Si è conclusa con l’abbandono del tavolo da parte dei sindacati la contrattazione del 9 luglio alla Casa circondariale di Vercelli. SAPPE, OSAPP, UIL FP Polizia Penitenziaria e CISL FNS contestano alla Direzione di avere modificato, durante un secondo confronto, un accordo sugli orari di servizio già raggiunto con le altre organizzazioni presenti.
La riunione era stata convocata dopo l’esaurimento del monte ore destinato al lavoro straordinario. Per contenere la spesa, la Direzione aveva proposto una rimodulazione degli orari di servizio. Al termine del confronto, secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, tutte le organizzazioni presenti avevano accolto la proposta, raggiungendo un’intesa nel rispetto dell’Accordo quadro vigente.
Successivamente, il confronto era stato riaperto per consentire la sottoscrizione dell’accordo anche a un’organizzazione sindacale convocata a un tavolo separato. È in questa fase che, secondo i firmatari del comunicato, la Direzione avrebbe introdotto nuovi orari, modificando di fatto quanto concordato poco prima. Una decisione che i sindacati definiscono incompatibile con i principi di correttezza, trasparenza e buona fede che dovrebbero regolare le relazioni sindacali. Un “accordo usa e getta”, raggiunto e condiviso per poi essere cambiato a distanza di pochi minuti.
Ritenendo compromesso il rapporto di fiducia necessario per proseguire il confronto, SAPPE, OSAPP, UIL FP Polizia Penitenziaria e CISL FNS hanno quindi deciso di lasciare il tavolo della contrattazione. Le quattro sigle chiedono ora un incontro urgente con il Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta, affinché venga chiarito quanto accaduto e siano ripristinate condizioni di confronto basate sul rispetto reciproco e sulla certezza degli accordi raggiunti.
Fissato un termine di dieci giorni per ottenere risposte concrete. In caso contrario, i sindacati si riservano di organizzare una conferenza stampa davanti alla Casa circondariale di Vercelli per rendere pubblica la vicenda.
"Un precedente grave, in grado di compromettere le relazioni sindacali all’interno dell’istituto".