Varallo-Civiasco - 14 maggio 2026, 10:25

Varallo, l’Associazione Mano d’Opera festeggia 25 anni di attività

Varallo, l’Associazione Mano d’Opera festeggia 25 anni di attività

Un quarto di secolo di teatro e cultura

L’Associazione Culturale Mano d’Opera di Varallo festeggia i suoi primi 25 anni di attività. La realtà nacque il 7 maggio 2001, grazie all’iniziativa dei fondatori Carlo, Marisa, Jean, Clara e Graziano. Negli anni, il percorso dell’associazione è cresciuto anche grazie al contributo di Francesca, all’accompagnamento di Luigi e Daniele e all’impegno attuale di Betty, Anna e Micol.

In venticinque anni Mano d’Opera ha costruito un cammino fatto di teatro, laboratori, spettacoli, collaborazioni e progetti culturali, diventando una presenza significativa nella vita artistica e formativa del territorio.

I progetti e le collaborazioni

Molti dei progetti ideati e realizzati dall’associazione sono stati finanziati dalla Regione Piemonte. Nel tempo, Mano d’Opera ha inoltre collaborato con numerosi enti e associazioni, tra cui Imago Veritatis, Jerusalem Varallo, Ars Teatrando, I Cabarettanti, Passio, A.N.I.M.A. e Letteraltura.

Queste collaborazioni hanno permesso di sviluppare iniziative diverse, capaci di intrecciare teatro, memoria, educazione e valorizzazione del patrimonio locale.

Gli spettacoli nel Cortile delle Carrozze

Tra i momenti ricordati c’è lo spettacolo di suoni e musica “Le vie del Sale”, rappresentato nei primi anni Duemila nel Cortile delle Carrozze della Biblioteca, in occasione di Fest’inValle.

Nel 2017, sempre nel Cortile delle Carrozze, Mano d’Opera propose uno spettacolo scritto e interpretato da Francesca Pastorino e Graziano Giacometti, inserito nel progetto “I Busti raccontano – Storie che hanno fatto la Storia”. L’idea era quella di far rivivere i busti cittadini, riportandoli nella memoria collettiva di Varallo attraverso esempi positivi e storie significative.

La memoria di Vietti e Paola Chiarena Banali

Lo spettacolo si intitolava “Varallo: perché il paradiso sarà riso di bimbi. Carlo Gaudenzio Vietti” e metteva in scena le vite parallele di Carlo Gaudenzio Vietti e della ricamatrice Paola Chiarena Banali.

Due figure che, pur non essendosi mai incontrate in vita, hanno visto i loro nomi intrecciarsi in quel luogo senza tempo che è la memoria. Una scelta teatrale che racconta bene il metodo di Mano d’Opera: trasformare la storia locale in narrazione viva, capace di parlare al presente.

Il ringraziamento di Graziano Giacometti

A nome dell’associazione, il socio fondatore e uomo di teatro Graziano Giacometti ringrazia tutti i bambini e i “ragazzi” di ogni età che in questi anni hanno “giocato al teatro” con Mano d’Opera, insieme a tutte le persone che hanno permesso all’associazione di vivere e migliorare.

Giacometti ricorda ogni corso come un seme prezioso, tra lezioni in aula e polvere di scena, e ogni spettacolo come una vita intera: venticinque anni di volti, esperienze, battute mandate a memoria, applausi, fatiche e presenze che hanno intrecciato la storia dell’associazione.

Un viaggio che continua

Il traguardo dei 25 anni non viene vissuto come un punto d’arrivo, ma come una tappa di un percorso ancora aperto. «Non siamo arrivati, siamo solo più saggi, forse, a sfidare la corrente», sottolinea Giacometti, augurandosi che il viaggio possa continuare nel domani con la forza nata da questi anni.

Mano d’Opera celebra così un anniversario importante, confermando il valore del teatro come spazio di crescita, relazione e memoria condivisa per Varallo e per il territorio.

Redazione J.B.