Tradizioni che uniscono la valle
Due figure profondamente legate alla spiritualità e alla storia della Valsesia: la Madonna Incoronata di Varallo e la Beata Panacea, venerata a Quarona e Ghemme. A richiamarne il valore è Francesco Pietrasanta, sottolineando come queste presenze rappresentino ancora oggi un punto di riferimento per la fede e l’identità del territorio.
In una stessa immagine, le due figure raccontano tradizioni diverse ma unite da un filo comune: la devozione popolare, il senso di appartenenza e il legame tra comunità che da generazioni custodiscono riti, feste e momenti di preghiera.
Una fede vissuta da giovani e adulti
Le tradizioni religiose valsesiane continuano a essere partecipate e rispettate da persone di ogni età. Non appartengono soltanto al passato, ma restano vive nelle celebrazioni, nelle processioni e nei momenti comunitari che ogni anno richiamano fedeli, famiglie e amministratori locali.
La Madonna Incoronata di Varallo e la Beata Panacea di Quarona e Ghemme diventano così simboli di una fede che attraversa i paesi, parla alle nuove generazioni e rafforza il senso di comunità.
L’orgoglio di essere valsesiani
Il messaggio di Pietrasanta è anche un invito a guardare con orgoglio alle proprie radici: essere valsesiani significa riconoscersi in una storia comune, fatta di fede, cultura, tradizioni e partecipazione.
In queste figure e nelle feste che le accompagnano si ritrova una parte importante dell’identità della valle, capace di unire memoria e presente.





