Serravalle-Grignasco - 13 maggio 2026, 10:03

Grignasco, il viaggio in Romania chiude la stagione di proiezioni del Centro Studi

Grignasco, il viaggio in Romania chiude la stagione di proiezioni del Centro Studi

La serata del Gruppo Diaframma

Venerdì 8 maggio, a Grignasco, si è conclusa la stagione di proiezioni organizzata dal Centro Studi di Grignasco – Gruppo di Studi Fotografici e Cinematografici Diaframma. L’incontro si è svolto nella sala dell’edificio che un tempo ospitava la Biblioteca, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale.

La serata è stata introdotta da Emanuele Borelli, dirigente del Gruppo, e condotta da Marco Martinetti, organizzatore del viaggio in Romania che, dal 29 agosto al 5 settembre 2025, ha coinvolto un nutrito gruppo di partecipanti.

Immagini, musica e racconto

La proiezione, realizzata dallo stesso Martinetti, è stata accompagnata dal commento di Tiziana Tosone, sua moglie. Il pubblico ha riempito la sala: agli spettatori abituali delle iniziative del Gruppo Diaframma si sono infatti aggiunti molti dei partecipanti al viaggio.

Racchiudere in poco più di mezz’ora un itinerario intenso, ricco di incontri, luoghi e suggestioni non era semplice. Le immagini, sostenute da un sottofondo musicale e alternate a commenti esplicativi, hanno però restituito il senso di un viaggio alla scoperta di un Paese vicino all’Italia per storia, radici linguistiche e legami culturali.

Romania, una terra vicina e complessa

La serata ha offerto anche l’occasione per ricordare alcuni elementi della storia romena. L’antica Dacia, conquistata dall’imperatore Traiano nel 106 d.C., fu profondamente romanizzata, nonostante la permanenza relativamente breve all’interno dell’Impero romano. Da quella storia deriva anche il romeno, lingua neolatina che nel tempo ha assorbito influenze slave e balcaniche.

Il racconto ha toccato anche la storia più recente del Paese: la fine della dittatura di Nicolae Ceaușescu, avvenuta il 22 dicembre 1989, la difficile transizione democratica e il percorso di occidentalizzazione seguito dalla Romania, membro dell’Unione europea dal 2007, ma ancora legata alla propria moneta, il leu.

Bucarest e il primo sguardo sul Paese

Il viaggio è iniziato a Bucarest, con un giro panoramico della capitale e soste in Piazza della Rivoluzione e in Piazza dell’Università. La città ha permesso ai partecipanti di cogliere subito una doppia anima: da un lato i boulevard ispirati al modello parigino, dall’altro il segno lasciato dal periodo comunista e dalle grandi trasformazioni urbane imposte dal regime.

Il Palazzo del Parlamento, costruito a partire dal 1984, è stato ricordato come emblema della megalomania di Ceaușescu e del brutalismo di Stato: un edificio monumentale, interamente realizzato con materiali e manodopera romeni, oggi tra le strutture amministrative più grandi e pesanti al mondo.

Tra Transilvania, Bucovina e Moldavia

L’itinerario ha disegnato un ampio cerchio in senso orario, spingendosi fino al nord del Paese, a pochi chilometri dall’Ucraina. Dopo la prima tappa al monastero di Cozia, tra i più antichi esempi di architettura bizantina in Valacchia, il gruppo ha raggiunto la Transilvania.

A Sibiu, Capitale europea della Cultura nel 2007, hanno colpito la Piazza Grande, i tetti con i caratteristici “occhi”, la Piazza Piccola, il Ponte delle Bugie e l’imponente chiesa evangelica gotica del XIV secolo. A Biertan, villaggio fondato dai coloni sassoni, il gruppo ha visitato la chiesa fortificata, inserita nel patrimonio Unesco.

Sighisoara, i monasteri dipinti e i paesaggi dei Carpazi

Tra le tappe più suggestive anche Sighisoara, città natale di Vlad l’Impalatore, figura legata al mito di Dracula, e una delle cittadelle medievali meglio conservate della Romania, anch’essa patrimonio mondiale dell’Unesco.

Attraverso il passo Tihuta, il viaggio è poi entrato in Bucovina, terra dei celebri monasteri dipinti. Le visite ai monasteri di Moldovita, Voronet, Sucevita e Agapia hanno permesso di scoprire affreschi esterni del XV e XVI secolo, colori simbolici, architetture fortificate e comunità religiose ancora vive. In particolare Voronet, noto come la “Cappella Sistina d’Oriente”, è stato ricordato per il celebre blu ottenuto con i lapislazzuli.

Castelli, città medievali e natura

Il percorso è proseguito attraverso le Gole di Bicaz, il canyon più famoso del Paese, e il Lago Rosso, nato da uno sbarramento naturale. A Miercurea Ciuc, nel cuore della Transilvania, il gruppo ha vissuto anche l’episodio curioso dell’“allarme orso” ricevuto sui cellulari durante la notte, dopo l’avvistamento di un plantigrado in città.

A Brasov sono state visitate la chiesa di San Nicola, la Chiesa Nera, la più grande chiesa gotica della Romania, e le antiche fortificazioni cittadine. Non è mancata la tappa al Castello Bran, conosciuto come Castello di Dracula, né quella a Sinaia, la “Perla dei Carpazi”, con il Castello Peles, elegante residenza estiva di re Carlo I.

Un viaggio tra memoria e scoperta

Per alcuni partecipanti il viaggio in Romania è stato anche un’occasione per ritrovare tracce di memoria valsesiana. Il racconto ha ricordato l’ingegner Pietro Ottone, originario di Scopetta e chiamato in Romania dopo la laurea al Politecnico di Torino per contribuire alla costruzione della rete ferroviaria, e il forgiatore borgosesiano Carlo Gattoni, autore di un particolare gladio realizzato per re Michele di Romania.

La proiezione ha quindi restituito non solo un itinerario turistico e fotografico, ma anche un percorso culturale, fatto di storia, architettura, paesaggi, incontri e legami inattesi tra territori lontani.

La chiusura della stagione

La serata ha confermato il valore delle iniziative promosse dal Gruppo Diaframma, che organizza periodicamente corsi, workshop, mostre, concorsi, viaggi e attività dedicate alla promozione dell’arte fotografica.

A chiudere idealmente il racconto, le parole della guida locale Nicoleta, ricordate durante la serata: «Va bene, questa è la vita, vivo qui e non posso raccontare bugie, ma dico quello che penso». Una frase diventata sintesi di un viaggio fatto anche di chiaroscuri, capace di lasciare ricordi e, come ogni esperienza autentica, nuovi semi per futuri cammini.

c.s. Piera Mazzone - J.B.