EVENTI - 24 aprile 2026, 10:15

A Rozzano un omaggio a Michele Alboreto nel 25° anniversario della morte: in mostra anche l’auto del titolo europeo del 1980

A Rozzano un omaggio a Michele Alboreto nel 25° anniversario della morte: in mostra anche l’auto del titolo europeo del 1980

A Rozzano si è rinnovato il ricordo di Michele Alboreto nel 25° anniversario della sua scomparsa, con una giornata che ha unito memoria, motorsport e partecipazione collettiva. Il tributo si è svolto sabato 18 aprile, nella città dove il pilota era cresciuto, con una mostra fotografica, la presenza di una vettura simbolo della sua carriera e un incontro pubblico con protagonisti del mondo delle corse.

L’iniziativa ha riportato al centro non solo il campione di Formula 1, ma anche la figura umana di Alboreto, raccontata attraverso immagini, cimeli, testimonianze e ricordi personali.

In Biblioteca la mostra dedicata al lato più intimo del pilota

Il cuore dell’omaggio è stata la mostra “Michele Alboreto, un campione per amico”, allestita nella sede della Biblioteca di Rozzano e visitabile fino al 30 aprile. L’esposizione è stata pensata come un percorso tra libri, fotografie e cimeli storici, con l’intento di raccontare anche il volto più privato del pilota, accanto agli scatti delle sue imprese sportive.

Il taglio del nastro è stato affidato al Sindaco di Rozzano Mattia Ferretti e a Nadia, vedova di Alboreto. In quel contesto è stata esposta anche la monoposto con cui Michele conquistò il Campionato Europeo di Formula 3 nel 1980, oggi appartenente a un collezionista biellese che la acquistò al termine di quella stagione e la utilizzò per due anni nelle competizioni.

Il rombo dell’auto e il ricordo degli anni Ferrari

Tra i momenti più forti della giornata, il documento ricorda il rombo del motore della vettura di Formula 3, capace di fondersi con il silenzio del rispetto in un abbraccio collettivo. Accanto alla monoposto erano presenti anche diverse Ferrari, richiamo diretto agli anni in cui Alboreto fece sognare l’Italia al volante della rossa di Maranello.

Il giornalista Gianluca Taverna ha inoltre annunciato di essere al lavoro su un documentario dedicato agli esordi del pilota, fino alla stagione 1980, quella in cui Alboreto “salì sul tetto d’Europa”.

Alla Cascina Grande il racconto di amici, colleghi e protagonisti delle corse

La giornata è proseguita nella sala conferenze della Cascina Grande, dove si è svolto un incontro animato da amici, colleghi, autorità e figure di primo piano del mondo sportivo, presentato dal giornalista e scrittore Mario Donnini.

Tra gli interventi, molto ampio il mosaico di ricordi affidato a nomi come Beppe Gabbiani, Pier Carlo Ghinzani, Oscar Berselli, Riccardo Patrese, Alessandro Mariani, Giancarlo Minardi, Nico Traversa, Roberto Gurian, Riccardo Ronchi, Massimo Boldi e Renato Della Valle. Ognuno ha restituito un frammento della personalità di Alboreto: pilota rigoroso, rivale leale, uomo generoso, presenza capace di lasciare il segno ben oltre la pista.

Nel racconto complessivo emerge un ritratto molto netto: quello di un campione rispettato per il talento, ma ricordato soprattutto per la misura, l’intelligenza, l’umanità e la capacità di far sentire importanti le persone che lo circondavano.

Un ricordo che va oltre il pilota

Il documento richiama anche il forte legame tra Rozzano e Alboreto, già espresso negli anni con l’intitolazione di una piazza e con l’opera scultorea “Come il Vento”, inaugurata nel 2004. A venticinque anni dalla morte, il tributo del 18 aprile ha ribadito quanto il suo nome continui a vivere non solo nella memoria sportiva, ma anche in quella civile e affettiva della sua città.

Più che una semplice commemorazione, l’appuntamento di Rozzano si è trasformato così in un racconto corale dedicato a un uomo che, come conclude il testo, seppe essere non solo un campione, ma anche un Uomo.

c.s. Piera Mazzone - J.B.