L’esposizione a Spazio E
A Ghemme, nei locali espositivi di Spazio E, si è aperta “Imbris”, mostra personale dell’artista Luciano Pea. L’esposizione è allestita in via Interno Castello 7 e sarà visitabile fino a domenica 12 luglio.
Pea, nato a Gottolengo, in provincia di Brescia, il 31 marzo 1961, vive a Brescia, dove lavora in uno studio chiamato antifrasticamente “Il pachiderma”. È docente di incisione e tecniche pittoriche alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia e si è formato all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Il significato di “Imbris”
Il titolo della mostra richiama il latino: “imbris” è il genitivo singolare di imber, termine che significa pioggia, acquazzone, rovescio o bufera. Una scelta che esprime il tono delle opere esposte, caratterizzate da una raffinata attenzione alle qualità tonali e alle modulazioni cromatiche del colore.
L’artista, attivo con esposizioni in ambito nazionale dalla fine degli anni Ottanta e presente anche in manifestazioni internazionali, propone un percorso in cui la pittura si fa atmosfera, sospensione e ricerca formale.
“Oriens” e il dialogo con lo spazio
Tra le opere in mostra figura anche l’installazione “Oriens”, realizzata nel 2009 e nata dal rapporto con gli scritti sull’arte di Paolo VI. Pea descrive l’opera come un dialogo con l’individuo e con lo spazio, con la singolarità e la molteplicità, tra isole e arcipelaghi, gocce e mare, visti attraverso lo sguardo dell’artista.
La mostra invita così il visitatore a muoversi tra frammenti, relazioni e visioni, in un percorso che non si limita alla superficie dell’immagine ma cerca un confronto più profondo con lo spazio espositivo.
Poesia, rigore e rarefazioni
L’artista Enrica Pedretti, titolare di Spazio E e curatrice della mostra, sintetizza la cifra di Luciano Pea con due parole: “poesia e rigore”.
A descrivere il suo lavoro è anche l’artista Marina Chiocchetta, che parla di opere capaci di condurre in un altrove difficile da definire. Pea viene presentato come un artista curioso e poliedrico, interessato a sperimentare nuovi linguaggi con sculture e installazioni, senza tradire il proprio timbro artistico. I suoi quadri possono cambiare forma, allungarsi o diventare circonferenza, ma conservano una poetica visione.
I libri d’artista nella Sala del Camino
Il percorso espositivo si conclude nella Sala del Camino, con una policromatica esposizione di originali libri d’artista.
La mostra sarà visitabile a Spazio E il giovedì dalle 16 alle 22 e dal venerdì alla domenica dalle 11 alle 22, offrendo al pubblico un’occasione per scoprire una ricerca artistica fatta di colore, sperimentazione, memoria e rarefazione poetica.