Cittadini, imprese e istituzioni a confronto sul futuro dell’energia condivisa
Ampia partecipazione a Lozzolo per l’evento “CER Solidale”, ospitato il 19 giugno dal Comune e dedicato al futuro dell’energia condivisa e della sostenibilità. L’iniziativa ha riunito cittadini, imprese e istituzioni in un confronto sul ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili come strumento concreto per accompagnare la transizione green dei territori.
Al centro della giornata c’è stata l’idea di una comunità capace di produrre e condividere energia pulita, generando benefici non solo ambientali, ma anche economici e sociali.
Energia pulita e benefici per il territorio
Durante i lavori è stato sottolineato il valore delle CER come associazioni non profit fondate sulla condivisione dell’energia da fonti rinnovabili.
Le Comunità Energetiche non vengono presentate soltanto come uno strumento per tutelare l’ambiente, ma anche come una possibilità per rafforzare i legami locali, sostenere le famiglie, creare risparmi e generare risorse da destinare a progetti utili alla comunità.
Il motto dell’evento, “un’energia che fa bene al territorio e alle persone”, ha sintetizzato il senso dell’iniziativa: unire innovazione, responsabilità ambientale e partecipazione.
Una rete tra Comune, ANPCI, Energie Solidali, Università e tecnologia
La giornata ha messo in evidenza la collaborazione tra il Comune di Lozzolo, ANPCI, Energie Solidali, l’Università di Roma Tor Vergata e Janus Tech.
Una rete di partenariato costruita per promuovere un modello di CER Solidale capace di partire dalla dimensione locale e guardare a una prospettiva più ampia, anche nazionale.
L’obiettivo è rendere le Comunità Energetiche accessibili, concrete e facilmente applicabili nei territori, con particolare attenzione ai piccoli Comuni.
La tavola rotonda con il ministro Pichetto Fratin
Il momento istituzionale più rilevante è stato la tavola rotonda serale, conclusa dall’intervento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Al confronto hanno partecipato anche il sindaco di Lozzolo Roberto Sella, la presidente ANPCI Franca Biglio, la professoressa Sandra Corasaniti dell’Università di Roma Tor Vergata, Sergio Levrino, direttore generale di Energie Solidali, e Gennaro Ardolino, CEO di Janus Tech.
Il ministro ha definito le Comunità Energetiche Rinnovabili e i gruppi di autoconsumo diffuso una novità importante per il Paese e una svolta strutturale per il sistema energetico nazionale. Ha inoltre evidenziato il valore dei progetti costruiti dal basso, capaci di coinvolgere cittadini, amministrazioni e territori.
CER contro povertà energetica e spopolamento
Tra i temi emersi c’è anche il ruolo sociale delle Comunità Energetiche. Secondo il ministro Pichetto Fratin, le CER possono aiutare a contrastare la povertà energetica, sostenere le famiglie, rafforzare il senso di appartenenza e diventare uno strumento utile anche contro lo spopolamento delle aree interne.
La condivisione dell’energia può infatti contribuire a costruire strategie di sviluppo di lungo periodo, soprattutto nei territori più piccoli o periferici.
Sella: «Protagonisti del nostro futuro»
Il sindaco di Lozzolo Roberto Sella ha richiamato la necessità di essere protagonisti del presente e del futuro, sottolineando che la CER nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale e dei cittadini.
Per Sella, la Comunità Energetica rappresenta un’opportunità per rafforzare il territorio a 360 gradi, rendendo disponibili benefici economici, ambientali e sociali. Possono trarne vantaggio i piccoli negozi, i cittadini e chi decide di installare un sistema di produzione di energia rinnovabile.
Il sindaco ha ricordato anche l’assenza di vincoli per far parte della CER Solidale e la possibilità di affiancare alla condivisione energetica progetti utili alla comunità.
Biglio: un modello per i piccoli Comuni
La presidente ANPCI Franca Biglio ha evidenziato come le Comunità Energetiche possano rappresentare per i piccoli Comuni un’occasione per rinsaldare lo spirito comunitario e produrre risorse economiche destinate a progetti ambientali e sociali.
Il modello CER Solidale, sviluppato con Energie Solidali, viene proposto come una soluzione accessibile, senza costi e immediatamente implementabile, pensata per semplificare il percorso dei Comuni e dei cittadini.
Semeniuk: la transizione si costruisce insieme
Svitlana Semeniuk, CEO di EnergieSolidali.it, ha descritto la CER Solidale come un organismo collettivo, un ecosistema vivo che cresce attraverso il contributo di tutte le sue componenti.
Il progetto punta a mettere in relazione persone, ambiente ed economia, costruendo benefici condivisi e rafforzando l’indipendenza delle comunità locali. Semeniuk ha sottolineato che la transizione energetica non è qualcosa che altri faranno al posto dei cittadini, ma un’opportunità da costruire insieme.
Tecnologia e inclusione con HOPEE
Il CEO di Janus Tech, Gennaro Ardolino, ha evidenziato il ruolo della tecnologia nel rendere le Comunità Energetiche più accessibili, semplici e inclusive.
Con Janus è stata lanciata HOPEE, soluzione pensata per accompagnare le CER Solidali e facilitare la partecipazione dei cittadini. Per Ardolino, l’incontro di Lozzolo ha dimostrato che la transizione energetica non è solo una sfida tecnologica, ma anche sociale e culturale.
Una comunità energetica come progetto di territorio
L’evento di Lozzolo ha confermato il crescente interesse verso le Comunità Energetiche Rinnovabili e verso un modello capace di unire sostenibilità, innovazione e solidarietà.
La CER Solidale viene così presentata come uno strumento concreto per dare valore ai piccoli Comuni, rafforzare le relazioni locali e trasformare l’energia pulita in un beneficio condiviso per cittadini, famiglie, imprese e territori.