storia” la stagione teatrale di Varallo: sei spettacoli al Teatro Civico

A Varallo si è conclusa la stagione teatrale 2025/2026 del Teatro Civico, chiusa dallo spettacolo “La Storia”, liberamente ispirato al celebre romanzo di Elsa Morante. Un finale intenso per un cartellone che quest’anno ha proposto sei spettacoli, affidando l’organizzazione a Fondazione Piemonte dal Vivo, realtà riconosciuta dal Ministero della Cultura e partecipata dalla Regione Piemonte.

La stagione ha alternato commedie e titoli legati alla grande letteratura, costruendo un programma capace di unire intrattenimento e riflessione. Tra gli spettacoli ospitati figuravano “Cin Ci Là”, proposto fuori abbonamento il 1° febbraio, “Le Prénom – Cena tra amici”, “Il medico dei maiali”, “Ma che razza di Otello?” con Marina Massironi e “Natale in casa Cupiello”, classico della commedia napoletana andato in scena il 13 dicembre.

“Il medico dei maiali” lo spettacolo più visto della stagione

Nel bilancio finale della rassegna, il documento segnala che lo spettacolo con il maggior numero di spettatori è stato “Il medico dei maiali”, anche grazie alla presenza di Luca Bizzarri, volto noto al grande pubblico televisivo. Subito dopo si colloca “Ma che razza di Otello?”, letto attraverso i temi del femminile e del razzismo.

Il cartellone varallese ha quindi confermato una linea capace di coniugare titoli popolari e proposte dal taglio più autoriale, dentro una stagione che ha cercato di parlare a pubblici diversi.

Il finale con “La Storia” di Elsa Morante

A chiudere la stagione è stato “La Storia”, tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Elsa Morante nel 1974 e ambientato nella Roma tra il 1941 e il 1947. Al centro ci sono le vicende di Ida Ramundo, maestra elementare vedova ebrea, e dei suoi due figli, Nino e il piccolo Useppe, in un racconto attraversato da bombardamenti, fame, sfollamento e dolore.

Il testo sottolinea come lo spettacolo sia stato particolarmente apprezzato dal pubblico e descrive un impianto scenico costruito a partire dall’immersione nella lettura: una donna, in un aeroporto contemporaneo, inizia a leggere il romanzo e ne viene risucchiata, così come accade agli spettatori, trascinati dentro la macchina teatrale ideata dalla regia di Fausto Cabra.

Un impatto emotivo forte tra luci, musica e interpretazioni

Il documento insiste molto sulla forza dell’allestimento, definito insieme ricco e sobrio, segnato da continui cambi di luce, da una colonna sonora incalzante e dall’intreccio con filmati d’epoca. Ogni attore ricopriva più ruoli, scelta che contribuiva a moltiplicare i punti di vista e a restituire tutta la complessità del racconto.

Il peso della rappresentazione era affidato soprattutto ai tre protagonisti, Franca Penone, Alberto Onofrietti e Francesco Sferrazza Papa, indicati come interpreti di una prova scenica di grande intensità. Nel giudizio riportato nel testo, la performance viene descritta come capace di tenere insieme dolore, leggerezza, ironia e devastazione emotiva, lasciando il pubblico turbato di fronte al continuo riaffiorare della guerra nella storia degli uomini.

Un bilancio positivo per il Teatro Civico

Per Varallo, la chiusura della stagione teatrale lascia l’immagine di un cartellone vario, costruito su titoli di forte richiamo ma anche su proposte capaci di interrogare il presente attraverso la letteratura e la scena. Il finale con “La Storia” ha dato alla rassegna una conclusione dal forte impatto civile ed emotivo, coerente con una stagione che ha cercato non solo di intrattenere, ma anche di lasciare tracce di riflessione.

c.s. Piera Mazzone - J.B.

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