Una serata dedicata a una figura centrale del Novecento
Al Teatro Pro Loco di Borgosesia si è svolta una serata dedicata a Maria Giudice, figura intensa e complessa della storia politica e sociale italiana. L’incontro ha avuto come ospite la scrittrice Maria Rosa Cutrufelli, autrice del volume “Maria Giudice. Vita folle e generosa di una pasionaria socialista”, recentemente ripubblicato.
L’appuntamento è stato organizzato dalla Consulta “Agorà del Borgo”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Borgosesia e l’IstorBiVe. A condurre la serata è stato Carlo Senatore, che ha ricordato anche il legame simbolico tra Borgosesia e Maria Giudice: in città esiste infatti una via a lei intitolata, che conduce a uno dei plessi delle scuole d’infanzia.
Il legame con Borgosesia e la Valsesia
La vita di Maria Giudice si intrecciò direttamente con la storia valsesiana. Nata a Codevilla, in provincia di Pavia, nel 1880 e morta a Roma nel 1953, fu esponente di primo piano del socialismo umanitario, attivista per i diritti delle donne, antifascista e partigiana.
Nel 1912 si trasferì in Piemonte, a Borgosesia, dove proseguì il suo impegno di giornalista militante nella redazione de “La Campana socialista”. Fu eletta segretaria della Federazione socialista valsesiana e guidò la “Lega Rossa” durante lo sciopero del giugno 1914, che contrappose gli operai della Manifattura Lane alla proprietà rappresentata dal dirigente Giuseppe Magni. In quell’occasione venne arrestata e condannata a venti giorni di reclusione.
Una donna libera, politica e madre fuori dagli schemi
Durante l’incontro, Maria Rosa Cutrufelli ha restituito al pubblico il profilo di una donna difficile da incasellare. Maria Giudice ebbe dieci figli e visse la maternità in modo lontano dai canoni tradizionali dell’epoca. Fu una donna generosa, instancabile, sempre pronta ad andare dove riteneva ci fosse bisogno di lei.
Il suo impegno politico fu la bussola della sua vita: scelte radicali, coerenza ideale, fatica personale e pubblica. Al termine della guerra firmò anche l’atto di fondazione dell’UDI, l’Unione Donne Italiane.
Le voci del territorio e il teatro
Al tavolo con la scrittrice erano presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Borgosesia Gianna Poletti e Monica Bergamasco, membro della Consulta. La serata ha dato spazio anche a donne del territorio impegnate nella politica, nella ricerca e nel sindacato: Lara Danesino, segretaria generale Filcams Cgil Vercelli e Valsesia; Silvia Delzoppo per l’Istituto storico; Maria Cristina Mosca, segretaria della Camera Sindacale UIL di Biella-Vercelli; e Patrizia De Fabiani per la CISL.
Nel corso dell’incontro sono stati proiettati brevi estratti video dello spettacolo “La passione secondo Maria”, rappresentato nel 2017 al Teatro Pro Loco di Borgosesia, al Teatro Civico di Varallo e al Teatro Civico di Vercelli. Lo spettacolo era stato realizzato dall’Associazione Mano d’Opera, con Graziano Giacometti, Daniele Conserva e Francesca Pastorino, autrice anche della sceneggiatura.
Cutrufelli e il rapporto con Goliarda Sapienza
Il racconto di Cutrufelli ha preso le mosse anche dal legame con Goliarda Sapienza, ultima figlia di Maria Giudice e amica di lunga data della scrittrice. Da lì è nato il desiderio di attraversare una storia che coinvolge quasi tutto il Novecento e che mette al centro una madre ingombrante, amatissima e difficile.
Cutrufelli ha chiuso il dibattito con una riflessione sul rapporto tra Goliarda e Maria: una madre che l’aveva nutrita di intelligenza e volontà di ferro, ideale irraggiungibile e insieme figura da cui prendere distanza.
Una memoria ancora viva
La serata ha permesso di riportare l’attenzione su una figura che appartiene anche alla storia locale. Parlare di Maria Giudice a Borgosesia significa infatti guardare a un passaggio importante della Valsesia operaia, politica e sociale, ma anche riflettere sul ruolo delle donne nella costruzione dei diritti e della democrazia.
Un incontro di memoria, cultura e confronto, capace di far dialogare il passato con le domande del presente.