EVENTI - 04 giugno 2026, 10:06

Rotary Club Gattinara, una serata Interclub per conoscere la Lega del Filo d’Oro

Rotary Club Gattinara, una serata Interclub per conoscere la Lega del Filo d’Oro

L’incontro con Luigina Carrella

Una serata per avvicinarsi a una realtà che da oltre sessant’anni accompagna persone sordocieche e pluridisabili psicosensoriali, lavorando ogni giorno su assistenza, educazione, riabilitazione e inclusione. Il Rotary Club Gattinara, presieduto da Silvia Domenicone, ha ospitato Luigina Carrella, direttore educativo riabilitativo del Centro residenziale sociosanitario della Lega del Filo d’Oro di Lesmo.

L’incontro si è svolto in una serata Interclub alla quale hanno partecipato anche i Rotary Club di Biella, Vallemosso, Vercelli e Viverone Lago, confermando l’attenzione del mondo rotariano verso i temi della fragilità, della comunicazione e della riduzione delle disuguaglianze.

Una storia nata dal coraggio di Sabina Santilli

La serata si è aperta con la proiezione di un video istituzionale della Lega del Filo d’Oro, realizzato in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro nazionale di Osimo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Carrella ha poi ripercorso la storia della Fondazione, nata nel 1964 grazie a Sabina Santilli, donna sordocieca che, dopo aver perso vista e udito a sette anni a causa della meningite, riuscì a formarsi, imparare cinque lingue e dedicare la propria vita ad aiutare altre persone nella sua stessa condizione a uscire dall’isolamento.

Con l’aiuto di don Dino Marabini e di altri volontari fondò la Lega del Filo d’Oro, lasciando un messaggio ancora oggi attuale: «Avanti e buon coraggio, senza mai tirarsi indietro».

Riabilitazione, autonomia e lavoro di équipe

La Lega del Filo d’Oro è oggi presente in diverse regioni italiane e opera attraverso centri residenziali e sedi territoriali. Il suo lavoro si rivolge a bambini, giovani e adulti sordociechi e pluridisabili psicosensoriali, con l’obiettivo non solo di assistere, ma di valorizzare le potenzialità residue di ogni persona.

L’intervento sugli utenti viene costruito da équipe multidisciplinari composte da operatori educativo-riabilitativi, medici, terapisti, psicologi, assistenti sociali e altre figure specializzate. Dopo una valutazione completa, viene elaborato un piano personalizzato, monitorato nel tempo.

Nel 2025, nelle varie sedi della Fondazione, sono state prese in carico più di 1400 persone per valutazioni, trattamenti specifici o residenzialità. La struttura conta oltre ottocento dipendenti, affiancati da numerosi volontari adeguatamente formati.

Comunicare oltre le parole

Uno dei passaggi più significativi della serata è stato dedicato ai sistemi di comunicazione non verbale utilizzati con le persone sordocieche. Luigina Carrella ha illustrato strumenti come la lingua dei segni tattile, la dattilologia tattile, l’alfabeto sul palmo della mano, il Braille e il metodo Malossi.

Quest’ultimo trasforma la mano in una sorta di “tastiera”, associando lettere dell’alfabeto a punti specifici del palmo e delle dita. Un esempio concreto di come la comunicazione possa trovare strade diverse, costruite sulla pazienza, sulla competenza e sulla relazione.

La relatrice ha ricordato anche l’utilizzo delle nuove tecnologie, senza nascondere però una criticità: le richieste sono ancora molte e la lista d’attesa resta lunga.

Il valore della “professionalità umana”

Al termine dell’incontro è intervenuta la socia rotariana Anna Zana, logopedista, che ogni giorno lavora a contatto con la disabilità. Commentando l’attività della Lega del Filo d’Oro, ha usato un’espressione particolarmente efficace: “professionalità umana”.

Zana ha inoltre presentato ai soci il libro “Cuochi d’artificio. Ricette dal mondo”, realizzato dal Club nell’ambito del progetto sulla CAA, Comunicazione Aumentativa Alternativa, già presentato anche al Salone del Libro. Un ulteriore segnale dell’impegno concreto del Rotary nel promuovere accessibilità, inclusione e pari opportunità.

Un impegno da sostenere

La Lega del Filo d’Oro si sostiene per oltre il 70% attraverso le donazioni private e conta attualmente 470mila donatori attivi. Un dato che conferma quanto il sostegno della società civile sia fondamentale per permettere alla Fondazione di proseguire il proprio lavoro.

La serata del Rotary Club Gattinara ha offerto così non solo un approfondimento, ma anche un’occasione di consapevolezza: dietro ogni percorso riabilitativo ci sono persone, famiglie, professionisti e volontari che lavorano insieme per trasformare fragilità complesse in possibilità di relazione, autonomia e vita.

c.s. Piera Mazzone - J.B.