Profumi, colori e storia nel Cortile d’Onore della Biblioteca
La Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo ha ospitato con grande successo la due giorni dedicata alle rose antiche coltivate da Enrico Covolo, protagonista di un incontro molto partecipato nella Sala Conferenze e di una mostra allestita nel portico del Cortile d’Onore.
Su lunghi tavoli coperti da candide tovaglie erano esposti oltre cento calici di cristallo, ciascuno con una rosa antica diversa. Un colpo d’occhio elegante e profumato, capace di incuriosire i visitatori e di trasformare gli spazi della Biblioteca in un piccolo giardino della memoria.
Il racconto di Enrico Covolo
A conquistare il pubblico è stata soprattutto la presentazione commentata di Enrico Covolo, ingegnere informatico che a Coggiola coltiva zafferano, antiche varietà di melo, agrumi resistenti alle basse temperature e centinaia di rose.
Dai petali delle sue rose Covolo produce sciroppi e delicate gelatine, pensate per accompagnare gelati, yogurt e formaggi, creando abbinamenti raffinati e originali. Per l’occasione aveva portato anche alcune piante di rose del muschio e altre varietà particolari, dal profumo intensissimo, che ha raggiunto persino la strada principale.
Un patrimonio naturale da conservare
All’incontro sono intervenuti anche l’assessore Enrica Poletti, con il saluto dell’Amministrazione comunale, e Attilio Ferla, assessore alla Cultura dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, che ha portato il saluto del presidente Francesco Pietrasanta.
Durante il suo intervento è stato ricordato come le rose accompagnino la vita di ciascuno e rappresentino il fiore per eccellenza. Le varietà antiche, però, sono qualcosa di più: un patrimonio naturale da conoscere, custodire e tramandare.
Dalle tavolette sumere al Medioevo
Covolo ha raccontato che il suo interesse per le rose è nato nel 2018, quando scoprì che in alcuni territori particolari venivano coltivate varietà destinate alla produzione di sciroppi e gelatine. Da quella curiosità sono arrivati libri, manuali, prime piante e poi un vero mondo di profumi, sapori e storia.
Nel corso dell’incontro il relatore ha accompagnato i presenti in un viaggio molto ampio: dalle prime testimonianze scritte sulle rose nelle tavolette sumere, intorno al 2300 avanti Cristo, alle raffigurazioni del palazzo di Minosse a Cnosso, fino all’Egitto, alla Mesopotamia, alla Grecia, alla Persia e alla Roma antica.
Le rose, nel tempo, sono state coltivate per motivi ornamentali, religiosi, medicinali e simbolici. Furono utilizzate per aromatizzare il vino, per ornare i banchetti e, dopo una fase di diffidenza in Occidente per il legame con riti pagani, divennero nel Basso Medioevo anche fiore mariano.
Libri rari e consigli di coltivazione
La serata ha offerto anche uno sguardo al valore artistico e documentario delle rose. Covolo ha portato in esposizione due rari e preziosi libri con tavole acquarellate dedicate a questo fiore, testimonianza di una tradizione botanica e artistica di grande fascino.
Al termine della presentazione sono state fornite indicazioni pratiche per la coltivazione delle rose e per la preparazione di sciroppi e gelatine, unendo così divulgazione storica, passione agricola e curiosità gastronomica.
Una mostra apprezzata dal pubblico
Nonostante il breve periodo di apertura, la mostra è stata visitata da molte persone, che hanno lasciato commenti molto positivi sul quaderno delle firme. Tra i messaggi, anche quello di visitatori entusiasti per una mostra definita “meravigliosa e profumatissima”.
Anche i ragazzi dell’Associazione Archimede hanno voluto firmare tutti, aggiungendo un commento semplice ma significativo: “Molto bella e profumata”.
La due giorni delle rose antiche ha confermato come la Biblioteca possa diventare luogo di incontro tra cultura, natura, memoria e sensibilità, offrendo alla città un’esperienza capace di parlare agli occhi, alla mente e anche all’olfatto.