Una giornata tra bilanci, nuovi soci e memoria del territorio
La Società Storica Vercellese si è riunita domenica 24 maggio nella Pieve di San Pietro al cimitero di Casalvolone, per l’assemblea ordinaria annuale. Una giornata intensa, che ha unito il momento istituzionale alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio, con oltre quaranta partecipanti.
In apertura è stata approvata l’ammissione di sette nuovi soci, segno di un interesse che continua a crescere attorno alle attività della Società e al suo impegno nel far conoscere, tutelare e valorizzare la storia vercellese.
La relazione della presidente Silvia Faccin
La presidente Silvia Faccin ha illustrato le attività svolte dopo l’assemblea del 2025, ricordando anche l’impegno avviato a Robbio Lomellina per richiamare l’attenzione sugli affreschi quattrocenteschi dell’ex chiesa di San Sebastiano, oggi in condizioni di forte fragilità.
Nel suo intervento ha rinnovato l’appello ai soci perché partecipino più attivamente alla vita del sodalizio, sottolineando come gli impegni siano numerosi e i collaboratori effettivamente operativi ancora pochi rispetto alla mole di lavoro.
Tra le prossime iniziative sono previste due monografie, la celebrazione dei mille anni del vescovo Leone, la pubblicazione del Bollettino numero 107 e una giornata di apertura della sede, il 20 giugno, con la possibilità di acquistare pubblicazioni edite negli anni dalla Società e volumi dedicati alla storia del territorio, alla storia dell’arte, all’araldica e ad altre discipline affini.
Verso l’ingresso nel Terzo Settore
Uno dei passaggi più importanti riguarderà il futuro assetto della Società Storica Vercellese. Faccin ha infatti annunciato il percorso verso l’ingresso nel Terzo Settore e l’iscrizione al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, passaggio necessario per poter accedere a contributi pubblici.
Questo comporterà un adeguamento dello Statuto, che dovrà essere approvato dai soci in una prossima assemblea straordinaria. La presidente ha parlato di trasformazioni profonde, non come tradimento delle origini, ma come adattamento necessario a tempi molto diversi rispetto a quelli in cui la Società nacque oltre mezzo secolo fa.
Il riconoscimento ad Aldo Zani e i bilanci
Durante l’assemblea è stato ringraziato anche il socio quarantennale Aldo Zani, a cui sono stati consegnati un diploma di benemerenza e una medaglia commemorativa della Società Storica Vercellese. Il riconoscimento ha voluto premiare la generosità e l’impegno con cui Zani documenta fotograficamente gli eventi societari.
Il tesoriere Felice Mandrino ha poi presentato il rendiconto finanziario 2025, approvato all’unanimità. Le entrate ammontano a 29.860 euro, mentre le uscite sono pari a 25.423 euro, con un avanzo di 4.437 euro. Approvato anche il bilancio preventivo 2026, che prevede entrate e uscite per 31.096 euro.
Giovanni Ferraris presidente onorario
Uno dei momenti più significativi dell’assemblea è stata la nomina per acclamazione di Giovanni Ferraris a presidente onorario.
Ferraris, presidente della Società Storica Vercellese dal 2011 al 2024, è stato indicato come figura di riferimento per gli studi sul territorio. La presidente Faccin ne ha ricordato la dedizione, il lungo impegno nella vita societaria e il contributo dato alla storia vercellese.
Durante la sua presidenza, Ferraris ha cercato di dare maggiore spazio alla storia moderna e contemporanea nelle pubblicazioni della Società e di ampliare la presenza sul territorio con conferenze e convegni in diversi centri dello storico contado di Vercelli. Continuerà a far parte del Consiglio direttivo.
Presentato il Bollettino numero 106
Il direttore Giorgio Tibaldeschi ha presentato il Bollettino numero 106, più corposo rispetto ai precedenti e segno, ha spiegato, del crescente interesse verso le iniziative della Società.
Il volume raccoglie cinque saggi, dedicati alla ceramica vercellese tra Medioevo ed età moderna, al paese scomparso di Giardino tra Novara e Vercelli, alla collezione musicale del Museo Leone, alla loggia Galileo Ferraris e alla Massoneria vercellese, e agli ex voto della Grande Guerra conservati al Santuario di Oropa.
Accanto ai saggi principali proseguono le “Briciole”, brevi contributi di approfondimento, la sezione delle recensioni e la rubrica “Vita della SSV”, che offre una panoramica sulle numerose attività culturali portate avanti dal sodalizio.
Casalvolone e San Nazzaro al centro della giornata
La parte culturale dell’incontro ha valorizzato anche il luogo dell’assemblea. Franco Dessilani ha illustrato la storia di Casalvolone e del suo territorio nel Medioevo, tra Novara, Vercelli e Biandrate. Simone Caldano, docente di storia dell’arte medievale all’Università del Piemonte Orientale, ha approfondito l’architettura della Pieve, mentre Luca Borgia ha parlato degli affreschi, testimonianze delle diverse fasi costruttive tra XII e XV secolo.
Di particolare interesse l’affresco del 1530 raffigurante la Beata Panacea, indicato come la testimonianza più a sud della devozione alla patrona della Valsesia.
Dopo il pranzo sociale a San Nazzaro Sesia, la giornata si è conclusa con la visita all’Abbazia dei Santi Nazario e Celso, una delle più antiche fondazioni monastiche del territorio novarese ancora visibili, con il suo chiostro affrescato, la torre campanaria e il museo dell’abbazia.
















