ATTUALITÀ - 25 aprile 2026, 12:53

25 Aprile, Pietrasanta: «Libertà significa partecipazione, conoscenza e responsabilità collettiva»

25 Aprile, Pietrasanta: «Libertà significa partecipazione, conoscenza e responsabilità collettiva»

Nel discorso per l’anniversario della Liberazione d’Italia, il sindaco Francesco Pietrasanta richiama il valore della Resistenza e mette in guardia da disinformazione, paura e individualismo. L’appello ai giovani: “Dare loro spazio nei luoghi che contano”.

In occasione del 25 Aprile, anniversario della Liberazione d’Italia, il sindaco Francesco Pietrasanta ha pronunciato un discorso incentrato sul significato profondo della libertà, sul valore della partecipazione democratica e sulla necessità di trasmettere alle nuove generazioni la memoria della Resistenza.

Nel suo intervento, rivolto alle istituzioni presenti, ai rappresentanti dell’Anpi, delle forze armate e all’oratore ufficiale, il professor Nicolò D’Oria, Pietrasanta ha voluto anzitutto ricordare il senso della ricorrenza: la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista.

Una precisazione, ha spiegato, non formale ma necessaria, soprattutto in un tempo in cui cresce il bisogno di ricordare che il passato del Paese «non è sempre stato sereno» e che la libertà di oggi è frutto del sacrificio di uomini e donne che si sollevarono contro la tirannia.

Il cuore del discorso è stato il rapporto tra libertà e partecipazione. Secondo Pietrasanta, essere liberi non significa semplicemente poter fare ciò che si vuole, ma vivere dentro una comunità, condividere diritti e doveri, prendere parte alla vita delle istituzioni, della politica e del sociale.

«La libertà non deve essere fine a se stessa, ma deve essere condivisa», ha affermato il sindaco, sottolineando come la libertà individuale possa esistere pienamente solo all’interno di una democrazia solida e consapevole.

Da qui il richiamo alla conoscenza, indicata come condizione indispensabile per esercitare davvero la cittadinanza. Pietrasanta ha citato il pensiero del presidente Luigi Einaudi, «conoscere per deliberare», collegandolo alla necessità di comprendere i meccanismi democratici, il funzionamento del Parlamento, la separazione dei poteri dello Stato, i diritti e i doveri che reggono la convivenza civile.

Nel suo intervento non è mancata una riflessione sul presente. Il sindaco ha parlato di una società attraversata da crisi economiche, cambiamenti climatici, delinquenza, immigrazione e guerre, elementi che alimentano preoccupazione e paura. Una paura che, secondo Pietrasanta, rischia di spingere le persone a concentrarsi sulla sola libertà individuale, dimenticando quella collettiva.

Il passaggio più politico e civile del discorso è arrivato quando il sindaco ha indicato tre elementi che considera particolarmente pericolosi per il futuro dell’Occidente: disinformazione, paura e individualismo. Un insieme che, ha avvertito, può aprire la strada a cambiamenti capaci di minare le fondamenta della democrazia e della libertà.

Nonostante le preoccupazioni, Pietrasanta ha voluto lanciare anche un messaggio di fiducia. La strada, ha spiegato, passa dai giovani e dalla scuola. Il 25 Aprile non deve restare una sola giornata celebrativa, ma diventare un impegno quotidiano: partecipare alla vita pubblica, informarsi, studiare, mettersi in gioco per la comunità e comprendere davvero il funzionamento della democrazia.

Particolarmente forte anche l’appello a dare spazio alle nuove generazioni «nei posti che contano» e «nelle stanze dei bottoni», senza timore. Per il sindaco, una democrazia capace di rinnovarsi ha bisogno di persone preparate, informate e disposte a ragionare insieme.

La conclusione del discorso ha ripreso il valore più profondo della memoria: riconoscere per tempo ogni possibile ritorno della tirannia e fermarlo con coraggio, convinzione e unità.

«Ogni uomo e donna è artefice della propria sorte», ha concluso Pietrasanta, chiudendo con un triplice richiamo: «Viva la Libertà, viva l’Italia e viva l’Unione europea».

Redazione J.B.