Il progetto dell’Unione Montana
Si sono conclusi con successo i laboratori promossi e finanziati dal Centro per le Famiglie dell’Unione Montana Valsesia e realizzati dal CEG – Comunità Educativa Giovanile di Novara.
Il progetto aveva l’obiettivo di sensibilizzare ragazzi e famiglie su temi sempre più presenti anche nelle scuole del territorio: bullismo, cyberbullismo, uso degli strumenti digitali e dipendenze.
Le parole di Pietrasanta
Il presidente dell’Unione Montana Valsesia, Francesco Pietrasanta, ha sottolineato come non siano rare le segnalazioni di episodi di bullismo e cyberbullismo tra ragazzi sempre più giovani, oltre a situazioni di malessere tra gli adolescenti.
Da qui la scelta di attivare, attraverso il Centro per le Famiglie, un percorso che ha incontrato l’apprezzamento di docenti, famiglie e allievi.
Le classi coinvolte
Le attività si sono svolte nelle classi seconde delle scuole medie, nelle quinte elementari di Borgosesia e nelle seconde classi delle scuole superiori del territorio.
I referenti della Scuola Secondaria di Primo Grado e della Primaria, rispettivamente il professor Andrea Ottoboni e la maestra Sonia Rubagotti, hanno evidenziato l’importanza dei laboratori, capaci di attirare l’attenzione dei ragazzi sul corretto utilizzo degli strumenti digitali nei rapporti tra coetanei.
Molto apprezzato anche l’incontro con le famiglie, svolto a fine aprile, che ha registrato una partecipazione numerosa e attiva.
Bullismo e cyberbullismo
Nelle scuole medie di Borgosesia e nelle quinte elementari il percorso ha riguardato bullismo e cyberbullismo, con tre incontri di un’ora per ciascun gruppo classe.
Gli educatori del CEG hanno lavorato con i ragazzi sui rischi legati all’ingresso precoce nel mondo dei social media e del videogaming, contesti in cui possono svilupparsi fenomeni come cyberbullismo, hate speech e ritiro sociale.
Le attività hanno promosso consapevolezza sulla sicurezza online, uso responsabile delle tecnologie, utilizzo positivo dei media, ricerca di informazioni affidabili e condivisione delle esperienze con amici e familiari. Ai genitori sono stati forniti strumenti per riconoscere i rischi, proteggere i figli e mantenere con loro un dialogo costante.
Dipendenze ed educazione emotiva
Nelle classi seconde delle scuole superiori del territorio, invece, il tema affrontato è stato quello delle dipendenze, con due incontri di due ore per ciascun gruppo classe.
Il percorso si è basato su tecniche partecipative e sullo sviluppo socio-emotivo degli adolescenti, partendo dal riconoscimento e dall’espressione delle emozioni. L’obiettivo generale era rafforzare le competenze emotive e decisionali degli studenti, prevenendo comportamenti impulsivi e situazioni di dipendenza, e promuovendo scelte orientate al benessere presente e futuro.
Un servizio per ragazzi e famiglie
Pietrasanta ha espresso soddisfazione per i feedback positivi ricevuti dalle scuole coinvolte e ha ringraziato gli operatori del Centro per le Famiglie dei Servizi Socioassistenziali, in particolare Jessica Chiarolla, che ha seguito personalmente il progetto.
Secondo il presidente, il dovere delle istituzioni è offrire ai cittadini strumenti utili per affrontare la quotidianità. In questo caso, il percorso ha fornito un servizio ritenuto indispensabile per educare i ragazzi al corretto uso degli strumenti digitali e alla gestione delle emozioni, due aspetti apparentemente distanti ma profondamente collegati nella crescita personale e nelle relazioni sociali.