La cerimonia in Biblioteca con il sindaco Roberto Balzano
Un libro come simbolo, ma anche come responsabilità. Giovedì 4 giugno, nella Biblioteca Comunale di Maggiora, si è svolta la cerimonia di consegna della Costituzione italiana ai diciottenni del paese, organizzata dal sindaco Roberto Balzano.
L’invito era stato recapitato personalmente ai dodici neo maggiorenni di Maggiora. Alla serata hanno preso parte in quattro, in un incontro che è diventato occasione per riflettere sul valore della partecipazione, dei diritti e dei doveri civici.
La Costituzione come bussola per i giovani
La cerimonia è stata introdotta da una presentazione dedicata al significato della Costituzione, descritta come una bussola per i diritti personali e digitali, uno strumento contro le disuguaglianze e un manuale di istruzioni per contribuire a cambiare la società.
Il richiamo è andato anche alle origini della Carta costituzionale, scritta da uomini e donne reduci dalla guerra e dalla dittatura, spesso giovani o poco più grandi dei ragazzi a cui oggi viene consegnata. I padri e le madri Costituenti furono 556 e impiegarono 272 giorni per approvare il testo alla base dell’ordinamento democratico italiano, entrato in vigore il 1° gennaio 1948.
Durante la serata è stato ricordato anche il celebre discorso di Piero Calamandrei ai giovani del 1955: la Costituzione non è una macchina che, una volta messa in moto, procede da sola. Perché viva, ha bisogno ogni giorno della responsabilità di istituzioni e cittadini.
L’invito a partecipare alla vita del paese
Il sindaco Balzano ha invitato i giovani a partecipare attivamente alla vita del Comune, anche attraverso le associazioni e il mondo del volontariato, sottolineando come la copia della Costituzione consegnata ai diciottenni non sia soltanto un omaggio istituzionale, ma un invito a diventare protagonisti della vita pubblica.
Un concetto ribadito anche da Chiara Cerri, assessore alla Cultura, che ha richiamato il valore della partecipazione come elemento centrale della cittadinanza.
Diritti, doveri e volontariato
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Paolo Jean, capogruppo degli Alpini di Maggiora e responsabile della Protezione Civile, che ha parlato non solo dei diritti, ma anche dei doveri del cittadino verso la Repubblica.
A ciascun diciottenne presente è stato donato un portachiavi con i diritti da una parte e i doveri dall’altra, accompagnato dall’invito a prendere parte alla vita della comunità.
Anche Nadia Cremona, presidente dell’Avis di Maggiora, ha rivolto ai ragazzi un appello ad avvicinarsi al mondo del volontariato e della donazione del sangue. «Donare è un gesto che non fa rumore, ma contribuisce al bene comune», ha ricordato, offrendo ai giovani una borraccia termica.
Dal 2 giugno 1946 al futuro dei nuovi cittadini
La serata ha richiamato anche il significato del 2 giugno 1946, quando le donne italiane votarono per il referendum che portò l’Italia dalla monarchia alla Repubblica. Un momento fondativo, ricordato anche attraverso il riferimento al film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi.
A dare profondità al racconto è stata la memoria di Mirella Morre, classe 1935, originaria di Serravalle, che ha ricordato il giorno successivo al referendum, quando a scuola la maestra commentò l’arrivo della Repubblica con parole semplici e dirette: non c’era più il re, ma la scuola continuava e a scuola si andava per imparare.
Oggi, di fronte alla scarsa affluenza ai seggi e ai segnali di disaffezione, l’incontro di Maggiora ha voluto rilanciare un messaggio di fiducia. Guardare ai diciottenni significa guardare al futuro della comunità, affidando alle nuove generazioni il compito di custodire e rendere viva la democrazia.
















